Gita autunnale a Tiriolo

tiriolo gita prospettive amantea   Gita a Tiriolo tra Pacchiane e Archeologia
Un gruppo di amanteani ad ammirare bellezza e decoro

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Qualunque luogo visitato in una giornata di tarda primavera fa la sua bella figura. Ovunque c’è un po di verde, una fontana, una chiesa antica, una panchina all’ombra accarezzata dallo zefiro di stagione, un negozietto tipico. Anche se tale luogo è oggettivamente poco consistente, una volta che ti trovi li nel periodo più vivace dell’anno vivi il vivibile e probabilmente non vi passerai mai più.
Ma se in un luogo ci vai in tardo autunno, in una giornata piovosa, a districarti tra ripari e ombrelli, a bilanciare i tempi all’interno e quelli per strada, a prolungare la visita al museo, a girare a lungo il cucchiaino nella tazza al bar, a sfidare il vento che li non manca, se tutto ciò succede e rientri a casa soddisfatto e arricchito di nuove conoscenze, ebbene si, senza indugi puoi affermare di essere stato in un posto di eccellenza, perchè tale appare ed è Tiriolo disposto nella zolla di terra più stretta d’Italia tra il Tirreno lametino e lo Jonio catanzarese.
Così è stato per un gruppo di non giovanissimi viandanti amanteani che domenica 22 novembre 2015 si sono avviati in pullman per il magnifico borgo tiriolese. La gita organizzata dall’associazione Prospettive con soci e amici, ottimizzata con un attenta programmazione che ha consentito, nonostante il tempo autunnale, di visitare quasi tutto del paesino delle baccanali. 
continua dopo le foto     vedi anche foto paesaggistiche di Tiriolo


Ancor più il programma riesce se trovi una guida vivace e preparata come la brillante Antonella che ogni minuzia del paese ha illustrato con coinvolgimento.
In pullman più persone si sono espresse per un ritorno in primavera per poter spaziare maggiormente negli ambiti limitati oggi dalla pioggia oltre che dalla brevità del giorno.

Siamo arrivati in paese poco dopo le ore 9; accolti da Antonella, prima tappa il Museo del Costume con quello della Pacchiana di Tiriolo e decine di teche con abiti tipici di tutti i paesi calabresi con tale specificità. Ciò è frutto di mirati fondi europei.
Si prosegue per l’Antiquarium Civico ove emergono la tomba brettia a camera del IV secolo a.c. trovata in località “Castaneto” e l’ampia sala espositiva con innumerevoli reperti dei vari insediamenti archeologici del territorio. Anche questo realizzato con POR.
Alle spalle della struttura quello che era il campo sportivo attualmente area di scavi che promette consistenti ritrovamenti.

Terza tappa il “Museo della Religiosità e dell'Arte Sacra; un vecchia chiesetta adattata a museo con tante opere pittoriche, affreschi pregevoli, ed elementi ornamentali di rilievo. Per non perdere il “vizio” fondi comunitari anche per questo.
Ci avviamo verso il centro storico attraversando rapidamente, e senza fermarci, l’accogliente piazza Italia, la passeggiata belvedere, la statua della pacchiana, il monumento di Ulisse, l’obelisco della Immacolata, il palazzo degli Alemanni del XVIII sec.
Le signore del gruppo entrano in un negozio di belle cose locali, alcune per guardare altre per comprare.
Per strada si notano alcune grandi foto disposte sui muri come quadri a mostrare aspetti della vita del paese. Guardando da vicino il telaio che le sorregge si legge: realizzato con fondi comunitari, anche queste, con la misura 321 titolata “Servizi essenziali per l’economia e la popolazione rurale”.

E qui ti assale lo sconforto di vivere, noi amanteani, in una cittadina appellata come la terza d’Italia che, ahinoi, in queste, ma anche in altre cose, è molto indietro in tante classifiche. Quante opportunità mancate con PON, POR, FSE, FESR. E’ che risultati hanno dato i pochi attivati?
E intanto la villa di Temesa dorbicata e umiliata dal 2010 in un suolo ancora privato che poteva, e doveva, essere espropriato con i soldi spesi nel gozzoviglio dell’estate 2015.
Il Convento del Collegio avvolto dal tanto ferro duro e freddo come la mente e il cuore di vari esecutivi.

Ma torniamo a Tiriolo, alla visita che procede salendo verso il centro storico. Alcuni antichi palazzi, chiese trasformate in musei, una composta ed essenziale toponomastica, le foto che ci accompagnano fino alle rovine del castello normanno, fino alla chiesa della Madonna della Neve ove l'intraprendente Antonella prende posto davanti al leggio per raccontarci di questa chiesa, della fonte battesimale del 1710, di un crocifisso di data incerta (forse XVI secolo), della pavimentazione a mosaico, di varie statue ed eventi che in questa luogo sacro si svolgono.

E’ ora di pranzo, andiamo nel paesaggistico ristorante che, oltre al buon cibo, bisognerebbe pagargli anche le viste panoramiche quasi uniche con il Tirreno ad ovest e  lo Ionio ad est contemporaneamente. Solo in tre luoghi del circondario ciò è possibile.

Un pranzo a base di pietanze assolutamente calabresi. La nostra cucina, a mio parere, tra le cucine basate su elementi poveri è di gran lunga la più consistente e articolata.

Arriva il caffè che chiude il pranzo, il sole fa capolino tra le mura di nuvole che nascondono in gran parte il Tirreno, il disco rosso è in verticale su Capo Vaticano ma presto si tufferà più a nord tra le Eolie.
Prendiamo a scendere con il passo del dopo pranzo ripercorrendo la strada del mattino. Velocemente arriviamo in piazza Italia per ammirare ciò che in essa si erge. L’incessante divulgazione della guida si sofferma sulla statua di Ulisse che studiosi tedeschi sostengono essere passato da queste parti. Chissà da quante parti è stato Odisseo, perché no anche a Tiriolo.
Il sole si è già inabissato, la luce è quella fuliginosa della sera di tardo autunno, ancora una sosta in due negozi di belle cose locali.
Alla spicciolata il gruppo si ricompone in pullman, l’appello, ci siamo tutti, si rientra.
Il primo vociare inizia dai sedili in fondo, è sempre così. L’inevitabile cronaca della giornata trova tutti d’accordo: è stata veramente una bella giornata, si, certo, da ripetere in primavera.
Antonio Cima 24-11-2015
Vedi video degli anni '50 sulla Calabria con uno spaccato su Tiriolo
 

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