Tortinu, filunu, pitta e junta

cima antonio ‘A junta du panu
Come ricompensa per la commissione
Di questo beneficiavano i bambini del borgo antico
di Antonio Cima

Queste cose succedevano tra gli anni ’50 e ’60 nel borgo antico di Amantea. E’ probabile che non si verificassero altrove perché le condizioni ricorrevano solo in quel luogo.
Tal costume, se così può essere definito, può avvenire solo in una condivisione dello spazio urbano tra cosiddetti “nobili” e ceto povero.
A quell’epoca nello spazio intorno alla Chjanura vivevano le famiglie molto facoltose per antiche eredità e gran parte della marineria chjazzitana. Ovviamente gli “aristocratici” nei palazzi signorili e i pescatori nei catuoi. Esisteva, inevitabilmente, una forma di "complicità" del bisogno reciproco tra i due diversissimi ceti.
I facoltosi “signori” prevalentemente di età avanzata e le famiglie dei pescatori con rilevante prole d’ogni età.
In tali condizioni si era sviluppato un rapporto di collaborazione (diciamo la verità, di servitù) che portava tante ragazze marinare nelle case dei facoltosi vicini nel ruolo di domestiche, da questa mansione erano esclusi i figli maschi.
I bambini/adolescenti avevano, invece, il compito di svolgere piccole commissioni estemporanee. Nel borgo non v’erano negozi quindi occorreva andare in Piazza o alla taverna, per sale, tabacco, sigarett'i filu, o varie minuterie.

La commissione più ricorrente affidata alli masculielli era l’acquisto del pane che, stranamente, nonostante la disponibilità economica, i “nobili” non facevano tutti i giorni, ma due tre volte la settimana.
A quei tempi del pane esistevano sostanzialmente tre forme oltre ai convenzionali panini: ‘u filunu, ‘u tòrtinu , ‘a pitta.
Il costo non era a forma, ma a peso. Le tre forme erano strutturate per pesare rispettivamente: mezzo chilo ‘u filunu e un chilo tòrtinu e pitta.
Quando si chiedeva un chilo di pane a tortinu o pitta, ‘u putigaru pesava il pane. Se la forma pesava meno di un chilo tagliava una fetta di pane da un tortinu che serviva per pareggiare il chilo. Tale integrazione veniva chiama ‘a junta.
Era questa la ricompensa che toccava al bambino da parte della signora.
Quando ‘u putigaru pesava il pane, spesso su banconi altissimi o profondi, il piccolo si alzava sulle punte dei piedi guardando attentamente i due piatti della bilancia sperando in un consistente dislivello con conseguente significativa junta.
Era una consuetudine tale da divenire un accordo tacito tra la signora e il bambino.
Ma non sempre la cosa era favorevole al maschietto.
Succedeva a volte che la pitta o il tortinu non avessero bisogno d'integrazione o che la donna si distraesse dal donare la junta al malcapitato masculiellu.
Nel quartiere, ovviamente, correva voce delle signore ingrate che, potendo, si evitavano.

In realtà non esisteva una situazione di disperata sopravvivenza come si potrebbe desumere, rappresentava il naturale istinto infantile di andare oltre, di avere di più, una sorta di sfida, un’asticella obbligata.
Antonio Cima 29-08-2013
colavolpe antonio

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Commenti  

 
#6 giuseppe 2014-08-22 12:42
Io sono quasi coetaneo del direttore di Webiamo eppure a rileggere di tòrtinu ecc ti vengono in mente tante belle cose, specie della giovinezza passata. Io per esempio a furia di non nominarlo più ho letto tòrtinu come tortìnu, e junta l'avrei scritta giunta.Cosa ne può sapere Europa della junta o giunta, noi ragazzi quando andavamo a comprare il pane speravamo sempre che ci fosse la junta per poter mangiare pane fresco senza toccare l'intero.Questo è il passato.Per il futuro ci penserà Europa.
Citazione
 
 
#5 Antonio Cima 2013-08-30 14:36
2ª risposta ad Europa
credo sia giusto quello che dici, va bene così
Citazione
 
 
#4 Europa 2013-08-30 13:02
risposta al sig. Cima.
Fra 40 anni non scriverò quello che farò oggi, ma penserò a quello che farò domani. ...fino all'ultimo giorno.
Citazione
 
 
#3 CoseCosì 2013-08-29 23:30
Passato-Present e & Futuro nell'esistenza:

"Fate allora che ciascuna stagione racchiuda tutte le altre, e il presente abbracci il passato con il ricordo ed il futuro con l'attesa."

Kahlil Gibran 1883-1931
Citazione
 
 
#2 Antonio Cima 2013-08-29 23:03
risposta a EUROPA
La pagina non vuole essere cultura nè vuole piacere a tutti. E' semplicemente uno spaccato di tanti anni fa, una cosa piccola e semplice che tanti avranno vissuto, questo è tutto.

Fra 40 anni scriverai quello che fai oggi. Ci sarà un ragazzo di 25 anni che dirà di non essere interessato alla cosa. Comincia a scrivere la risposta a quel ragazzo.

Grazie per l'attenzione prestata.
Citazione
 
 
#1 Europa 2013-08-29 22:33
Grazie Sig. Cima, questa si che è cultura!!! Ma io sono un ragazzo di 25 anni e onestamente della "Junta" m'interessa poco. Piottosto mi piacerebbe leggere altri articoli sugli usi e costumi inerenti alla nostra contemporaneità . Ad esempio una volta lessi un suo bellissimo articolo sulla famosa bicicletta con targa scaduta? a Lugano. Penso che questi esempi sarebbero più utili alla nostra comunità. Saluti
Citazione
 

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