Salvatore Amendola, così la Sanità calabrese

amendola salvatore Salvatore Amendola, Cgil-Spi di Amantea
SANITA'...PARTIRE DAL TERRITORIO
Occorrono investimenti e organizzazione per la Sanità calabrese

SANITA’     ==   Pagina sette de “ Il Quotidiano del Sud “ del 7 maggio 2015

amendola SalvatoreHo letto con attenzione, cercando di capire quali sono le vere intenzioni della Regione, l’articolo pubblicato a pagina sette de “Il Quotidiano del Sud “ del 7 maggio 2015” che informa i calabresi sull’incontro avvenuto tra Sindacati, Giunta Regionale e i Commissari per discutere sul ” Piano di rientro e riqualificazione della Sanità Regionale”.

Nell’articolo si colgono le buone intenzioni del Presidente che annuncia 300 assunzioni nella sanità, intervento per porre fine all’emigrazione sanitaria verso altre regioni che nel 2014 ha avuto un costo, per la Regione, di 260 milioni.

Inoltre, il Presidente assicura, che sarà avviato un esame approfondito sulla problematica dei ticket sanitari e verrà data un’accelerazione alla costituzione delle “CASE DELLA SALUTE ed ai nuovi ospedali”.

Non conosco esattamente i termini veri dell’eventuale accordo sottoscritto, ma ritengo che ogni cittadino, debba essere informato sull’operazione “ SANITA’ ” ove non chiamato direttamente a partecipare.

Gli interventi sulla sanità calabrese degli ultimi anni, malgrado l’abnegazione di tanti operatori del settore, hanno sempre causato: disavanzi finanziari, inefficienza, limiti strutturali e strumentali per l’efficacia nelle cure, aumento dell’emigrazione verso altre regioni. La valorizzazione delle eccellenze esistenti vanno ulteriormente potenziate ed estese, coinvolgendo cittadini ed Enti locali sulle future scelte.- (conferenza dei Sindaci)-

Occorre, pertanto, un adeguato piano d’investimenti per programmare interventi adeguati ai tempi ed alle nuove esigenze dei cittadini per una “sanità di qualità diffusa nei territori” secondo il dettato Costituzionale.

Quindi, prioritariamente, vanno attivati: interventi per una gestione razionale delle risorse umane e finanziarie, per la lotta agli sprechi, alla corruzione e a quant’altro non rende “libero ed efficace” il sistema sanitario nella nostra Regione. Ciò per dare una maggiore aspettativa e qualità di vita ai cittadini con adeguati interventi sanitari.

Vanno bene 300 nuove assunzioni, va bene rivedere la politica dei ticket, è bene, però, discutere sui nuovi ospedali la cui funzione deve essere quella di garantire, come detto sopra, interventi di eccellenza sanitaria in Regione.

Sono convinto che, in questa fase, tutto ciò richiede la riorganizzazione delle strutture e delle risorse esistenti per essere più adeguate ai bisogni sanitari dei calabresi.

Un ruolo fondamentale nei territori calabresi ricopre la” Casa della Salute” che rappresenta l’istanza immediata alla domanda di salute dei cittadini, così come ormai da tempo avviene in tante altre Regioni del territorio nazionale.

Quindi, territorio come centralità dei bisogni dove si intercettano e si interpreta la domanda di assistenza, si individuano le fonti del disagio, si incontrano la programmazione sociale e quella sanitaria; si portano i servizi vicino alle persone e in forma partecipata; si afferma in modo compiuto il diritto alla salute e al benessere.

E’ utopia lavorare per affermare e realizzare momenti di unità fra cittadini, istituzioni e servizi per programmare insieme il futuro del nostro territorio?

E’ risaputo che un’ alta percentuale di patologie può essere affrontata fuori dall’ospedale con la prevenzione che, grazie alla ricerca biomedica, tecnologica e alle nuove metodologie terapeutiche, porterebbe gli ospedali a dimezzare i ricoveri.

Nella nostra Regione la gestione della sanità, come tutti sanno, ha creato un debito impressionante. Il solo piano di rientro non risolve il problema se contemporaneamente non si programmano investimenti volti a qualificare la spesa per una maggiore qualità delle prestazioni sanitarie

La Casa della Salute ,quindi, non costituisce un antagonismo tra territorio e ospedale, ma serve per evitare: liste d’attesa infinite, diseguaglianze, difficoltà di accesso alle reti dei servizi pubblici ed ai rischi ticket.

Questi problemi si possono affrontare e risolvere con l’istituzione della Casa della Salute, che prevede maggiore integrazione tra persone, istituzioni, tra cittadini e servizi pubblici che, attraverso il punto unico di accesso, prende in carica la persona bisognosa e ne disciplina e indirizza ogni richiesta di intervento.

La Lega Spi - Cgil di Amantea, in tempi non sospetti, ha sollecitato cittadini e amministratori a prendere coscienza dei problemi e lavorare per programmare un nuovo e moderno welfare   (socio – sanitario integrato ). Come già ricordato, la sanità nella nostra Regione ha raggiunto livelli insostenibili di inefficienza e indebitamento non paragonabili ad altre realtà italiane.

Ricordo che, in una situazione di crisi sanitaria come questa, presidenti, assessori, sindaci che vogliono realizzare una sanità pubblica misurata sui bisogni dei propri cittadini hanno dalla loro parte le leggi 229 e 328.

La novità dovrà essere solo una, aprire alle istanze locali e dei cittadini perché, questi, per esperienza personale diretta o indiretta, hanno una propria idea di cosa significhi salute e malattia. Tutto ciò diventerebbe la molla per la loro partecipazione al progetto salute.

Salvatore Amendola  18-05-2015
Segretario Lega SPI-CGIL
Comprensorio di Amantea

 

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