visita al castello di Amantea

amantea-castello-gita Escursione sul pianoro del castello di Amantea
come un gruppo diversificato può vivere una bella esperienza tra torre, bastioni e mura fortificate

Se ciò che le foto mostrano facesse parte di una gita organizzata per chissà dove, con un non breve viaggio e una quota di partecipazione significativa, il pullman sarebbe pieno e grande aspettativa susciterebbe nei partecipanti. Tanta è la gente appassionata di tali ambiti che si aggrega in tutte le occasioni che può. Ma tale opportunità esiste ad Amantea, pressoché sconosciuta (anche per i monumenti nemo profeta in patria), che tutti potrebbero cogliere ma che in pochi, occasionalmente, ne usufruiscono.
Una ineguagliabile escursione a contatto con la natura, con la superba bellezza dei paesaggi, una salutare avventura tra le mura di casa, sopra le mura di casa.
Un tragitto che abitualmente percorro 5-6 volte all’anno da solo, ogni tanto con qualche amico e in alcune occasioni (come quella mostrata) con la famiglia.
Questa affascinante escursione è costituita da tre contesti in successione. Con le necessarie conoscenze del luogo chiunque può “avventurarsi” sull’intero tragitto.  continua dopo le foto


La prima parte va dalla salita S.Francesco fino ai ruderi della chiesa. E’ un tratto che fanno in tanti e che non comporta eccessive fatiche. Nel piccolo pianoro della chiesa c’è la grotta di antico eremitaggio usata negli ultimi decenni come ovile e porcilaia. Dal muretto lato mare si può ammirare una sezione di Amantea da nord verso sud, parte del rione Catocastro sottostante e il parco della grotta  quasi in perpendicolare. A pochi metri un ammasso ordinato di pietre, che erano la parte avanzata della chiesa, e più avanti i ruderi transennati della cupola e relative mura.
Sulla sinistra dei ruderi uno stretto sentiero (quasi sempre avviluppato da erbacce) consente di portarsi alle spalle della struttura  transennata ove una piazzola completamente ricoperta d’erbaccia concede suggestivi panorami: lato mare con gli scogli di Isca, a nord la profonda vallata del Catocastro e la chiesetta di S.Giuseppe sul pendio di Camoli, mentre in alto la Torre Civita e parte delle mura di cinta superiori. In tale spiazzo esistono due pozzi scavati nel tufo destinati un tempo alle riserve idriche.
La maggior parte dei visitatori conclude qui l’escursione per la non conoscenza del luogo.

La seconda parte, che va dalla grotta alla Torre Civita, richiede maggiore impegno e un po più accortezza. Dalla grotta di diparte un sentiero in salita completamente scavato nel tufo. La parte iniziale è una breve gradinata che diventa subito sentiero piano. Nell’ultimo gomito dei brevi tornanti, lasciando il sentiero e spostandosi ad est, da una torretta posta sotto le mura di cinta (praticamente sconosciuta) si può ammirare il panorama che si apre ad est fino a S.Bernardino, la chiesa di S.Biagio sottostante a poche decine di metri e le palme della Rina che sembrano elevarsi dal sagrato della matrice.
Ritornando sul sentiero di tufo, prima di oltrepassare la porta che dà sul pianoro della torre, guardando ad ovest, in primo piano appare la cupola della chiesa di S.Francesco e alle sue spalle gli scogli di Isca (è questo uno degli scorci più belli di Amantea).
Pochi passi e si oltrepassa l’arco della porta d’accesso al castello; inizia un vasto pianoro (grande come due campi di calcio) che dalla torre arriva fino alle mura del castello.
La Torre Civita è posta all’estremità ovest del pianoro in posizione che consente l’ampia vista del Tirreno da Capo Bonifati fino alla punta Safò di Briatico. Lato mare della torre persiste uno slargo contenuto da un muro che consente di ammirare una tale bellezza praticamente impossibile da descrivere.
La torre imponente e maestosa versa in condizioni di collasso. Ai suoi piedi alcune zone prive di erbacce concedono uno spazio in cui sostare.
Dall’ampio squarcio lato est s’intravvede una scaletta interna che arriva fino ai merli di cui ben poco sopravvive. Persone abituate fin da piccole sono in grado di salire sulla torre, ma è cosa da evitare. Guardando verso est si vede sul fondo la struttura del castello separata dalla torre dal vasto pianoro. Fin qui si arriva senza eccessiva difficoltà concedendosi buona parte del bello che questo luogo sa donare. Andare avanti richiede più accortezza e conoscenza appropriata.

La terza parte è molto variegata e chi non conosce minuziosamente la struttura e i percorsi generalmente fruisce solo parzialmente dei tanti spaccati che si possono ammirare.
Premessa doverosa. Questa parte del castello si consiglia di visitarla da ottobre fino ad aprile. Negli altri mesi il pianoro è infestato da tanti e tali arbusti d’ogni tipo che rendono difficili le condizioni di attraversamento. In questi mesi si può osare se durante l’estate dell’anno precedente si è verificato un incendio che ha azzerato la vegetazione.
Il pianoro è a due livelli: una parte disposta a nord/est e una parte a sud/ovest. La parte lato mare è più bassa di due metri; le due zone sono divise nel mezzo da un muretto in pietre a secco. Il muretto è visibile solo in alcuni punti a causa della folta vegetazione.
Un piccolo sentiero a ridosso della torre si fa spazio tra le pietre e si dilunga in più diramazioni verso il castello. Arrivati sotto le mura del castello le cose si complicano per accedere all’interno. Dare ulteriori indicazioni è praticamente impossibile; ognuno deve fare da se per come ritiene di adattarsi alle situazioni.
Gli scorci e i panorami sono innumerevoli a 360° gradi. In genere ci si sofferma su quelli lato mare che offrono Amantea nella pienezza di dimensioni e forme.
La parte più integra e architettonicamente più interessante è sul lato nord della struttura muraria. Vi si accede dal pianoro percorrendolo quanto più possibile dal lato nord.
La struttura interna del castello è diventata quasi un cumulo di pietre, ma sono ancora presenti dei vani in apprezzabile stato di conservazione. Muoversi con cautela ed ispezionare quanto più possibile.

Le foto del 14 aprile 2013 mostrano tutti gli scorci paesaggistici e architettonici possibili. Ciò è dovuto ad una conoscenza “intima” del luogo relativa ad una intera vita di frequentazione. Non necessariamente occorre coglierli tutti. Arrivare sulla parte più alta della storica fortificazione è di per se un risultato soddisfacente e se lo si fa con una piccola fotocamera se ne portano a casa ricordi.
Antonio Cima 25-04-2013

 

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Commenti  

 
#5 eleuterio 2017-05-19 12:24
Considerato il pessimo stato in cui versa oggi il pianoro con tutte le sue rovine si possono solo utilizzare i versi di questa Canzone classica napoletana:
Tiempe belle e na vota,
tiempe belle addó’ state?
Vuje nce avite lassate,
ma pecché nun turnate?
Perchè sperare di vedere qualcosa di buono con l'aria che tira ad Amantea, è solo perdita di tempo.
Citazione
 
 
#4 antonio 1 2014-06-01 18:50
speriamo che la nuova amministrazione possa veramente prendere in considerazione il centro storico - voglio comunicare che il muro di cinta della antica Amantea-sotto la chiesa matrice- dovrebbe essere pulito in modo giusto- altrimenti rischia veramente di crollare- con pericolo anche per le antiche case che lo circondano- saluti affettuosi alla famiglia Cima-
Citazione
 
 
#3 MASSIMO SCUDIERO 2014-06-01 16:36
oh,si sei bella ancor,al suol cadute giaccion le tue mura,e tra ruine infrante nè di bellezza nè di splendor vestute ti abellan piu come solean davante,muta è la tua grandezza e spente e mute or gia son le tue glorie antiche e tante,e di nere gramaglie il capo involta mesta ti assidi nel dolor sepolta. P.FURGIUELE 1830-1856 GLI AMANTEOTI-CANTI CA-
Citazione
 
 
#2 francesco scudiero 2014-05-31 09:23
bravissima la famglia CIMA ,grande ANTONIO x le foto ,non ci vuole molto per fare una pulzia delle viuzze che uniscono quel po' di ruderi che restono , spero che questa nuova giunta darà un occhio di riguardo a questa meraviglia , basta poco , saluto a te ANTONIO .
Citazione
 
 
#1 FRANCO DANESE 2014-05-31 02:36
Stupenda l'idea d'un polo turístico storico amanteano. Bellissime le fotografie, maravigliosi i panorami. Un totale deterioramento dei ruderi storici sgretolandosi.. ed un abbandono generale del luogo, accesso e dintorni.Alla Nuova Giunta Comunale..l'ard ua sentenza di vita o morte di questo tesoro turístico.Grazi e, caro Antonio, per il commento.Saluti .
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