Linguaggio poetico popolare

saggezza-marinara  Amantea - Componimenti popolari
Poesie, filastrocche, nenie
Richiesta di aiuto di un innamorato a una rondinella. Questo componimento è ricorrente in tanti posti di mare della Calabria. In ogni luogo adattata nei contenuti e nella forma. Pare che sia stata originata nel Crotonese.
Ne è stata ispirata la famosissima canzone "Riturnella" cantata da quasi tutti i cantanti folk meridionali (Eugenio Bennati, Parto nuvole pesanti, Neilos, ..). 


versione in dialetto amanteano
OH RIRINELLA CA VA SU MARU MARU
FERMA QUANNU TI DICU 'NA PAROLA
E TIRITI 'NA PINNI DI CHIST'ALI
PPE SCRIVIRI 'NA LITTIRA D'AMURU
E PPE SIGILLO CI MINTU LU CORU
ATTIENTA RIRINELLA UNT'ANNEGARI
CA TU PIERDI A VITA E IJU PIERDU LU CORU

traduzione di Antonio Cima
OH RONDINELLA CHE VAI PER MARI E MARI
FERMATI E ASCOLTA  QUELLO CHE TI DICO
STACCA UNA PENNA DALLE ALI TUE
PER SCRIVERE UNA LETTERA D'AMORE
E PER SIGILLO VI FISSO IL MIO CUORE
ATTENTA RONDINELLA NON ANNEGARE
CHE TU PERDI LA VITA E IO IL MIO CUORE
 

clicca qui per ascoltare 30" della canzone
La moglie di un pescatore esorta il proprio amante ad allontanarsi e a ritornare dopo la mezzanotte quando il malcapitato marito sarà andato a pescare.

versione in dialetto amanteano

OH VIENTU CA MI COTULIJ LA PORTA
VATINNI CA MARITIMU E' RIQUOTU
FINU ALLU FILU DI LA MENZANNOTTI
QUANNU MARITIMU ALLA TARTANA E' JUTU

traduzione
OH VENTO CHE FAI SBATTERE LA PORTA
VAI VIA CHE MIO MARITO E' RIENTRATO
FINO ALLO SCOCCARE DELLA MEZZANOTTE
QUANDO MIO MARITO ANDRA' A PESCARE
elogio appassionato della marineria di cui si rivendita l'appartenenza

versione in dialetto amanteano
ME FATTU NU PALAZZU ALLA MARINA
CU LLI FINESTRI ALL'UNNI DI LU MARI
VIDIENNI CHILLI VARCHI CCU LI VIELI
VIDIENNU CHILLI BELLI MARINARI
CCI NNERE UNU CA COGLIJE 'NA CIMA
CH'ERE LLU JURU DI LI MARINARI
UN SACCIU NE PUTARI E NE ZAPPARI
L'ARTA MIA E' DI LI MARINARI

traduzione e adattamento di Antonio Cima
VIVIAMO IN UNA CASA SULLA SPIAGGIA
CHE A MIRAR LE ONDE VI SI AFFACCIA
E BARCHE E VELE IN LONTANANZA VANNO
E OSSERVAR COMPITI I MARINAI
UNO, IL PIU' BELLO, A COGLIERE LE CIME
IL VANTO E IL FIORE DI QUEI MARINAI
POTAR NON SO'  NE SO' ZAPPAR LA TERRA
IL MIO E' UN MESTIER CHE NEL MARE SI BAGNA

 
Quando scegliere una compagna per la vita diventa un travaglio

versione in dialetto amanteano
TIEGNU TRI RROSI TUTTI I TRIJA A 'NA CIMA
UNN'AJU QUALA PRIMA MI PIGLIARI
TUTTI MI DICINU PIGLITI LA PRIMA
CA LA SICUNNA N'UN TI PO MANCARI
C'E' L'URTIMELLA CA SA FA' CATINI
'NA FFATTU UNA PPE M'INCATINARI
SCIOGLIMI BELLA MIA DI STI CATINI
UN MI FARI CCHIU' L'ARMA PENIARI
CA NOTTE E JURNU T'AJU ADACQUATU
MO CA SI GRANNA E' D'ESSERI DA MIA

 
traduzione e adattamento di Antonio Cima
ROSE SON TRE SBOCCIATE AD UNA CIMA
DECIDERE NON SO QUAL D'ELLE AMBIRE
LA PRIMA OGNUN CONSIGLIA CH'E' SOVRANA
OVE SECONDA NON NEGAR SI PUOTE
VINCOLI A MAGLIE CREA QUELLA SUL FONDO
UNO MI E' DATO PER FISSAR MIA SPEME
SOLLEVA DAL MIO COR ARDORE E PENE
FA CHE IL GIOIRE VA L'ALMA A GODERE
ALBA TRAMONTO E BUIO GOCCIA FU INFUSA
OR CHE BELTA' TI GRONDA MECO T'ATTENDO
Elogio della fortuna da parte di una donna; presumibile sfogo mitigato alle condizioni di non bellezza

versione in dialetto amanteano

FURTUNA VUOGLJU AVIRI E NO BELLIZZA
GRAZIA VUOGLJU AVIRI ALLU PARRARI
CCU LLU PARRARI MIJU AGGRAZZIATU
MI FAZZU AMARI SENZA BELLA PARIRI

traduzione e adattamento di Antonio Cima
SORTE BENIGNA CERCO E NON BELLEZZA
IL VERBO ACCORTO A SIMIGLIAR IL CANTO
E IL DIR CHE SOLO GRAZIA ALTRI EGLI DONA
BELTA' NON V'E' MA V'E' LUCE AL VEDER
Manifestazione  di ansia di uno spasimante costretto al distacco dalla sua amata 
 
versione in dialetto amanteano
ADDUVU JIVI CHILLU BENU ANIMA MIA
CA PRIJSTU MI TRUVAI 'INTRA LI GENTI
SI C'ERE N'URA CA 'UN TI VIDIJE
FACIE TRINCIENTUMILA PENZAMENTI

 
traduzione e adattamento di Antonio Cima
OVUNQUE TI PORTASSE IL TUO VAGAR
CONFUSO TRA LA GENTE IL MIO CERCAR
SE IL TUO VEDER A ME NON POSSA IL POSTO
LA MENTE E IL COR A TE PENSAR ACCOSTO
Due amiche litigano; una delle due tenta la riappacificazione nel periodo delle feste pasquali; l'altra, sdegnosa alquanto, rigetta la richiesta.

versione in dialetto amanteano
T'E' CCA LA PARMA SI TI VO FARI PACIA,
CH'UNN'E' TIUMPU 'I STARI NIMICI.
TANNU GIOJUZZA MIA MI FAZZU PACIA
QUANNU L'ACQUA DU MARU SI FA DUCIA
E QUANN'U PETRUSINU FA LA NUCIA


traduzione e adattamento di Antonio Cima
PORGO LA PALMA E ANELITO LA PACE,
TEMPO NON E' PER VIVER DA NEMICI.
GIORNO VERRA' PER STRINGERE LA MANO
SE DISSETAR POTRA' L'ACQUA DEL MARE
E DA VERDUR VERRA' DI NOCE IL PARTO
.
FILASTROCCHE

VOCA VOCA SIA
NINNI IAMU ALLA MANTIA
E CHI CI JAMU A FARI
JAMU A PIGLIARI I PISCICANI
PISCICANI 'UN CI NNI SUNU
NI JAMU A JETTARI ALLU FUNNU DU MARU

prima di tradurre il testo è opportuno chiarire i due termini "voca" e sia" constatando l'eccessivo uso e abuso e la rara conoscenza che si riscontra.
Le barche spinte a remi vengono posizionate con la poppa in avanti (questa metodo risale alla notte dei tempi) e la prua (o prora) dietro (contrariamente alla spinta a motori ove avviene il contrario).
Il movimento del remo in avanti, allungando le braccia verso la poppa, si dice SIARE;
il movimento indietro, ritraendo le braccia su se stesso e, quindi, verso la prua si dice VUCARE.
Da qui l'espressione VOCA VOCA SIA, non riscontrabile dal punto di vista dinamico, ma linguisticamente strutturata per motivi di rima.
Voca voca sia
ce ne andiamo ad Amantea
e cosa andiamo a farci
andiamo a prendere pescecani
pescecani non ve ne sono
andiamo a buttarci nel fondo del mare.

Modalità del gioco:
Le mamme, o le sorelle maggiori, sedute su una sedia con ginocchia congiunte, collocavano il bambino sulle ginocchia dondolandolo verso il basso e rialzandolo. La dinamica si concludeva con un rallentamento finale e un abbassamento rapido del bambino quasi a fargli toccare il pavimento con la nuca e fargli sentire la sensazione di precipitare (allu funnu du maru).
Finchè la mamma o il bambino non si stancavano il gioco procedeva a oltranza.

OHJ CANNIELLA
A VARCA TUA HA PIGLIATU SARDELLA
NA PIGLIATO NU RUOTULU A CALA
N'AMU AGGIUSTATO QUATTRU CANTARI
A RISPUSU LU NASCUTU
STAMU VENIENNU DA PUNTA 'I SAVUTU
HA RISPUSU NDONUZZIELLU
AMU CAMPARI 'I FIGLICIELLI
A RISPUSU LU SCIARALLU
JAMU A CHJAMARI 'U MARASCIALLU

Premessa doverosa: spiegare la filastrocca per i contenuti apparenti che traspaiono dalle frasi, può indurre a pensare ad un situazione reale, in una battuta di pesca, ove i componenti della ciurma esternano un pensiero: niente di tutto ciò.
Questa è una armoniosa e simpatica "ciotia" linguistica nata sulle barche a secco quando il mare è agitato, in una osteria con in mano un bicchiere di vino, in un vecchio magazzino degli attrezzi, vagando sulla spiaggia per raccogliere "orfanielli".
E' apprezzabile lo sforzo linguistico della rima (considerando che allora la quasi totalità dei pescatori era analfabeta) e, per me personalmente, commovente. Mi sento di affermare queste cose per la conoscenza dell'humus nel quale la composizione è sorta (il mio humus di nascita e crescita).
Con molta franchezza ritengo più affidabile quel che di un gregge dice un pastore di quello che dice chi le pecore le ha viste solo negl'intervalli televisivi di una volta.
I personaggi citati non sono più in vita; esistono i figli e i nipoti con i quali si parla spesso di queste cose.
La traduzione non è stata prodotta in quanto la valenza è esclusivamente locale e non vi è contenuta nessuna finalità morale filosofica, ideologica, religiosa, sociale.
Antonio Cima
 

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