Auser di Amantea in Sicilia

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auser sicilia palermo

Palermo Capitale italiana della Cultura 2018

Rivediamo le indimenticabili pagine di Palermo
Auser di Amantea, viaggio in Sicilia
Ambiente, Arte e Cultura
 
Mondello, S.Rosalia, Ballarò, Palermo, Monreale, Cefalù
 

Auser di Amantea, breve viaggio a Palermo e provincia
Nel 2010, costituita da poco, l’Auser di Amantea effettuò un viaggio culturale in Sicilia per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Fu una esperienza molto apprezzata fino all’entusiasmo. Tutti i partecipanti si dimostrarono interessati ad allargare le conoscenze della straordinaria isola nostra confinante.
Finalmente le condizioni di sono mostrate favorevoli, con due giorni di festività di sabato/domenica 25/26 aprile 2015, e si è ritornati finalmente nella magica terra di Trinacria.
L’itinerario approntato dall'agenzia di viaggi MUFASA è stato studiato attentamente per sfruttare al massimo le due giornate.
E’ stato deciso di visitare Mondello, il Santuario di Santa Rosalia sul Monte Pellegrino, il famosissimo mercato di Ballarò, il centro storico di Palermo, Monreale e, sulla via del ritorno Cefalù.
Il programma è stato compostamente rispettato riuscendo a completare le visite previste.
Il testo continua a fondo pagina

auser sicilia mondello Sul lungomare di Mondello
auser sicilia palermo ballaro Al mercato di Ballarò
auser sicilia palermo s rosalia Al Santuario di Santa Rosalia
auser sicilia palermo Nel centro Storico di Palermo
 auser sicilia monreale A Monreale
 auser sicilia cefalu A Cefalù
auser sicilia traghetto Nel Traghetto

Partenza da Amantea sabato 25 alle ore 5,20 con piacevole andatura e fermate di rito.
Il traghettamento come sempre ha rappresentato un evento nell’evento con la solare giornata che ha concesso la vista su Scilla e Cariddi. Abbiamo percorso l’A20 Messina-Palermo arrivando nel capoluogo siciliano ad ora di Pranzo.
Prima tappa il lungomare di Mondello per consumare il pranzo a sacco in un contesto che mostrava il famosissimo litorale palermitano con la livrea agostana: km di spiaggia affollati e il movimento tipico della bella stagione.
Seconda tappa Monreale. Chi ha già visto l’impareggiabile bellezza del Duomo sa di poter appagare il desiderio di una superiore bellezza; chi fa ciò per la prima volta rimane stordito da questo assoluto capolavoro d’ogni tipo d’arte che stupisce dal lontano 1174.
Gran parte di noi hanno sfidato i ripidi 150 gradini per salire sul tetto della chiesa per ammirare lo stupefacente chiostro e il vasto panorama della Conca d’Oro che accoglie Palermo. Un giro tra i vicoli e sul belvedere ha concluso la visita a Monreale.
Terza tappa su verso Monte Pellegrino per visitare il famoso Santuario di Santa Rosalia. Oltre le motivazioni di fede che portano qui tanta gente, la suggestione pervade anche i laici per l’armonia architettonica esterna e per la cavità interna disposta a struttura religiosa.
Tanti eccellenti personaggi del passato hanno calcato e raccontato questo luogo. Una lapide ricorda il passaggio di Goethe nel 1787 che scrisse: «Giunti alla vetta del monte, dove questo forma come una nicchia nella roccia, ci troviamo di fronte ad una parete a picco alla quale la chiesa ed il convento sembrano appesi. (Leggi tutto).

Si va in albergo. Ci accoglie una struttura nella vicina Isola delle Femmine ai confini con Capaci, luogo che ha segnato un’epoca di sconvolgenti episodi.
Alla cena fa seguito una passeggiata sul lungomare che ricorda quello di Falerna e Gizzeria per la contiguità indistinta.
La sveglia anzitempo di domenica è preludio di una intensa giornata.
Incontriamo in centro la guida che c’illustra dettagliatamente ci che vedremo.
Cominciamo da mercato di Ballarò; i due secoli di dominazione araba si vedono e si sentono tutti. Nel 2009 feci un viaggio in Egitto e trovo incredibilmente somigliante questo contesto ai mercati del Cairo.
Abbiamo attraversato parte del mercato, abbiamo comprato e degustato le tipicità, in particolare pane e panelle che è il vanto del luogo.
Lasciato Ballarò ci siamo inoltrati nel centro storico di Palermo che, fuor d’ogni dubbio, può essere considerata una delle maggiori capitali del turismo d’arte del mondo. Occorrerebbero giorni e giorni per vedere compiutamente ciò che la capitale sicula offre. Tante ne abbiamo viste, toccate, sfiorate. Cito quelle maggiori: La cattedrale, il Teatro Massimo, Piazza Pretoria (della Vergogna), Chiesa della Martorana, Cappella Palatina, Palazzo dei Normanni. Un insospettabile elemento di distinzione sono i tantissimi giardini in ogni dove molto ben tenuti.

Dopo una stordente mattinata d’ammirazione siamo rientrati in albergo per il pranzo e subito via per l’ultima tappa che ci porta a Cefalù.
Toccai questo suolo nel lontano 1970 da militare (diciamo un po di tempo fa).
Gli occhi e la mente di oggi consentono di apprezzare meraviglie della natura e garbo dell’umana specie. Stimo Cefalù un superlativo incrocio tra Tropea e Chianalea. Non se la prenderanno gli amici siciliani se dico che la parte che somiglia a Tropea è più bella a Tropea così come quella che somiglia a Chianalea è più bella a Chianalea.
Ma la differenza la fa quel capolavoro di Duomo edificato da Ruggero II d’Altavilla, re di Sicilia, Puglia e Calabria, nell’anno 1131.
Il tempo della foto ricordo e della degustazione di un particolare yogurt che si sono inventati da queste parti è l’ultimo spazio che ci privilegiamo di godere in questo superbo contesto.

Si sale in pullman a confrontarci, a sonnecchiare, a rosicchiare dolciumi, a cantare quelli sul fondo (sempre così), avvicinandoci allo Spartivento, risalendo verso quella Calabria Citra che stenta ad arrivare.
Antonio Cima 27-04-2015
I dovuti ringraziamenti all'agenzia MUFASA che ha coordinato il viaggio e le visite con la dovuta professionalità.

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