Amantea, il corteo interrotto

amantea confraternie 2010 Spaccati di vita amanteana, fine anni '60.
La confraternita dell'Immacolata (dei "nobili") per le strade di Amantea fu contestata e il corteo si sciolse.
La visita ai Sepolcri fu interrotta dai contestatori

Il 5 marzo del 1963 avvenne l’incomprensibile episodio che scrisse una pagina poco edificante per documentare la cosiddetta “sommossa dei Santarielli” in cui l’eccesso di amor proprio dei devoti del borgo antico si agitò verso religiosi della zona marina e prelati del vescovado.
Seppur “tirati dai capelli” quegli uomini e quelle donne chiazzitane avrebbero dovuto mostrare maggiore equilibrio.

Il quadro del Venerdì Santo fino agli ’60 è stato alquanto combattuto per via delle Varette ufficiali “chiazzitane”che uscivano al mattino dalla chiesa matrice e della processione alternativa ”tavernuota” al pomeriggio, con alcune statue. Alla prima partecipava la confraternita SS Rosario (‘i marinari da Chiazza) all’altra ‘i marinari ‘i vasciu (da Taverna, che nelle contese campanilistiche venivano chiamati con la diminutio ‘i marinari ‘i menzijuornu avanti) una scellerata e inutile guerra tra poveri.
Questa dualità fu all’origine dei “moti” del 1963, ma andava avanti ordinariamente da tempo con spazi autonomi ed il coinvolgimento libero di tutta la popolazione che intendeva partecipare.

Sempre nell’ambito pasquale, e di nuovo nelle circostanze delle Varette, sul finire degli anni ’60, un altro episodio di contestazione ebbe a compiersi questa volta nel quartiere Taverna.
Con precisione avvenne in via V.Emanuele nello spazio che va dalla vecchia farmacia Morelli all’inizio dell’attuale via Libertà (allora sterrata, senza nome, appellata ‘a strada du cessu per via del bagno pubblico esistente dove ora c’è il centro commerciale).

Oltre alle due processioni di cui sopra il Venerdì Santo v’era un terzo corteo religioso che determinò la vicenda che segue.

La confraternita Immacolata Concezione (detta dei “nobili”) da tempo organizzava la visita ai Sepolcri nella mattinata del Venerdì Santo iniziando il percorso dall’Oratorio della confraternita annesso al convento di S.Bernardino (quello con la famosa Pala del Bernini).
Uscivano intorno alle ore 11 quando la processione delle Varette aveva oltrepassato la gradinata di S.Bernardino in via Nazionale nel tragitto di rientro.
Da quest’ora comoda di tarda mattinata deriva l’espressione metaforica “'a desciuta di nobili” oppure “all’ura di nobili” o ancora "all'ura di ngranni" (non più in uso) proferita come sarcastico rimprovero per chi inizia un’attività con rilassatezza, sintomo di agio.
Il corteo, riservato esclusivamente agli esponenti di tale spazio sociale, si snodava con davanti i giovani che si alternavano a portar la Croce, poi il gruppo in abito confraternale, quelli in abito civile e in fondo il priore e il sacerdote accompagnatore.
Il percorso si avviava da San Bernardino, prima visita alla chiesa dei Cappuccini, la seconda al Carmine risalendo dalla Calavecchia, quindi al Collegio, concludendo con la chiesa matrice.
L’ufficialità di questo evento pare fosse stata riconosciuta a suo tempo dalle autorità ecclesiastiche.

Questa consuetudine si protraeva da molto tempo, partecipata esclusivamente da quel ceto sociale, con acquiscenza del resto della popolazione che frequentava con devozione le tante altre processioni religiose.
E’ chiaro che trattavasi di un retaggio di antica condizione in distonia con la tumultuosa richiesta di livellamento sociale di quegli anni.
Con questo quadro arriviamo a quella mattinata del Venerdì Santo in un momento storico di grandi agitazioni civiche, con le veementi spinte di movimenti giovanili che rivendicano l’affermazione della parità di diritti e l’abbattimento dei grandi privilegi di casta.
In quel tratto di via V.Emanuele, quei giovani proletari facenti parte di un famoso circolo cittadino, diplomati, laureati, acculturati, dovettero interpretare come una provocazione quello sfilare esclusivo dei “nobili”, ancor più contrastante considerate le motivazioni religiose.
Dal gruppo dei contestatori qualcuno cominciò ad alzare il tono di voce verso il corteo. Subito altri si unirono con cori, fischi e frasi di avversione.
Del gruppo faceva parte un commerciante di giocattoli che velocemente andò nel vicino negozio a prendere dei fischietti. Tutti si misero a fischiare e gridare procurando nei malcapitati in corteo uno sconcerto che immediatamente divenne timore, fino alla paura.
Il corteo si disunì, gli adulti si tennero accanto i giovanissimi e, presi alla sprovvista, valutarono la situazione pericolosa molto più di quanto in realtà non fosse e si dileguarono chi verso il mercato vecchio, alcuni verso la Calavecchia , altri su per la gradinata di S.Bernardino.

Fu una contestazione esclusivamente verbale, senza alcun minimo contatto, né minacce di alcun tipo. I “nobili” si ritrovarono più tardi nell’oratorio di S.Bernardino frastornati dall’inatteso accadimento. Seguirono consultazioni con le autorità, ma non vi fu nessun seguito probabilmente a causa della mancanza di reato configurabile significativamente come tale.
L’anno successivo la confraternita dell'Immacolata si riunì per decidere il da farsi; prevalse la linea della saggezza rinunciando definitivamente alla prerogativa di sfilare in disparte.
I tempi correvano rapidamente verso un disconoscimento delle caste, si faceva avanti l'aspettativa della perequazione sociale (che nel frattempo è avvenuta solo nominalmente vista la spietata distribuzione della ricchezza) e di accesso alle risorse pubbliche con pari opportunità.

Da allora sono trascorsi 45 anni, sotto i ponti ne è passata di acqua, tante cose sono cambiate e tante altre dovranno ancora farlo, ma questa è un’altra storia.

Nei giorni che correntemente attraversiamo, nel frattempo, in ambito dei coinvolgimenti confraternali pasquali, si sono avuti sviluppi che allora sarebbe stato assurdo ipotizzare.
Tra le quattro confraternite amanteane è sopraggiunta una straordinaria collaborazione.
Partecipano ovunque insieme ai Cammini di Fede, alle riunioni amministrative, ai convegni di settore. Da alcuni anni la processione delle Varette, che era riservata alla confraternita SS Rosario (pescatori), vede presenti tutte le altre e insieme decidono annualmente l’organizzazione della processione.

Furono precipitosi nel 68 quei giovani militanti a sinistra del PCI; forse si poteva esperire la via amministrativa presso le autorità della Chiesa. Fu un gesto impulsivo che si poteva evitare, ma nelle loro intenzioni non c’era volontà di sottrarre spazio o risorse a qualcuno, e, rileggendo quella pagina oggi, si può oggettivamente ritenere che non vi fu torto nè ragione, ma l'ordinario procedere delle cose che a volte sbilancia, ma qualche volta riequilibra.
Antonio Cima 14-03-2015

2008 - al Cammino regionale di Palmi
amantea confraternite 2008

2009 - processione Varette Amantea
amantea confraternite 2009

2010 - Alla processione dell'Affrunta di S.Onofrio
amantea confraternite 2010

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Commenti  

 
#6 federico amato 2015-04-10 12:19
Preg.mo Prof. Lorelli ho come l'impressione che la "meglio gioventu'" dell'epoca non venga da Lei considerata poi tanto "meglio" ma forse mi sbaglio.
Saluti
Citazione
 
 
#5 alfonso lorelli 2015-03-25 21:14
alcune precisazioni:a) i c.d. nobili, una ventina o forse di meno,erano preceduti da una croce lignea portata, forse dietro compenso, da un popolano (massimo di irrisione alla predicazione di Gesù di Palestina) b) era senso comune che quel rito fosse un'offesa alla religione cristiana, c)il fatto fu riportato dall'Epresso, dall'Unità, da Paese-sera, d)la comunità dell'Isolotto di Firenze ci scrisse una lettera di consenso e) quei giovani contestatori erano la "meglio gioventù" di Amantea
Citazione
 
 
#4 federico amato 2015-03-17 12:28
Buon Giorno,
se posso permettermi una precisazione, il contato fisico ci fu tra uno dei nobili ed uno dei contestatori. Mi ricordo benissimo l'episodio anche perchè partecipavo personalmente alla processione.
Cordialità
federico amato
Citazione
 
 
#3 FRANCO DANESE 2015-03-16 14:42
Grazie Antonio..per l'interessante commento storico cittadino..Cred o e sono convinto che bisogna rispettare sempre ideologie religiose, politiche, culturali,color di pelle,ceti social, ecc..Questi principi sono l'immagine d'un popolo civilizzato..Pa zzia,discrimina zione,arroganza sarcástica ecc.sono origini di violenza..Bisog na pur capirlo. Ciao.-
Citazione
 
 
#2 emigrato 2015-03-15 09:53
Ogni giorno attendiamo ansiosi questi racconti di webiamo che continua nella linea delle cose serie; grazie
Citazione
 
 
#1 UTENTE 2015-03-14 23:05
Pagina di storia paesana molto ben fatta ed interessante. Così come per l'evento dei Santarielli del 1963, la ricerca è svolta con criteri di pura ricostruzione a beneficio della conoscenza di episodi del nostro passato e tralasciando i torti e le ragioni che a distanza di tanto tempo non hanno nessuno spazio di discussione.
Complimenti al sito Webiamo
Citazione
 

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