Fidapa, visita al Santuario di S.Francesco

paola santuario luoghi Con l'associazione Fidapa
Incontro con i luoghi sacri del Santuario di Paola
Apertuta della Porta Santa Giubilare
Visita ai luoghi di San Francesco
Eccezionale ingresso nella storica biblioteca monastica

E’ cosa nota che le sezioni Fidapa, di qualsiasi luogo, oltre che per ossequio allo statuto, hanno innata la vocazione per attività che spaziano in varie direzioni del sapere e del sociale.
E’ ricorrente assistere ad iniziative in ambito artistico, ambientale, religioso, scientifico, storico, letterario ecc. Tutto ciò avviene in auditorium, sale conferenze o portandosi nei luoghi d’interesse sulla tematica sviluppata.
Generalmente viene affrontato uno specifico profilo conoscitivo trattato da vari punti di vista.
Quello che si è visto sabato 13 febbraio 2016 nel Santuario di San Francesco a Paola va ben oltre il consueto.
Organizzato dalla Sezione di Paola, presieduta da Corinna Valenza, con il coinvolgimento delle fidapine di Amantea e Cosenza,
si è svolto un vero e proprio evento che ha legato magnificamente arte, storia, cultura e religione nel contesto calabrese che più d’ogni altro tutto ciò può comprendere.
Tra pomeriggio e serata un continuo di coinvolgimenti sapientemente organizzati con guide mirate ai vari temi. Ai contenuti propri del sapere si è sommato l’evento nell’evento dell’apertura della Porta Santa correlata all’Anno Giubilare della Misericordia per il quale il santuario di Paola è stato indicato come Santuario della Misericordia, così come San Bernardino di Amantea.
Nell’ampio programma sono stati coinvolti i vertici francescani, dell’amministrazione comunale di Paola, delle sezioni Fidapa partecipanti (vedi locandina a fondo pagina).
Un significativo contributo è stato assicurato anche dalle volontarie del Giubileo nonché accorte guide turistiche indispensabili al buon andamento dell’intera visita.

Le fasi della visita al Santuario


Apertura Porta Santa
Come da programma alle ore 15 raduno all’inizio del colonnato. Padre Domenico Crupi coordina
il gruppo che insieme alle fidapine vede presenti le volontarie del giubileo che più avanti diventeranno preziose guide.
Si avvia il breve corteo con in testa la croce, su cui è fissato il simbolo del Giubileo, portata da una donna della composta aggregazione. Lungo il breve tragitto che attraversa il viale, per concludersi sotto il grande arco conventuale, l’officiante legge le preghiere da un libercolo del giubileo consegnato ad ognuno dei presenti. La breve processione si ferma davanti alla porta d’accesso alla cappella di San Francesco; altri minuti di preghiera e si compie l’atto tanto atteso dell’apertura della Porta Santa. Il cammino si ferma davanti all’altare della navata destra con il completamento delle orazioni giubilari. Si conclude così la parte prettamente religiosa dell’incontro con il Santuario.

Saluti nell’auditorium
Come si conviene in tali circostante risulta essere doveroso un breve incontro per i saluti, l’illustrazione del programma, i ringraziamenti. Fidapine e altri ospiti seduti nelle prime file molto attenti al dire dei sei relatori (vedi locandina a fondo pagina) che consistentemente hanno illustrato le finalità della visita.

In giro per il Santuario
Il vasto assembramento si scompone in tre piccoli gruppi ognuno dei quali affidato ad una ragazza volontaria-guida. Prima che faccia buio vengono visitati i luoghi esterni così fortemente significati nella vita del Santo dei calabresi. La Carcara, la Cucchiarella, la bomba, il Ponte del diavolo, ecc.
Sono luoghi già conosciuti da tutti i presenti, ma illustrati minuziosamente dalle oculate guide arricchiscono ulteriormente la conoscenza storica di quanto è dato rivedere.
Sopraggiunge il buio che invita tutti a procedere con quanto ancora c’è da vedere all’interno.


Visita alla Biblioteca monastica.

Vari sono i motivi di questa visita che fisseranno nella mente dei partecipanti quanto ammirato. Ciò che certamente si eleverà sopra ogni cosa sarà l’ingresso nella mitica Biblioteca monastica.
Tutte le persone presenti sono avvezzi ai libri per studio, per lettura e per il piacere di averli.
Ma trovarsi in tale contesto sovrasta tali motivazioni: basta solo guardarli.
Migliaia di volumi, dal 1500 a seguire, d’ogni ambito dello scibile umano, disposti su scaffali che vanno oltre la lettura, adagiati come a mostrarla l’umana storia.
L’accorto padre Domenico Crupi parla con accortezza ma più che il sentire prevale l'ammirazione.
Poi il disponibilissimo frate prende il registro delle firme e ci mostra la pagina in cui sono riportati i tratti autografi di Papa Giovanni Paolo II del 5 ottobre 1984.
Con la commozione di alcuni e con il passo all’indietro di altri usciamo da questa sala oggi straordinariamente aperta come succede solo in rare e mirate occasioni.

La pinacoteca – mostra su San Nicola Saggio da Longobardi


Dopo la Biblioteca monastica la visita si è conclusa nella vasta sala che accoglie centinaia di opere dedicate al santo di Longobardi e varie sull’Ordine dei Minimi al quale appartenne.
Dopo la canonizzazione di Nicola Saggio avvenuta nel 2014 (nato a Longobardi nel 1650 e morto a Roma nel 1709) è stata avviata una raccolta in tutto il mondo di opere che lo riguardano. Una varietà incredibile di tele, disegni, bozze, foto con riproduzioni di opere, cimeli a lui appartenuti, testi, reliquie, opportunamente suddivise in aree per epoca e contenuti.
Il privilegio di avere come guida l’acculturato padre Domenico Crupi ha consentito un significativo approfondimento sul santo del nostro comprensorio.

La nebbia sul Santuario


Fin dal primo pomeriggio una consistente nebbia stazionava sui rilievi alti dell’appennino paolano. Con l’avanzare della sera la bianca coltre ha preso a scendere fino all’abitato marino.
Nel fiabesco contesto del santuario si è adagiata su ogni dove creando straordinarie suggestioni, sostenuta dai riflessi dei lampioni che ancor più hanno esaltato il paesaggio.
La visita completata con il buio si è pregiata di tale inconsueto contesto.  


Il contesto architettonico del santuario

In questo luogo, frequentato in prevalenza per motivazioni religiose, in realtà si può venire anche per ammirarne i contenuti paesaggisti, architettonici, ambientali.

Il santuario è incastonato in una vallata di straordinaria bellezza in cui scorre il fiume Isca.
Il complesso conventuale racchiude i luoghi prevalenti della vita di San Francesco tanti dei quali correlati a miracoli: la Carcara, la Cucchiarella, la Bomba, il Ponte del diavolo, gli ambiti domestici interni.
E' opportuno, ovviamente, arrivare con elementi documentali o, ancor meglio, accompaganti da accorte guide turistiche come oggi è avvenuto per interessamento dell’organizzazione Fidapa di Paola compiutamente disposta dalla presidente Corinna Valenza.
Antonio Cima 15-02-2016
fidapa santuario paola

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