Marchio d'Area, guardiamoci dentro

cima antonio Marchio d’Area “Antica Temesa” di Antonio Cima
Quello che è possibile immaginare....
... quello che è dato vedere
compreso i totem imballati nel sottoscala del comune

Premessa
Oggetto di questa pagina è il Marchio d’Area “Antica Temesa”. E’ opportuno citare inizialmente quanto risulta in essere relativo alla spesa di 300.000 euro, seguono poi gli approfondimenti.

esistono:
- un sito web (www.anticatemesa.it ) che in modo imbarazzante riporta ancora sulla home gli annunci degli incontri estivi. Un sito ritenuto privo di reale pregnanza ma normalmente fruibile. Va aggiunto che essendo sito istituzionale di recente attuazione per legge doveva essere .gov e non .it, lasciamo stare. Nessun sito dei cinque comuni del marchio ha un link su questo sito.
- una pagina FB con in primo piano una gran bella foto delle isole Eolie che con il Marchio d’Area c’entra come gli sci da neve d’estate a Capri, ferma al 21 settembre, intrisa di locandine promo di lavori fatti, con 67 “Mi piace” cioè inattiva.
- un canale Youtube completamente vuoto.

- un profilo twitter fermo al 18 settembre con numeri che parlano da soli: Tweet 51, Following 28, Follower 23, Mi piace 40, ovvero fermo.
-catasti di varie carticelle turistiche, da tutti considerate inadeguate, ammucchiate in un locale.
-totem digitali imballati e conservati nel sottoscala del municipio di Amantea.
Da tener presente che i lavori del Marchio sono ufficialmente conclusi e i 300.000 euro spesi.

Ora andiamo avanti nella narrazione e nella disquisizione.
Recentemente sono stato in gita a Tiriolo. Una località a ridosso di Catanzaro che brilla per la capacità di esaltare ciò che ha. Girando in lungo e largo per le vie del paese ti colpiscono le tante, innumerevoli opere realizzate con fondi comunitari. Percepisci chiaramente che più amministrazioni si sono prodigate in tale ambito acquisendo continui finanziamenti che hanno dato al luogo una valenza culturale e turistica interamente originata dai FSE.
E siccome Obsequatur denti superambula lingua dolenti tocca parlare di Amantea che in questo ambito, ahinoi, non è mai riuscita a districarsi e quando è capitato…meglio non parlarne.

Succede così che ad Amantea arrivano dei fondi europei per realizzare il PISL “Antica Temesa” coinvolgendo anche i comuni di Aiello, Serra d’Aiello, Lago, Belmonte.
Due filoni di 300.000 euro ciascuno, uno per il Marchio d’Area con capofila Amantea e uno per il “Parco Tematico” con Capofila Aiello. Le realizzazioni sono andate avanti in modo asincrono e in futuro dovranno dialogare (gulp).

Soffermiamoci sul Marchio d’Area “Antica Temesa” che ha visto la governance del comune di Amantea. Ribadiamo che la fase esecutiva dei lavori è ufficialmente completata e che tutto ciò che è contemplato nel capitolato dovrebbe mostrare la sua consistenza.
E’ opportuno rimarcare che questa faccenda del Marchio era avviata all’oblio (come tante) se alcuni amanteani di buona volontà non avessero deciso di guardarci dentro.
Sul web e sulla carta stampata delle ultime settimane si sono avvicendati punti di vista con toni accesi. Dalle dichiarazioni lette emerge la mancanza di coinvolgimento delle competenze diffuse nel territorio e dei soggetti, a vario titolo, annoverati nella partnership Pubblico-Privato, conditio sine qua non per la nascita di un PISL.

Quello che è stato realizzato è più o meno noto; a parte dichiarati spazi di visibilità in giro da qualche parte (citati dal comune di Amantea), i vari convegni divulgativi nel territorio, ciò che è dato vedere e toccare è quanto inizialmente elencato.
Durante i vari incontri sul Marchio d’Area, a volte con relatori preponderanti rispetto agli uditori, è stato ripetuto ossessivamente che quanto realizzato finora è una scatola vuota , che ora i cinque comuni coinvolti devono organizzarsi per riempirla.
Quindi rimettere mano agli spazi web, integrare le risorse del territorio, correlarsi con i circuiti turistici, creare risorse tecniche, coinvolgere e formare risorse umane. Resta solo da decidere chi, come, quando, dove, con quali soldi.

amantea marchio area totem 1Totem digitali
In tale discorso emergerebbe la costituzione di info point e l’installazione di totem digitali.
Non evidenziandosi nulla su tali punti è lecito interrogarsi se e come avverrà.
Saranno installati in ogni comune? Considerando l’ampiezza dei territori è presumibile che Amantea ne debba avere più d’uno. In realtà cosi appare guardando le scatole nel sottoscala del palazzo municipale. Da più parti ci si chiede se tali strumenti “abbandonati” nel sottoscala comunale dovevano essere solo forniti o se, a tal punto, dovevano essere in funzione?
E’ probabile che risposta non arriverà cosi com’è presumibile che la questione non sia mai stata argomento di valutazione nel Palazzo.
Considerando lo stato disarmante del sito web (vorrei conoscere chi ha scritto quei testi basati genericamente su Wikipedia per stringergli la mano) non oso neanche pensarlo che qualche contenuto sia stato predisposto per i totem digitali.

Esistono sommariamente due tipi di totem. Quelli funzionali nelle stazioni utilizzate come biglietteria e per info sugli orari e tratte, e quelli con finalità turistiche.
Quelli turistici sono prevalentemente di due tipi:
1) a scorrimento fisso con contenuti visivi dei territori; la fruizione è passiva come al cinema;
per questi è relativamente agevole creare e sequenziare elementi essenziali dei luoghi;

2) quelli più propriamente utili al turista sono dei veri sistemi informatici con tutte le informazioni sul territorio e la possibilità d’interagire con la logica web.
In ogni caso devono essere riempiti di contenuti; ciò è molto impegnativo perché, oltre al software, occorrono moltissimi elementi documentali (foto, video, testi, piantine, …) su storia, monumenti, risorse ambientali, personaggi, percorsi, eventi, enogastronomia, ricorrenze. In parte solo visivi, in parte musicati, in parte parlati.
Se saranno collocati in ogni paese il tutto si moltiplica; se posizionati solo ad Amantea vi sarà l’onere di produrre e documentare anche gli altri quattro luoghi altrimenti che Marchio d’Area sarebbe.

A tutto ciò si aggiunge quello che è l’aspetto logisticamente più intricato. Sono supporti da ambiente riparato, possibilmente chiuso. Possono teoricamente stare anche sotto apposite tettoie all’aperto, nei punti di maggiore frequentazione, ma tra intemperie e vandalismo non durerebbero molto. La soluzione al chiuso richiede un locale, e qui si dispiega un ginepraio: apertura, chiusura, sede, costi.
Se, per esempio, si decidesse per il comune, non vi sarebbero costi e sarebbe facilmente tutelato. Questa soluzione, però, non avrebbe alcuna efficacia perché lontana dalle zone nevralgiche e fruibile solo per tempi ristretti e parziali.
Il locale più idoneo sarebbe quello riservato all’Ufficio del Turismo in via Margherita, ma richiederebbe una presenza costante (in giugno-settembre tutti i giorni), con costi da valutare.
Lo stesso discorso va fatto per Campora con complicazioni ancora maggiori.
Sono personalmente convinto che nel Palazzo tali aspetti (che sono elementari ed ovvi) mai siano stati presi in considerazione, come consuetudine vigente.

Come continuerà l’intero progetto è cosa assai ardua immaginare. In realtà gli altri comuni sembrerebbero praticamente disinteressati, se futuro ci sarà ricadrà interamente sulle spalle di Amantea.
Se gli amministratori di corso Umberto continueranno nella solitudine decisionale probabilmente s'inventeranno un modo per far sembrare la cosa vitale: inutili pannicelli caldi.
La soluzione può arrivare solo dal coinvolgimento delle competenze del territorio. Ciò sarebbe favorito con un gesto simbolico simile a quello di Enrico IV nei confronti di Gregorio VII, magari per un solo giorno.
Antonio Cima 27-11-2015      per commentare  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
1) commento di Peppino Aloe
E' miserevolmente avvilente dover leggere sempre su Webiamo delle inefficienze che avvengono ad Amantea. Mi ricordo che una volta una persona, si chiedeva su Webiamo perchè non viene mai citata Amantea e la Calabria per cose buone. La classe politica e quelli che sono in posizioni di comando sono quelli che ci meritiamo! Perciò.....campa cavallo che l'erba cresce.Peppino Aloe.
risposta di Antonio Cima - caro Peppino ho compassione per costui che certamente non sa leggere e scrivere e forse è anche un po idiota; il sito è stracolmo all'inverosimile delle cose buone di Amantea e della Calabria. E' come accusare la Basilica di S.Pietro di non avere simboli della cristianità.
2) commento di Peppino Aloe
..... Pure l'Omo cianno' ma ne la furia de dimostraje la pietà cristiana, invece de strilla ' povera pecora! Strillò povera lana. Antonio per non avere avuto la pazienza per interpretare lo scritto di chi non sa scrivere (io) e per difendere il suo ottimo prodotto, ha preso cappello..... Complice io e il fatto che mi sono dimenticato che ora si può commentare senza limiti, e' saltato fuori un mio commento che deve essere appunto interpretato. Miserevole e avvilente e' riferito ai nostri amministratori che con il loro comportamento non danno occasioni per far parlare bene di se stessi dagli Organi di informazioni e di opinioni quale Webiamo. Ecc. Per quanto riguarda invece la persona che ho citato, chiarisco meglio. Lui commentando un qualche cosa di buono che era avvenuto ad Amantea e prontamente riportato da Webiamo, auspicava che le buone cose avessero risonanza anche sui Media nazionali. Fine

Totem depositati nel sottoscala comune di Amantea
amantea marchio area totem 1
amantea marchio area totem 2

materiale promo in un deposito comunale da distribuire in futuro
amantea marchio area totem 3

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