Riace (RC) - Processione dei Santi Cosma e Damiano

riace-cosma-damiano Pagine significative di antropologia calabrese
Riace (RC) processione S.S. Cosma e Damiano
Meglio conosciuta come la festa degli zingari
Corteo con tanti rom di Calabria con balli, suoni, canti 
di Antonio Cima
 

Su vari annuari di antropologia, nella sezione riti religiosi con particolare impatto popolare, della Calabria sono citati i Vattienti di Nocera-Verbicaro, la Madonna di Polsi, la Varia di Palmi e Cosma e Damiano di Riace.
Un calabrese che vuole guardare dentro dal Pollino a Spartivento queste cose osserva e il 26 settembre va a Riace. Chiunque può informarsi ampiamente sul web ove considerevole documentazione può reperire. Ciò ho fatto anch'io qualche giorno prima e non poche telefonate per accertare luoghi e tempi.  continua dopo foto e video
CLICCA QUI e vedi le foto


In questo pagina saranno evidenziati i tratti essenziali personalmente osservati invitando a leggere le didascalie delle foto per i dettagli ed a guardare il filmato per avere una visione diretta dei comportamenti dei partecipanti.
Questa ricorrenza impegna più giorni e più luoghi.
Si svolge tra la chiesa Matrice, nel centro di Riace, e il santuario dei SS Cosma e Damiano fuori paese a circa 2,5 km dalla chiesa; il percorso è completamente invaso dalle bancarelle della fiera. Il tutto si svolge nei giorni 25, 26 e 27; il giorno più importante è il 26 con la processione chiesa - santuario. Racconterò giorno 26 che ho interamente vissuto nel luogo; accenno del 25 e del 27 (non ho partecipato) per come ho letto e mi è stato raccontato in paese. continua dopo le foto

Il 25 inizia la giornata con la Calata dei Santi: le statue dall'altare vengono poste in basso, sul lato sinistro della navata centrale, su un piedistallo a portata di contatto con i fedeli; la notte del 25 veglia nel santuario da parte della comunità rom e musica e balli sul sagrato fino al mattino del 26; la vasta etnia occupa gli spazi intorno al santuario con i propri automezzi, organizzandosi logisticamente, considerando che qui dimoreranno per alcuni giorni.
Il 26 la chiesa matrice, straordinariamente rivestita e addobbata in tutta la sua ampiezza (lo chiamano 'U Paratu) viene affollata fin dalle primissime ore del mattino; le donne anziane, alcune in gruppetto e qualcuna da sola, intonano una varietà inconsueta di canti; capita di ascoltare più canti contemporaneamente in angoli diversi della chiesa; quasi tutti sono canti lunghissimi e in prevalenza nel dialetto reggino.
Inizia la messa verso le 7,30; mi sembra troppo presto considerando che la processione è prevista per le 9,30.
A fine messa si forma una lunghissima coda di pellegrini che inizia molto al di fuori della chiesa fino all'altare: quasi tutti i partecipanti alla processione fanno dono di oggetti ex-voto in cera comprati nelle bancarelle site nelle vicinanze della chiesa. La cosa particolare e che tali oggetti rappresentano parti anatomiche umane: testa, gambe, mani, piedi, braccia, cuore, costole, ecc.; simbolicamente un atto di riconoscenza/auspicio/invocazione legato all'opera di Cosma e Damiano che tali organi curavano in quanto medici.
Coloro che non lasciano oggetti votivi passano comunque davanti alle statue per toccarle, sfiorarle, accarezzarle, con il diretto contatto del palmo o con un fazzoletto bianco che assume valenza di reliquia; alcuni sono vestiti con un abito di raso a fasce variopinte, a volte con mantello; sono chiaramente abiti votivi indossati in prevalenza da bambini portati in braccio da un genitore; tanti bambini vengono alzati e adagiati ai piedi dei due santi e, su indicazione dei genitori, accarezzano e baciano ripetute volte le statue. Alcuni bambini evidenziano delle sofferenze altri appaiono normali. Occorre molto tempo affinchè la fila si esaurisca: ora capisco perchè la messa così presto.
Causa pioggia la processione inizia alle 10,00; il lungo corteo costretto tra le bancarelle si allunga notevolmente.
Non ho visto presenza di autorità ne civili ne militari; un discreto numero di varie divise e casacche per l'ordine pubblico; non ho visto confraternite ne presenze associative ne gonfaloni ne stendardi (a parte quello del santuario); alcuni parroci del comprensorio; la banda musicale di Marina di Gioiosa Jonica.
A metà percorso il clou: arriva la festante comunità rom che si colloca davanti e fino al santuario fisarmonica, tamburelli, tarantelle e balli; davanti a tutti le donne e subito dopo gli uomini; pur procedendo contigui i due gruppi ballano separatamente e non si fondono mai.
Si arriva al santuario poco dopo le ore 12; un tumulto di suoni, urli, battimani avvolge il sagrato quasi a coprire i fragore dei fuochi che da sotto la chiesa si elevano nel cielo dal quale scende una pioggerella che nessuno avverte.
Si verifica qui lo sdoppiamento di partecipazione tra le diverse espressioni del luogo: fuori dalla chiesa i rom a suonare, cantare, ballare, e in chiesa, celebrata da Vescovo Mons. Morosini, la messa partecipata da tutti gli altri.
Sono uscito e rientrato più volte dal santuario ed ho potuto dedurre la netta interpretazione di questa complessa vicenda che coinvolge varie componenti umane del territorio; ciascuno vive le sue motivazioni in un parallelismo inconsueto che da secoli va avanti con appagamento di tutti.
In una uscita dalla chiesa, ad un angolo del sagrato, un gruppo di nomadi m'invita a sedermi con loro a condividere il pranzo ormai alla fine; ho preso una mela in cinque minuti di compagnia. Per eccesso di riservatezza ho considerato tale momento una loro cosa privata e non ho nè scattato nè ripreso.
Sono quasi le ore 14, finisce qui il mio Cosma e Damiano di Riace iniziato stamane alle ore 4,30.
La giornata andrà avanti tra innumerevoli bancarelle fuori paese e tanta gente dal comprensorio verrà a far spesa.
Giorno 27 si ripete la processione di rientro Santuario - chiesa matrice, ma, mi dicono, in tono meno vivace.
Antonio Cima 26-09-2011

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Commenti  

 
#1 bella 2014-09-19 13:06
festa molto bella in onore dei SANTI MEDICI COSMA E DAMIANO processione molto toccante
Citazione
 

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