Il mare è di Destra la terra è di Sinistra di Antonio Cima

cima-antonio MARE E TERRA .. DESTRA E SINISTRA
 i contesti antropologici dai quali scaturisce la propensione all'individualismo (destra) o al collettivismo (sinistra)
di Antonio Cima

pagina di Antonio Cima del 2 agosto 2010
Mare e Terra humus primordiali che ingenerano individualismo e  collettivismo

Non sottovaluto la complessità dell'argomento, variamente interpretabile, che affronto con tutta la cautela necessaria. Alcuni abbandoneranno il testo dopo qualche riga, altri proseguiranno un pò oltre, pochi arriveranno alla fine. Quelli che leggeranno fino all'ultima riga avvieranno un momento di riflessione se ciò che hanno letto ha, per loro, qualche fondamento di veridicità.
Il confronto dei condizionamenti della vita da "gente di mare" o da "gente di campagna" sarebbe un azzardo affrontarlo senza una reale e profonda esperienza nei due ambiti sociali e lavorativi.
L'essere nato, cresciuto e pasciuto in una famiglia di pescatori, ed essere coniugato da 34 anni con consorte di famiglia contadina, mi ha consentito di conoscere a fondo i due contesti e di aver acquisito esperienza sufficiente per osare tale cimento.
Mi affido ai concetti universalmente riconosciuti (in chiara evoluzione), ovvero:
-di destra come maggiore affermazione delle attitudini e delle propensioni basate sull'individualismo, sulla competizione sociale, sulla modesta presenza dello Stato e su ampia libertà all'iniziativa privata imperniata sulla  concorrenza;
-di sinistra come affermazione del principio di perequazione sociale e di mutuo soccorso, controllo delle attività cardini da parte dello Stato e libera iniziativa sulle attività non strategiche e non fondamentali.
In altre esternazioni ho già sottolineato come l'istinto primario della specie umana venga gradualmente condizionato dal contesto in cui vive facendo sviluppare comportamenti egoistici o altruistici finalizzati, comunque, ad un maggiore appagamento personale.
Come riferimento dei due ambiti mi baserò, filosoficamente, sulle due figure che da sempre, in modo esaustivo, simboleggiano i due contesti: il pescatore e il contadino (nel senso ancestrale del termine).
Comincio dalla sintesi per poi approfondire.
Vivere il mare come contesto esclusivo per tutte le necessità primarie, rifletto ed esterno, sviluppa l'istinto dell'individualismo quindi di destra; viceversa il lavoro e la vita basata sulla terra sviluppa la predisposizione al sociale, ovvero di sinistra.

Vita del mare

Il mare è un ambito illimitato, senza vincoli di proprietà, senza condizionamenti di tempo e spazio, senza imposizioni,  praticamente a libero arbitrio operativo (pur nel rispetto delle norme basilari). Il pescatore vive una condizione di perenne conflittualità, di vicinato scomodo, deve sempre stare all'erta, intuire, anticipare, nascondere, confliggere. Ciò è dovuto all'assoluta incertezza dei risultati, alla mobilità costante per la ricerca di zone pescose; ne consegue un comportamento individualistico che costringe a disorientare i concorrenti, a dare riferimenti fuorvianti.
Un pescatore non farà mai saper la zona, l'ora, il fondale, le correnti di una uscita molto pescosa.
Da tali condizioni emergono e si accentuano gl'istinti della sopravvivenza competitiva, dell'accaparramento conteso e implicitamente il disinteresse , se non la sopraffazione, delle altrui necessità.
Si vive in una condizione operativa non razionale, dovuta agli impedimenti meteorologici, senza schematizzazione delle abitudini: lavoro, pausa, condivisione.
Si sviluppa un egoismo individuale che è il principio base della concorrenza: mors tua vita mea, fondamento basilare dell'essere di destra.

Vita della terra
Osservando la vita dei contadini si nota immediatamente la partecipazione di tutti i componenti della famiglia alle sorti comuni. Fin da bambini si è coinvolti nelle attività produttive: ognuno per il peso che può sostenere. Ciò forma una cultura di partecipazione e d'interdipendenza: dare il possibile per ottenere il necessario.
Il contadino vive ed opera secondo schemi razionali e regole ben definite e osservate: seminare, curare, raccogliere, coinvolgere; nulla è lasciato all'improvvisazione, alla estemporaneità e alla casualità che esaltano le qualità individuali.
Di giorno si lavora di notte si riposa; si opera nei propri limiti senza sconfinare; si collabora quando occorre (maiale, vendemmia, mietitura, ecc.), si condividono le risorse.
Lo spazio è delimitato e appartenente; nessun contadino penserebbe mai di valicare i suoi confini; ciò ch'egli fa è visibile agli altri.
Fin da bambino il contadino conosce il mondo e le persone che lo circondano, le abitudini della zona; questo determina una sorta di simbiosi che omologa i comportamenti ed accomuna gl'interessi: l'utile vicinato.

Sintesi
Le disquisizione affrontate sulle due figure basilari e primordiali del pescatore e del contadino possono essere ampliate in senso generale sulle due realtà che rappresentano e chiunque potrebbe disperdersi nella molteplicità delle interpretazioni. Mi preme sottolineare e sintetizzare i concetti e le motivazioni che originano le due culture.
- Gli ambienti marini -in senso generale- sono caratterizzati della mutabilità; chi va chi viene, nulla è costante. Questa variabilità di situazioni non consente si stabilire rapporti duraturi che innescano la fiducia, il rispetto, la condivisione. Trovarsi di fronte estranei fa scattare gl'istinti di autodifesa, di conservazione, accentuando le tutele di se stesso: il trionfo dell'individualismo..la Destra.
- La campagna, invece, è il mondo della stabilità, dei riferimenti certi, dei volti conosciuti; ciò attiva la fiducia, il rispetto, spesso l'affetto, la condivisione: l'affermazione della socialità...la Sinistra.
Se riflettiamo, in piccolo, sulla provincia di Cosenza notiamo che, da sempre, la costa è prevalentemente amministrata da partiti o coalizioni di centro-destra mentre l'entroterra ha sempre avuto amministrazioni di sinistra o di centro-sinistra.
La cosa appare più evidente se, nel molto piccolo, guardiamo la storia di Amantea. La marineria ha costantemente votato centro o destra (fatta eccezione per sparute persone da Taverna) mentre la sinistra ha avuto il suo zoccolo duro nelle zone contadine (da S.Maria a scendere).

Paradosso
Notoriamente la Destra esalta il concetto di proprietà privata mentre la Sinistra pone il bene collettivo alla base della sua ideologia.
Per quanto sopra faticosamente articolato le due ideologia traggono origine da condizioni esattamente opposte: la Destra nasce dalla vita sul mare che è bene di tutti, la Sinistra nasce dalla terra ove vi si opera nelle condizioni di proprietà privata.

Conclusioni
Nella storia e nella letteratura universale tutti (o quasi) i movimenti di emancipazione dei diritti delle masse documentano eventi che hanno come ambiente di accadimento la terra. Quasi sempre contesti organizzati che operano e vivono in qualche modo a contatto con la terra, o che da essi abbiano avuto origine, sono stati promotori d'iniziative, rivendicazioni, e qualche volta rivoluzioni, finalizzati al raggiungimento di diritti sociali.
Dal mare, invece, nella storia dell'umanità, sono quasi sempre arrivati invasioni, colonizzazioni, annessioni, stermini, distruzioni.
Non è mia intenzione mostrare la Destra come causa d'ogni male e la Sinistra come panacea della terra; mi pare semplicemente incontestabile che il mare accentui le istanze individuali e che la terra conduca verso la condivisione 
Qui mi fermo e lascio ad altri il prosieguo della riflessione; sarò lieto di pubblicare pareri che condividano o che contrastino, anche fortemente contrari o palesemente convergenti.

Antonio Cima   2 agosto 2010

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