Amantea, in alto mare senza bussola

amantea pista ciclabile Amantea, troppe cose non vanno,
non si può sempre girare la testa dall’altra parte

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Ad Amantea, da oltre due anni, il quadro complessivo va progressivamente degenerando; tanti sono gli aspetti in decadenza finanziaria, amministrativa, urbana, etica. Tanti acuti dolori pungono, ma dedichiamo questa pagina ad aspetti del quotidiano che dovrebbero andare decisamente per un altro verso.
Diceva Totò “ad ogni limite c’è una pazienza”. E ce ne vuole proprio tanta per tollerare le inesattezze (eufemismo) di Palazzo sulle opere appena consegnate alla pubblica fruizione e sulle invettive dirette ai cittadini per lo sversamento della fogna in mare nella zona lungomare nord.

Sversamento fognario lungomare nord
Cominciamo da quest’ultima sulla quale non ho preso parte, sulla quale non ho mai preso parte. Ho tanti di quei video e foto di deflussi fognari in mare negli ultimi sette anni che se ne avessi pubblicato solo la metà i turisti non scenderebbero a sud di Paola e non salirebbero a nord di Vibo. In realtà tutto ciò che ho considerato estremamente negativo per l’immagine di Amantea mai ha trovato luce su questo sito.
Pur essendo questo il mio personale approccio (avendo per vocazione il bene di Amantea quotidianamente mostrato e raccontato) non posso accettare la presa di posizione dei vertici comunali che tuoni-lampi-fulmini-saette hanno lanciato nei confronti di persone che, a vario titolo, dell’argomento hanno parlato e scritto mostrandolo su web e giornali. Sembrerebbe quasi che la colpa sia stata di queste persone e non della inefficienza amministrativa incapace di garantire la manutenzione ordinaria di un impianto di primaria importanza; amministrazione distratta da feste, festini, sfilate, miss, palchi e passerelle.
L’accadimento è apparso eclatante perchè successo in un pomeriggio di agosto; la stessa evidenza non emerge nelle decine (varie decine) di volte all’anno che succede, prevalentemente di notte o in momenti di sopito interesse.
fogna lungomareLa foto, di qualche tempo fa, mostra il solco che abitualmente si forma nella zona in questione. Arriva ad oltre un metro di altezza e per realizzarsi occorrono continui e prolungati sversamenti. Basta guardare la stratificazione della sabbia per capire.
In tali casi è difficile che tutti i cittadini si girino dall’altra parte; quel che succede richiede un cambio di rotta nella manutenzione preventiva procurando risorse finanziarie negli ambiti in cui è il comune a girarsi dall’altra parte, colpevolmente.

Chiesa di San Francesco.
amantea san francescoNe ho fatto quasi un obiettivo personale organizzando continue visite di gruppo, dedicando tempo e fatica (il mio tempo e la mia fatica come faccio da anni) senza che di ciò me ne venga qualcosa oltre alla soddisfazione di essere utile all’immagine di Amantea. Ovviamente in questo continuerò nonostante la negligenza della politica che ignora gli elementari obblighi di estetica inaugurando una importante risorsa con un cancello arrugginito di cantiere, senza una panchina, senza un cestino, con i bagni inutilizzati (probabilmente non funzionanti), senza una targa, senza alcuna segnaletica. Un vuoto raccapricciante dei minimi concetti di immagine turistica.

Pista ciclabile
Una strada normalmente carrozzabile chiamata vergognosamente pista ciclabile. Più volte, col senno di prima, fin dall’apertura senza inaugurazione, ho evidenziato le lacune che oggi emergono. A volerle dire tutte tanti sono gli aspetti che richiederebbero una rivisitazione con il codice in mano.
Tralasciamo la incipiente decadenza di gran parte del fondo stradale, gli spigoli vivi, la rozzezza estetica, l’assenza di aree di sosta. Il tratto a sud del ponte Colongi sta diventando un canneto. Il servizio preposto non può intervenire perché troppo occupato da fine luglio nella grotta.
La cosa raccapricciante, e sommamente pericolosa, è rappresentata da quei 500 metri, a cavallo del Colongi, che non sono segnalati come pista ciclabile con conseguente affluenza ordinaria di auto nei due sensi.
Stante la segnaletica è legittimo andare in quel luogo con l’auto. Ora bisogna chiedersi se un’opera finanziata come pista ciclabile, certificata come tale, possa accogliere traffico automobilistico. Dovesse succedere qualcosa non si sa quante responsabilità scatterebbero.


Invasione della spazzatura
Anche in questo caso v’è stata una reprimenda di palazzo contro i cittadini trasgressori. Ci sta tutta, ma poi occorre anche riflettere. Va da sè che chi butta la spazzatura per strada è prevalentemente quella parte di popolazione che non ha ritirato i mastelli, che non paga tributi comunali, in aggiunta ad alcune attività commerciali che trovano ciò più sbrigativo.
amantea spazzatura 1Vuoi vedere che gli amministratori sono all’oscuro su questo chiaro quadro?
Amantea non è città paritariamente ricca o benestante. Esistono frange di popolazione con disagi oggettivi che non consentono di adempiere agli obblighi tributari comunali. Tali famiglie sono ampiamente giustificate, dovrebbero essere ufficialmente e legalmente esonerate.
Ma ad Amantea più del 50% dei contribuenti lascia le bollette nei cassetti e non è certo di tali dimensioni l’area del disagio.
La verità che tutto ciò è figlio di una dissennata politica clientelare che ha riempito gli scranni consiliari di generazioni di amministratori compiacenti che hanno originato e favorito questo fenomeno.
Nel costume politico amanteano, ogni consigliere comunale di maggioranza ha sempre avuto in testa una mappa mentale (come un foglio excel) con la chiarissima classificazione del quadro relazionale, di chi paga e chi no, di chi ha avuto, di chi dovrà avere, di chi la lampadina, il marciapiedi, il muretto, il certificato, la 104, e così via.
Ad Amantea da anni si è affermato un nuovo principio matematico: la possibilità di essere rieletti è direttamente proporzionale alla quantità di spazzatura per strada, ovvero alle bollette non pagate. Provate a chiedere a chi questo ruolo ha ricoperto e ricopre se è possibile rinunciare a tale assioma.

Ponte della Staccia, ovvero del demonio
Chi è abituale di Webiamo, ma anche solo occasionale, ha avuto modo di leggerne tante sull’argomento. A fare un minimo di ricerche si trovano molti servizi. In verità non vorrei più parlarne, ma, avendolo sotto casa, passando nei pressi più volte al giorno, diventa impossibile chiudere sempre gli occhi.

ponte staccia amanteaTralasciamo l’estetica, ovvero la rozzezza, le lesioni diffuse, la difficile praticabilità pedonale, ma quel bosco che gli sta crescendo sopra il marciapiedi qualche parola la merita.
In questo tipo di opere, completamente in cemento armato, generalmente l’erbaccia non dovrebbe allignare. Questo ovunque, ma non ad Amantea. Ora sulla campata del demonio, lato nord, di eleva rigogliosa una piccola foresta di verdi arbusti che tra qualche anno sarà la riserva di legna per i cittadini della zona.
I servizi comunali di pertinenza non hanno alcuna colpa essendo impegnati da lungo tempo esclusivamente nella grotta e dietro palchi, passerelle, sedie, transenne.

Dulcis in fundo
In questi giorni, ad Amantea, c’è una specie di gara a chi esalta di più il proprio fare nell’intrattenimento, con il sostegno immancabile delle istituzioni. Potrebbe sembrare che ciò sia dovuto alla inondazione di turisti in città. Invece abbiamo avuto il mese di luglio più nero della storia amanteana ed agosto non appare risolutore; tutto ciò in contiguità ad una vera e propria invasione turistica nell’area meridionale causata dalle vicende isis. In Puglia non sanno più come e dove ospitare i turisti per l’affluenza inverosimile; anche lo Jonio calabrese va a gonfie vele, e non c’è da lamentarsi nel nord e nel sud tirrenico.

In mattinata sono andato al bar per il quotidiano caffè. Sul tavolo un giornale aperto nella pagina locale metteva in evidenza l’euforia dell’assessore amanteano al bilancio per la vicenda della C.D.P. che si è sbloccata consentendo di dare ossigeno alle finanze comunali. Dalla gioia dell’assessore sembrerebbe che Amantea abbia avuto un grande riconoscimento, un insperato risultato di prestigio, un significativo finanziamento europeo, una esaltante affermazione volano di futura beltà. Invece, la felicità dell’assessore Tempo, è dovuta alla possibilità di fare debiti, ancora debiti, sempre debiti per i prossimi 40 anni, forse 50.
Antonio Cima 09-08-2016

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