Ingroia in difesa della Costituzione

ingroia Antonio Ingroia: Difendiamo la Costituzione
la relazione integrale della conferenza stampa del 9 luglio a Roma

Roma 9 Luglio 2013                                                    Info su Azione Civile Calabria 
Conferenza stampa di Antonio Ingroia: Difendiamo la Costituzione. 

Buongiorno a tutti voi,

noi abbiamo convocato questa conferenza stampa perché il Movimento politico Azione Civile si fa interprete di un disagio e di una preoccupazione crescente in chi è informato, nei pochi italiani che sono informati sulla prospettiva di stravolgimento della Costituzione che abbiamo all’orizzonte, non sarebbe sbagliato di parlare di una semplice revisione, parliamo di un vero e proprio stravolgimento della Costituzione che abbiamo all’orizzonte, sarebbe sbagliato semplice revisione, parliamo di un vero e proprio stravolgimento della Costituzione, che cambia, che si presta a cambiare volto, a diventare da Repubblica Parlamentare a Repubblica presidenziale, ed io ho già detto e non esito a ripetere che rischiamo di vedere compiuto e realizzato l’antico progetto piduista di Licio Gelli, di concentrare le mani in un potere esecutivo senza controlli di fatto, né parlamentari, né di legalità, attraverso una riforma di tipo presidenziale come quella che abbiamo all’orizzonte.
Non voglio entrare nel dettaglio dei pericoli, penso che sono abbastanza chiari, quello soprattutto in un Paese come l’Italia nel quale la sofferenza dei controlli e negli ultimi anni arrivati al top, grazie al costante lavori dei fianchi che ha l’assetto costituzionale ed equilibrio fra i poteri ha fatto Silvio Berlusconi cercando appunto di realizzare il progetto piduista di Luigi Gelli e si profila un amaro e triste paradosso e cioè che si possa davvero realizzare quella maggioranza che stravolge la Costituzione come voleva Gelli al borigine, come ha cercato di fare Berlusconi in questi vent’anni bloccato dentro il Parlamento e fuori il Parlamento che si possa realizzare con un Governo presieduto da esponenti del centro sinistra e da un Presidente della Repubblica anche egli espressione dello stesso partito.

Beh, allora non siamo in presenza di un rischio, siamo in presenza, come dicevo prima di un’emergenza, a noi tocca lanciare questo allarme e soprattutto c’è un punto, secondo me, secondo noi, grave e cioè che gli italiani sono totalmente disinformati di quello che sta accadendo. Si racconta di progetti, di riforma costituzionali sulle quali si può discutere se rivedere il bicameralismo perfetto, se dimezzare e comunque diminuire il numero dei parlamentari, di riforme alcune di queste sacrosante, ma qui la vera posta in gioco, ripeto, è la concentrazione del potere nelle mani del potere esecutivo che passa attraverso una riforma tipo presidenzialista e questo sta avvenendo senza ascoltare gli italiani. C’è un problema ancora una volta di deficit, di democrazia e deficit partecipazione dei cittadini nel processo decisionale. Allora rispetto a questo deficit, sul quale come sapete sta lavorando oggi la commissione dei cosiddetti saggi, una commissione extra parlamentare e la legge che si appresta ad essere approvata, di fatto sarà un modo di consacrare in forma di legge ciò che si sta decidendo fuori dal Parlamento. O si sta facendo a tappe forzate e si sta puntando all’obiettivo grosso, obiettivo grosso dell’articolo 138 della Costituzione che è il vero e proprio chiavistello, la serratura della cassaforte costituzionale. Noi questa cassaforte la dobbiamo difendere non perché conservatori, ma perché riteniamo che la forza della nostra Costituzione come è stata disegnati dai padri costituenti è stata anche quello che fosse una Costituzione rigida con, come sapete, con una maggioranza qualificata, una serie di meccanismi che consentisse un dibattito ampio nel Paese.

Ebbene quello che si sta realizzando è iniziata ieri il dibattito al Senato, quello che si sta verificando si va a tappe forzate verso l’approvazione della modifica dell’articolo 138 che se passerà entro il mese di Luglio determinerà che la seconda lettura, la definitiva approvazione dell’articolo 138 avverrà a fine autunno e nel momento in cui si modificherà il 138 e quindi verranno drasticamente diminuiti i tempi di esame di ogni ulteriore successiva revisione costituzionale sarà una slavina nell’arco dei pochi mesi che gli italiani senza rendersene conto si ritroveranno a vivere in una Repubblica diversa, non più parlamentare ma presidenziale con una svolta di tipo autoritaria gravissima.

Ora noi diciamo questo: si possono avere le idee diverse, ma io credo su un punto bisognerebbe essere tutti d’accordo nel campo del mondo progressista del centro sinistra, del mondo del cambiamento come lo vogliamo definire e cioè che su una scelta così radicale vanno sentiti i cittadini. E per questa ragione che a fine della settimana passata ho inviato una lettera ai tre leader delle formazioni politiche che interpretano questa richiesta di cambiamento degli italiani, che dicono di avere a cuore il tema della partecipazione dei cittadini, della loro base e quindi ho mandato tre lettere diverse: una al segretario del Pd Epifani, al leader di Sel Nichi Vendola e al leader del Movimento Cinque Stelle Beppe Grillo, per dire visto che ciascuno di voi, o tramite le primarie o tramite consultazione via web, secondo le caratteristiche che ciascun movimento tiene alla partecipazione appunto e all’ascolto della base, facciamolo, facciamolo prima che sia troppo tardi e organizziamo delle primarie, che questa volta non siano delle primarie per selezionare persone, per selezionare leader, che spesso incoraggiano la deriva personalistica della politica italiana, ma facciamo delle primarie delle idee, le primarie dei principi, interpelliamo gli italiani se vogliono una Repubblica Parlamentare o se preferiscono una Repubblica Presidenziale. Su questo il tempo c’è, considerato che vigente ancora l’articolo 138 per la modifica dell’articolo 138 dovranno trascorrere tre mesi dalla prima votazione alla seconda durante quei tre mesi, entro il mese di Settembre si potrebbe organizzare questa consultazione magari con un sistema misto: in parte con primarie vere e proprie e in parte con una consultazione via web. Questo credo che si debba fare. E rinnovo quindi questo appello.

Per parte nostra è in corso di costituzione su tutto il territorio nazionale dei comitati, sono i comitati “Viva la Costituzione”, si sta costituendo un comitato nazionale di cui fa parte Antonello Falomi che poi parteciperà, ed è presieduto da un costituzionalista come il Prof. Alberto Lucarelli, che si è già impegnato sui temi dei referendum dell’acqua pubblica e beni comuni, è che non è, sia bene chiaro, un’articolazione di nessun movimento politico, neppure di Azione Civile, tant’è che la presiede Alberto Lucarelli che non è aderente di Azione Civile, ed è ovviamente aperto a tutti gli italiani aderenti o non aderenti a partiti o movimento politici, ma occorre appunto mettere in piedi una mobilitazione per la prossima estate andando verso le primarie.

Allora rinnovo: appello numero uno ai leader dei partiti e movimenti politici per organizzare queste primarie, appello numero due ai parlamentari, ai parlamentari tutti, ai parlamentari democratici, delle forze democratiche, perché anche qualora si dovesse raggiungere i due terzi, cosa succede? La legge prevede che modificato il 138 il referendum confermativo si dovrebbe fare comunque, qualunque sia la maggioranza. Questo non è previsto dal 138, quindi per la modifica del 138 non sarà necessario il referendum confermativo qualora si raggiungesse la maggioranza di due terzi. Allora noi diciamo, dimostrate di voler ascoltare i cittadini e gli italiani, è un appello che facciamo questa volta ad ogni singolo parlamentare democratico, perché non voti a favore una volta raggiunta la maggioranza sufficiente per approvare l’articolo 138, ma che non si raggiunga quella maggioranza di due terzi che impedirebbe quel referendum confermativo , facciamo in modo tale di dare questo segnale di una politica che vuole ascoltare i cittadini, andando aldilà addirittura del dettato costituzionale cominciando ad applicare quindi in anticipo quello che era la stessa legge costituzionale in discussione e previsto. Terzo appello è un po’ quello che facciamo alla stampa, all’opinione pubblica e innanzitutto alla Rai, ente pubblico nazionale. Se ne discuta, se ne parli, si organizzino dibattiti, si organizzino tribune, tribune diciamo cosi costituzionali che vedono da una parte chi è favorevole alla modifica della Costituzione deal articolo 138 fino alla modifica di tipo presidenziale, e dall’altra parte chi è contrario.

I comitati “Viva la Costituzione” sono ovviamente insieme ai tanti altri comitati, associazioni che si stanno oggi mobilitando in queste ore per mettersi a disposizione.

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