Mammola, un giorno in paese

mammola luoghi Un giorno a Mammola (RC)
visita al parco museo MuSaBa
un giro per il borgo
al corteo di S.Giuseppe e poi cannarozza e ciciari

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Giovedì 19 marzo 2015 in giro per Mammola
mammola musaba La visita al MuSaBa
Eccellenze di Calabria, Parco, Museo, laboratorio - luogo d'arte e ambiente
mammola luogo Il Paese
Vasto borgo, antichi palazzi, consistenti portali, tante chiese
mammola san giuseppe La processione di San Giuseppe
Dalla matrice alla chiesetta del Santo nel percorso di sempre
mammola cannarozza ceci Convivio popolano con Cannarozza e ciciari
Nella piazzetta della chiesa, grandi e piccini, al desco simbolico della condivisa solidarietà

Per i tanti anni in giro per la Calabria, per lavoro e per passione del territorio, sono ampiamente maggiori le località visitate rispetto a quelle in lista d’attesa. Ho percorso moltissime volte la strada statale 682 Jonio-Tirreno da Rosarno a Marina di Gioiosa Jonica, ammirando il ristretto spaccato del borgo di Mammola che si vede dall’auto e i ruderi del Santa Barbara (Parco museo MuSaBa) a ridosso del fiume Torbido poco prima del punto in cui affluisce la fiumara Nebla.
Eppure mai mi sono recato a Mammola, nemmeno nell’annuale sagra dello stocco tanto famosa.

L’interesse per la valenza antropologica delle processioni religiose, e annesse usanze civili, mi ha spinto in questi giorni verso la festa di San Giuseppe che in molte località della Calabria viene accompagnata, a fine processione, dal pubblico convivio di piazza con la pasta e ceci (cannarozza e ciciari) e con l’accensione dei falò con la legna raccolta giorni prima nelle campagne.
I due elementi, pasta e ceci e fuoco d'arbusti, rappresentano il sostegno alle esigenze primarie in condizioni di povertà. La partecipazione gratuita alla tavolata simboleggia il mutuo soccorso ai bisogni del prossimo. Sono questi i principi fondanti dichiarati della cristianità impersonati nella circostanza della festa del Padre Putativo della figura primaria della religione cattolica.

Tra i tanti paesi che praticano tale usanza c’è Mammola. Niente di meglio che abbinare l’evento religioso con la visita del MuSaBa. E così con un amico ci siamo avviati all’inizio del pomeriggio del 19 marzo 2015 per visitare prima il Parco museo e procedere poi con il resto.

mammola musaba sogno giacobbe-1419Siamo arrivati all’ingresso del parco museo MuSaBa poco prima delle ore 15. In questo periodo chiude alle ore 16 e ci siamo resi conto che saremmo dovuti arrivare molto prima perché abbiamo scoperto una realtà di tale portata che, a voler esagerare un pò, puoi starci anche un’intera giornata per ammirare le innumerevoli, straordinarie opere, e per muoverti in un ambito di grande valenza artistica, architettonica e paesaggistica.
E’ stata per me una scoperta assolutamente insospettata tanto da provare imbarazzo nel constatare la straordinaria pregnanza artistica di cui avevo solo modesta contezza.
L’ampio spazio verde con grandi alberi e tante palme, la coloratissima decorazione dei piloni della SS682 a ridosso del Torbido, il chiostro/foresteria con il mega mosaico, le piramidi, la sala esposizione con innumerevoli opere di tanti artisti e, sovra tutto, il sogno di Giacobbe nella cappella di Santa Barbara. A tutto ciò aggiungi la vista panoramica che si proietta verso lo Jonio e i rilievi collinari che fanno da cornice. Quello che ho constatato mi fa considerare questo luogo una vera eccellenza calabrese di cui le istituzioni locali, regionali e nazionali dovrebbero tener conto, ma siamo in Calabria.
Una visita al MuSaBa da sola giustifica una uscita a Mammola. Ma in questa giornata del 19 marzo 2015 di altro abbiamo beneficiato.

mammola luoghi-1243Siamo arrivati in paese intorno alle ore 16,30. Abbiamo parcheggiato nell’accogliente piazza Ferrari, sede della famosa sagra, ove la banda cittadina intrattiene i mammolesi prima di recarsi nella chiesa matrice da dove avrà inizio la processione.
Facciamo un giro essenziale per il paese; la percezione immediata è di essere in un luogo ordinato e pulito, che potrebbero sembrare elementi ovvi ma che ovvi non sono. Ciò si riscontra dal verde pubblico, dai cestini, dalle panchine, dalla segnaletica, dalla pavimentazione, dai muretti, che mostrano i connotati dell’accortezza e della continuità manutentiva.
In genere quando si va nei piccoli paesi interni si nota dagli sguardi la non abitudine a presenze estranee. Mammola ha meno di 3.500 abitanti, ma storia e tradizione di un rilevante centro che fino a qualche decennio fa superava i 10.000 residenti. Girando noti un modus sociale di un comune consistente da tempo amministrato ragionevolmente.
Il tutto viene confermato da tanti palazzi di antica agiatezza, portali rilevanti, tante chiese.
Non è questo un luogo di grandi rilevanze urbanistiche, ma certamente un borgo dalle composte fattezze, dagli intriganti vicoli, dagli spazi accattivanti, dalle antiche tradizioni con una forte propensione alla condivisione; tutto ciò lo rende un luogo di sensata vivibilità.

mammola san giuseppe-1323Dopo aver girato parte dei vicoli che s’inerpicano e s’intrecciano in gran misura arriviamo nella chiesa matrice (San Nicola di Bari) ove è in corso il rito religioso. La targa sulla parete annuncia che questo edificio religioso esiste dal XII secolo. All’interno non mancano gli elementi di fregio con varie statue in legno e marmo. La statua del santo è stata portata qui in mattinata dalla chiesetta poco distante con un ristretto corteo.
Alle 18,30 inizia la processione che fa il giro di gran parte del paese; sale inizialmente per passare dalla “casa” di San Giuseppe e prosegue nell’impegnativo saliscendi.
Il percorso è quello di sempre, come avviene nelle località che osservano scrupolosamente le tradizioni religiose. In alcuni luoghi (tra cui Amantea) nel tempo i percorsi sono stati rivisti accomodandoli a minor fatica.
Arrivati all’estremità ovest del paese una breve sosta del corteo per assistere agl’imponenti fuochi d'artificio. Si riprende il cammino per arrivare in alto alla chiesetta del santo alle ore 20 circa. La sosta per la preghiera conclusiva e la statua viene riposta nella posizione abituale, si conclude la parte religiosa.

mammola cannarozza ceci-1285Davanti alla porta della chiesetta di S. Giuseppe un minuscolo sagrato si eleva lasciando sotto un locale adibito ai preparativi dell’accoglienza del popolo mammolese con i mitici cannarozza e ciciari. A tale compito si dedicano le donne che fanno parte dello specifico comitato cittadino.
Nella piazzetta è visibile un ampio striscione che accanto all’icona del santo riporta: “19 marzo festa delle famiglie, S.Giuseppe sposo della B.V. Maria”.
Ed è vero; le donne impegnate nel locale fin dal primo pomeriggio, alcuni loro bambini a scorazzare nella piazzetta, i mariti vicini per le poche operazioni di maggior sforzo e per il tanto guardare e chiacchierare. In questa edizione più di dieci donne hanno preparato oltre 50 kg di ceci in tre pentoloni e oltre 50 kg di cannarozza (ditaloni).
Il tutto pronto per la distribuzione e relativo consumo appena cessata la funzione religiosa.
L’ordinata disposizione delle donne contemporaneamente impegnate nella distribuzione (dalle ore 20,10) ha consentito ai convenuti di avere il loro tanto atteso piatto.
Ogni muro, ogni gradino, ogni stipite, ogni balaustra risulta essere utile per sedersi o appoggiarsi per la consumazione dell’ambito pasto.
E’ un momento fortemente condiviso da tutti i livelli che la comunità esprime, senza remore di condizione nè dissociazione di status.
Vecchi, grandi e piccini di Mammola hanno atteso questo giorno, lo hanno vissuto appropriatamente nel modo e nella misura, e noi con loro.

mammola luoghi-1265Ci siamo distaccati dalla piazzetta di S.Giuseppe in festa poco dopo le ore 21. Prima di risalire in macchina ci siamo fermati ad un bar in centro per un caffè. C’era al banco un’anziana signora e nessun altro. Mentre la donna armeggiava con la leva della macchina del caffè le ho chiesto di una foto alle sue spalle. Ha poggiato la tazza, l’anziana barista, ed ha cominciato a parlare della foto esprimendosi in stretto dialetto; confesso di non aver capito molto, quasi niente; dall’espressione si capiva che quell’immagine muoveva le sue passioni e per assecondarla chinavo continuamente il capo.
Ritorneremo da questa donna di Calabria, continuando forse a non capire, e in questo luogo che non ti promette cose mirabolanti, ma che ti offre quello che ha senza remore, che forse è poco, ma è quanto basta.
Antonio Cima 23-03-2015

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Commenti  

 
#1 per il sig. Cima 2015-03-24 15:25
Quanto riportato in questo articolo credo sia una grande sorpresa per la maggioranza dei calabresi. Le parole e le immagini ci portano in un ambiente molto particolare e interessante. É tutto molto bello. Un ringraziamento a Webiamo.it per questa gratificante pagina.
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