Bambini e figurine un tempo

figurine panini Il ruolo primario delle figurine qualche decennio fa
Ad Amantea, come ovunque, nei vicoli e per strada
gli scambi, i giochi dello ppà ppà, vularella, fonda

Senza dubbio l'invenzione delle figurine è stata una svolta nella vita dei bambini. Ai tanti giochi di strada si univa questa pratica che avviluppava il sentimento per via del tifo.
Ancora oggi esistono le figurine che oltre ai maschietti coinvolgono anche le femminucce. Ma non hanno niente a che vedere con quelli dei nonni. Allora si trattava di un modello di vita sociale, di destrezza a procurarsene con il gioco, di vibrazioni emotive a cercare affannosamente l'ultima mancante per completare la squadra del cuore.
Oltre alla collezione mediante acquisto e scambi era molto praticato il gioco. Quello primario era lo ppà ppà, ma si praticavano anche vularella, fonda, staccia e stucci, calariellu.   
 
PPA' PPA
'
figurine paniniViene costituito un mucchio di figurine con una quota per ogni giocatore e viene collocato sul pavimento con figure (curvatura) in su;
Si stabilisce l'ordine di giocata alla conta;
Il battitore modella la mano a forma di coppetta e batte sul pavimento ai limiti del mucchio di figurine procurando una ventata sulle stesse conquistando quelle che si rovesciano;
Si va avanti a rotazione fino ad esaurimento del mucchio di figurine in palio.
Alcuni giocatori scorretti provavano a "barare" allargando il dito pollice nella battuta; il dito s'incuneava nella curvatura del mucchio provocandone la rotazione di tutte le figurine (si 'ncoppulave lu mazzu). Questo tentativo era spesso causa di litigi.

VULARELLA
Il classico gioco del testa-croce proprio delle monetine veniva traslato con le figurine ove l'immagine diventava croce e il retro testa. Era una pratica secondaria e richiedeva un po di dimestichezza nel comporro il mazzo da lanciare.

FONDA
Gioco per eccellenza natalizio e a monete, si è prestato anche per le figurine. Le regole erano identiche alla versione con soldi: ciascun giocatore versava un numero di figurine; si stabiliva l'ordine di battuta mediante conta; se la palla finiva in una delle quattro buche laterali si prelevava una quota, se finiva nella buca centrale si prendeva tutto.

STACCIA E STUCCIO
Era il gioco più intrigante; ogni giocatore versava la sua posta formando il mazzo che veniva poggiato per terra nascosto dietro allo stuccio, una piccola forma rettangolare/quadrata (pezzo di mattone o una pietra di mare/fiume appiattita) alta +- 6-7 cm e larga +- 8-10 cm.
Ad una distanza (+- 5-6 m.) da stuccio e figurine  si tracciava una riga da cui il giocatore si posizionava. Si faceva alla conta per stabilire il turno di lancio. La regola era semplice: il giocatore lanciava la sua staccia (quasi sempre pietra di forma rotonda mare/fiume del diametro +-  9-10 cm) con l'intendo di colpire lo stuccio sparpagliando il mazzo di figurine allontanando da esse lo stuccio; il lanciatore faceva sue le figurine più vicine alla staccia. Il massimo dell'abilità consisteva nel lanciare a piombo la staccia esattamente davanti al mazzo (leggermente inclinata verso lo stuccio), sperando che la staccia si appoggiasse sulle figurine toccando e allontanando di qualche cm lo stuccio. Era un tentativo molto a rischio perchè se non riusciva lasciavi il piatto per intero, mentre sbaragliando le figurine in orizzontale qualcosa prendevi comunque. A seguire ruotavano gli altri lanciatori fino ad esaurimento figurine. (questo gioco distrattamente ignorato al momento della pubblicazione della pagina viene aggiunto su indicazione di un anonimo commento, grazie)

CALARIELLU
Il suo svolgimento era molto semplice, legato più alla fortuna che all'abilità dei contendenti.
Da un'altezza prestabilita, il primo giocatore "esciutu a llu tuoccu" lasciava cadere la sua figurina per terra, di seguito, il secondo ne lasciava cadere un'altra e via dicendo, finché una di queste figurine non andava a posarsi sull'altra. In questo caso il fortunato vincitore faceva sue tutte le figurine che giacevano per terra. (anche per questo gioco dvale quanto nel precedente, grazie)
Antonio Cima 01-12-2013




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Commenti  

 
#7 Fiera di amantea 2014-08-25 10:15
Che bei momenti che bei ricordi come eravamo nostrani come eravamo felici come eravamo belli dentro e fuori.
Citazione
 
 
#6 emigrata 2013-12-02 13:30
c'era anche un'altra versione: 'mpacchiari!
in pratica di formava il mazzo con le figurine di pari quote, uno dei giocatori tirava il mazzetto a terra in un verso e l'altro doveva indovinare il verso del mazzetto: testa o croce.
Citazione
 
 
#5 Antonio Cima 2013-12-02 08:39
per amantiellaterza
'u sdriglio era un gioco strasversale non specifico delle figurine qui trattate. sarà presto illustrato - grazie
Citazione
 
 
#4 amantiellaterza 2013-12-02 03:55
Caro Antonio, non hai incluso "a mazza e lu sdrigliu". Pero' Io non ricordo perfettamente le regole. Qualcuno potrebbe aiutare a ricordarle????
Citazione
 
 
#3 Antonio Furgiuele 2013-12-01 20:19
Fra i giochi citati,manca quello denominato "calariellu".
Il suo svolgimento era molto semplice, legato più alla fortuna che all'abilità dei contendenti.
Da un'altezza prestabilita, il primo giocatore "esciutu a llu tuoccu" lasciava cadere la sua figurina per terra, di seguito, il secondo ne lasciava cadere un'altra e via dicendo, finché una di queste figurine non andava a posarsi sull'altra. In questo caso il fortunato vincitore faceva sue tutte le figurine che giacevano per terra.
Citazione
 
 
#2 Amanteano 2013-12-01 14:13
STACCIA E STUCCIA: Forse il più popolate. Sia la staccia che la stuccia erano dei pezzi di marmo. Il gioco consisteva nel mettere le figurine dentro una piccola buca dietro la stuccia. Vinceva le figurine chi con la staccia abbatteva la stuccia generalmente di forma triangolare, da una distanza di 20 metri.
Citazione
 
 
#1 ANNI 50 2013-12-01 12:40
GRAZIE PER QUESTA SIGNIFICATIVA SPIEGAZIONE DEI MOMENTI DI PASSATEMPO DI MOLTISSIMI BAMBINI DI UNA VOLTA. FA RITORNARE ALLA MENTE UNA GIOIA DI EVENTI VISSUTI IN MEZZO ALLA STRADA CHE PRESI DAI PROBLEMI DELL'ETA' E DEL QUOTIDIANO, FORSE AVEVAMO RIMOSSO.
Citazione
 

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