Amantea, dopo un secolo la processione con la statua in mare

amantea-madonna-rosario-mare-2018 Amantea, dopo un secolo con la statua in mare
Corteo della Madonna del Rosario lungo la battigia
La confraternita dei pescatori, come un secolo fa, in acqua portando la statua sulle spalle

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Rimanendo estranei all’enfatizzazione, di cui non ve n’è bisogno, è innegabile che la categoria lavorativa che trova maggiore riscontro nella vita di Gesù è quella dei pescatori. Tra gli Apostoli, e tra i più vicini seguaci del Nazzareno, tanti erano quelli che vivevano di pesca.
Nella iconografia cattolica, nelle opere d’arte del Cristianesimo, nei dipinti delle chiese e, soprattutto, nello sviluppo rituale della Pietà Popolare, emerge la presenza degli elementi narrativi dei contenuti della pesca. Ciò è dimostrato dalle tante processioni sul mare che si svolgono nelle regioni meridionali d’Italia. Gran parte dei paesi che ricadono nei circa 800 km di costa calabrese hanno una processione sulla spiaggia e, maggiormente, sul mare, anche paesi non propriamente con radici marinare.

Ad Amantea questa pratica è sconosciuta, nel convincimento collettivo della estraneità religiosa con il mare. Fatta eccezione del passaggio della statua di S. Antonio dal lungomare, il 13 giugno, altro non si annovera in tema. continua dopo le foto

Tanti sanno della processione del SS Crocifisso, il 3 maggio, non più consentita dalla Curia da alcuni decenni. Chi l’ha frequentata nel periodo finale ricorda una processione che arrivava nello spiazzo di Santa Maria ove veniva accolta con grande trasporto religioso. Tale processione ebbe inizio tra fine ‘800 ed inizio ‘900 e, per almeno i primi tre decenni, si svolgeva in mare dall’attuale inizio lungomare nord fino al torrente Santa Maria. La cosa è pressoché sconosciuta, raccontata in una specifica pagina di webiamo.
Tutto ciò per dire che, in passato, anche Amantea ha avuto la presenza dei riti religiosi tra le acque del Tirreno.
Le vaste e profonde tradizioni dei riti di Amantea appaiono incomplete essendo prive dal contatto con il mare, considerando le radici cittadini che hanno avuto origine dalle acque del Tirreno. Questa deminutio è maggiormente percepita dalla confraternita del SS Rosario che è la congregazione dei pescatori locali.
Da anni se ne parla nelle riunioni, ai giovani si narra di come fu, ed emerge questo vuoto che anima l’intenzione a rimediare. La questione, costantemente sottoposta ai parroci della parrocchia di San Biagio, è stata fatta propria da Padre Rocco Predoti, cittadino calabrese di Cittanova, da poco tempo Pastore di San Biagio. Dal suo insediamento, Padre Rocco non opera esclusivamente come guida spirituale della comunità, ma è attivo in tutte le varie esigenze organizzative correlate alla parrocchia ed ai parrocchiani.
Il desiderio dei confratelli di ritornare con i piedi nel mare al seguito della statua, Padre Rocco lo ha fatto proprio e si è adoperato per la bisogna.
La prima domenica di ottobre si celebra la Madonna SS del Rosario. L’evento religioso si espleta da lungo tempo in chiesa; da pochi anni, occasionalmente, la statua viene portata sul lungomare con automezzo per la sola celebrazione eucaristica.
Ma alla domenica 7 ottobre 2018 si è voluto dare una valenza che sarebbe esagerato chiamare storica, ma che nel cuore e nella mente dei fedeli occuperà un posto riservato ai ricordi indimenticabili. Ciò si deve a Padre Rocco Predoti e ai dirigenti della SS Rosario Luigi Bruno, Francesco Stellato, Pasquale Aloe e ai tanti che hanno collaborato.
La statua alle ore 16,30 viene trasportata dalla Matrice in via Garibaldi, nei pressi del lungomare. I confratelli indossano l’abito della cerimonia, si dispongono in corteo, in testa il crocifero affiancato da due bambini, seguono in doppia fila i congregati, chiude la statua della Madonna con davanti Padre Rocco. Pochi minuti di corteo fino al lungomare nord ove una barca in legno, adeguatamente addobbata, è disposta per accogliere la statua.
Sul tratto di lungomare arriva una folla inconsueta di fedeli che assistono alla liturgia eucaristica, incorniciata da un meraviglioso tramonto, di quelli che in ottobre regalano nuvole michelangiolesche. Alle ore 18,15 si conclude la messa.
A tal punto Padre Rocco si rivolge ai presenti dicendo: “Amantea è un paese di antiche tradizioni marinare, è normale che abbia un contatto rituale con il mare”. Poi si gira verso i confratelli invitandoli ad incamminarsi. Sulla sabbia si forma il corteo come prima della messa; il parroco si avvicina ai fedeli e dice loro di accodarsi. Nessuno si aspettava questo sviluppo, tutti si accodano. Si forma una affollata colonna umana a ridosso della battigia, chi si toglie le scarpe con tacchi, chi si rimbocca i pantaloni. I portatori si avvicinano alle onde prodotte da una lieve maretta e camminano nell’acqua bagnandosi completamente gli arti inferiori e l’abito rituale. Euforia, stupore, incredulità pervadono donne e uomini, grandi e piccini; una gioia che spinge sull’arenile il cammino fluido di anziane donne, che fa sembrare canti le litanie.
Il cammino sulla spiaggia, accompagnato all’orizzonte dallo spirò, va avanti fino alla direttrice di via Margherita, da qui si rientra sul lungomare. Una breve sosta sui tavoli del Lido Azzurro ove si affollano tutti i presenti sul lungomare. Si riavvia un affollatissimo corteo che in pochi minuti riporta la statua sulla barca.
Un tocco di ulteriore bellezza chiude questo pomeriggio inatteso. Dalla spiaggia viene liberato in volo un gigantesco Rosario formato da palloncini bianchi, donato da Salvatore Giugno, sempre presente e partecipe alle iniziative della Parrocchia.
Manca poco alle ore 19, chi si dirada, chi resta sul luogo, il Rosario non si vede più, il rossore si stempera all’orizzonte, le piccole onde vengono appiattite dal pungente grecale emergente, la giornata finisce qui.
Certo, si è trattato di un rito religioso, per abitudinari e incerti, per fedeli occasionali, per rigorosi osservanti. Per coloro che si riconoscono nella religione Cristiana, nella Chiesa Cattolica, basando il creato sulla volontà di Dio, in fondo, vivere questi spazi di decisa bellezza ambientale, è un modo di stare vicini al loro massimo riferimento di fede.
Antonio Cima 10-10-2018


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