Salvatore Sciandra - versi dialettali

sciandra salvatore <<RIFLETTIAMO IN VERSI>>
Cartolina illustrata di SALVATORE SCIANDRA

Testi delle poesie in fondo alla pagina
     Ogni tanto (e questo accade soprattutto quando non sono obbligato ad abitare altrove) sento la necessità di rimanere lontano dal chiasso e dai rumori molesti della città. Di stare un po’ in disparte e vivere, senza dare fastidio ad alcuno, per il piacere di ritrovare quella mia serenità interiore che mi sembra aver, per un momento, persa. Ed è così che involontariamente, e con la dovuta distanza, finisco con lo scimmiottare il Machiavelli.

     Sì! Parlo del Machiavelli della lettera all’amico Francesco Vettori in cui Niccolò racconta il suo vivere quotidiano quando si trovava ormai da un anno confinato volontariamente nella sua casa di campagna:<<Venuta la sera, mi ritorno in casa, ed entro nel mio scrittoi; ed in sull’uscio mi spoglio quella vesta cotidiana, piena di fango e di loto, e mi metto panni reali e curiali; e rivestito condecentemente entro nelle antique corti degli antiqui huomini, dove, da loro ricevuto amorevolmente, mi pasco di quel cibo, che solum è mio, e ch’io nacqui per lui; dove io non mi vergogno parlare con loro, e domandoli della ragione delle loro actioni, e quelli per loro humanità mi rispondono;…>>.

     Niccolò Machiavelli andava per “storici”, io preferisco (rispettando grandemente gli “storici”) andare (con grande modestia ed indegnamente) per “poeti”, i grandi poeti della mia terra Bruzia, quelli che hanno usato ed usano la lingua del popolo e che della loro saggezza ne trasmettono gli insegnamenti.

Padula, Pane, Butera, Ciardullo…sono quelli a cui oggi ho chiesto asilo e di due di questi grandi poeti voglio proporre la lettura di altrettante poesie, certo di fare cosa gradita a molti.

     Lo so! La voce dei poeti non gode spesso di stima (se non tra gli addetti ai lavori), ma ogni tanto, credo, sia molto più interessante e piacevole leggere dei magnifici versi che qualche brano di cattiva prosa.

A tale proposito quindi consiglio la lettura di ‘A cerza e re canne di Vittorio Butera e Pro domo sua di Michele Pane.

                                                           Buona lettura!

Totò Sciandra  24-10-2012
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