Monasterace, Maria SS di Porto Salvo

monasterace-madonna-porto Monasterace
La processione per le strade e sul mare
della Madonna SS di Porto Salvo

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Nella tradizione religiosa calabrese è molto diffusa la pratica delle processioni sul mare. Gli ottocento km di costa e la proliferazione di paesi marini ne favoriscono la consuetudine. Il fenomeno è ben più diffuso sullo jonio, in particolare nella provincia di Reggio Calabria. Una di esse è quella di Monasterace, la Madonna SS di Porto Salvo, che si svolge l’ultima domenica di giugno.
E’ uno spazio che vivo con maggiore trasporto essendo figlio di pescatore, di uno dei paesi costieri e marinari più importanti della Calabria, qual’è Amantea, unico a non avere una processione sul mare.
Da tempo avevo programmato questo viaggio, e così alle ore 14 di domenica 24 giugno 2018 salgo in macchina e mi avvio per Monasterace. So bene che il clou è dal tardo pomeriggio, ma da abitudine consolidata cerco di arrivare sempre presto per vivere il territorio. Monasterace la conosco bene, la Marina, il Borgo, il Museo, il
Parco Archeologico di Kaulon. Qualche anno fa ho scritto qualcosa in modo molto risentito per le non cure del Parco. Ho partecipato alla Infiorata del 2015, al Sant’Andrea di Avellino del 2017, tante soste nel territorio. 

continua dopo le foto

 
Arrivo in paese alle ore 15,30, parcheggio sulla SS106 dove cominciano le bancarelle. Faccio un po di strada tra le tante mercanzie africane, orientali, sudamericane, poi vado sul lungomare per prendere cognizioni del punto d’imbarco. E’ quasi di fronte alla chiesa, la duna è in fase di approntamento resa uno scivolo da un piccolo escavatore. La barca in mare, già allestita, fa un giro di prova. E’ un natante di portata consistente, non da spiaggia, suppongo (ma può essere diversamente) provenga da un porticciolo delle vicine come Badolato a nord o da Roccella Jonica a sud. La spiaggia in quel punto è molto stretta, c’è un leggera maretta di traverso da nord-est, se dovesse aumentare creerebbe problemi, ma sono ancora le ore 16, mancano circa quattro ore e il tempo è in miglioramento.
Vado nella chiesa parrocchiale marina di San Giuseppe Lavoratore (l’altra del borgo è Esaltazione della SS Croce), la trovo completamente vuota, va bene cosi per le foto, che ho già, ma ora è allestita con la statua della Madonna ed ai fianchi tanti teli colorati accanto ad ogni statua.
sono le ore 16,15, è presto, la temperatura sarebbe l’ideale per girare nell’abitato, ma i paesi della costa jonica , tranne Locri, non me ne vogliano, sono così belli ed armoniosi nel borgo collinare quanto generici ed impersonali alla marina. Una urbanizzazione recente sviluppata intorno alla SS106, un contesto decoroso, ma inevitabilmente privo di elementi architettonici di significativa valenza.
Mi rifugio nel piccolo parco davanti alla chiesa per la lettura di un piccolo libro da poco comprato,Calabria Appunti di viaggio di Kuno Raeber edito da Rubbettino. Dai tocchi intensi delle campane percepisco l’inizio della messa. Mi reco in chiesa, affollata da grande occasione. Sull’altare il celebrante è un giovane con la barba, accanto a lui il famoso è dinamico parroco della Marina Don Francesco Passerelli.
Ai lati del presbiterio sono seduti i confratelli delle tre congregazioni cittadine: Santa Caterina con cappa Rossa, SS Rosario Nera, San Nicola celeste. Sul lato destro della navata il gruppo dei portatori. E’ una caratteristica immancabile, in provincia di Reggio, il decoro estetico dei portatori. Hanno tutti una maglietta bianca con su stampata una piccola immagine di un volto e sotto stampigliato “Grazie Attilio”, un compianto confratello. Sulla schiena in verticale stampato "Portatori", al collo un foulard blu.
In prima fila sulla destra autorità civili e militari tra cui il sindaco Cesare Deleo.
Assisto all’avvio della messa e, come sempre, esco. Rientro poco prima della conclusione giusto in tempo per ascoltare i ringraziamenti del parroco Don Francesco a tutti coloro che hanno collaborato nella varie fasi organizzative.
Poco dopo le ore 18 si avvia il corteo per le vie del paese. Una enorme folla davanti alla chiesa con l’ormai abituale esercito di fotografi da selfie.
La parte sud del territorio è quella coinvolta nella prima fase; una zona poco urbanizzata, in parte agricola. Un sottopasso bassissimo costringe i portatori a quasi strisciare sull’asfalto, all’uscita un urlo liberatorio “Viva Maria”, “Viva Maria”. Mi sorprende l'assenza di damaschi e lenzuola ricamate ai balconi; in verità pochissime persone alle finestre, quasi nessuno davanti alle porte. Deduco che tante di queste case siano estive. Solo nel punto estremo di una contrada un rilevante addobbo con varie coperte e ornamenti floreali disposti dagli abitanti del luogo. Forse nella parte nord a fine processione vi sarà presenza di damaschi.
Seguo gran parte della processione lasciandola in anticipo per arrivare prima sul punto d’imbarco. Trovo un sacco di gente  già posizionata, la barca sulla spiaggia, disposta con la prua sul bagnasciuga, tutta adornata, la base d’appoggio al centro. La maretta poco consistente, con rilievo ondoso trasversale da est e non più di traverso da nord-est, meglio così. Foto e riprese di rito in mezzo alla gente che aspetta sulla spiaggia e sul lungomare.
La statua arriva alle ore 19.47, iniziano le operazioni d’imbarco ostacolate in parte dai tanti fotografi da selfie. Salgono le autorità religiose, civili, militari tra cui il parroco don Francesco e il sindaco Deleo. La paranza è in mare alle ore 19,58, subito affiancata dalle tante barche che da un po attendono in acqua. Inizia la traversata fino al confine sud, poi verso nord fino al Parco di Kaulon ovvero davanti al faro di Punta Stilo.
Il rientro è previsto per le ore ore 21 circa, con successivo giro per il paese nella zona nord e rientro in chiesa per le ore 22.
Ma la mia giornata a Monasterace si avvia alla conclusione appena la barca si distacca dalla riva. Sono le ore 20,10 mi avvio verso l’auto. Un vezzo a cui non rinuncio nel reggino, il gelato, ritenendolo il migliore della Calabria. Mi fermo in un bar a caso, nocciola e pistacchio, lo consumo per strada tra le bancarelle. Quando vengo sulla costa jonica reggina fino a Caulonia faccio la strada nord da Catanzaro, mentre fino a Roccella Jonica (o a sud di Gioiosa Jonica) faccio la A3 e da Rosarno verso lo Jonio.
Salgo in macchina alle ore 20,25, vado verso nord per rientrare, arrivo a casa alle ore 22, è finita una bella giornata.
Ma tanto altro tempo è stato necessario per arrivare a questo punto del testo tra le varie operazioni tecniche di riversaggio, selezione, archiviazione, formattazione, scrittura del testo, quasi un altra giornata di lavoro.
Dicevano gli anziani amanteani, ma si dice ancora, adduvu c’è gustu ‘un c’è perdenza.
Antonio Cima 25-06-2018

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Commenti  

 
#1 mirailtuopopolo 2018-06-25 20:20
"di uno dei paesi costieri e marinari più importanti della Calabria, qual’è Amantea"...io avrei scritto qual'è stata Amantea. Il 13 giugno mi trovavo ad Amantea (non per la festa del Santo Patrono) ho assistito per puro caso alla processione e devo dirti che da noi una processione come quella di Monasterace o di altre che spesso ci racconti, non la faranno mai per il semplice fatto che per fare siffatte processioni ci vogliono organizzazioni serie e poche persone che che coordino. Invece....
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