La nuova frontiera del calcio amanteano

pellegrino vincenzo Vincenzo Pellegrino, buona nuova amanteana
Un circolo virtuoso sta nascendo dal calcio cittadino
un premiante assetto societario che guarda lontano

QUEL CIRCOLO VIRTUOSO CHE STA NASCENDO DAL CALCIO CITTADINO

Ciò che si sta verificando in seno all’ACD Amantea 1927 in questo primo scorcio di luglio 2016 merita qualche riflessione che vorrei portare (contando sulla disponibilità del direttore) all’attenzione degli “aficionados” di Webiamo. In oltre 25 anni di corrispondenze delle cronache sportive del calcio cittadino, per conto di un quotidiano regionale, non mi era mai successo di registrare in questo periodo non solo l’assestamento societario e l’iscrizione al campionato nei tempi indicati dalla Lega, ma ancor più il rafforzamento del telaio, che ha ben figurato nella scorsa stagione, con elementi di primissima qualità per la categoria, e con inusitato anticipo rispetto all’inizio della preparazione.

Volendola prendere ancor più da lontano, vieppiù stupisce il fatto che il gruppo che si riconosce in Giovanni Berardone - il quale ha preso in mano le redini della squadra lo scorso anno - non solo ha onorato tutti gli impegni assunti, ma – udite, udite!- ha chiuso la gestione con un attivo di bilancio. Di poche centinaia d’euro, d’accordo, ma è significativo che anche questo aspetto sia in controtendenza rispetto alla “consuetudine”.

Il corollario della sana gestione non ha tardato a dare i suoi frutti atteso che il neo presidente del sodalizio blucerchiato, Marcello Socievole, ha dichiarato senza mezzi termini che si è riavvicinato al calcio cittadino da dirigente, dopo una ventina d’anni dall’esperienza da giocatore, proprio grazie all’incoraggiamento del sostanziale cambio di mentalità, dalla condivisione convinta degli obbiettivi e, soprattutto, da una gestione oculata ed equilibrata delle risorse.

Altra ricaduta positiva,in termini economici, è la condivisione dei “sacrifici”, anche di tipo economico, a beneficio di gratificazioni di altro tipo, che di questi tempi non è male riscoprire e riassaporare, con quella genuinità che tanti calciatori di questo sodalizio (che quest’anno spegnerà le prime 90 candeline della sua storia) hanno onorato degnamente. Assieme a Socievole, altri dirigenti, vecchi e nuovi, hanno voluto metterci la faccia su questa scommessa e vogliamo augurarci che si prosegua in un solco di prudenza e ragionevolezza senza lasciarsi prendere dalle tentazione di dire, nella tradizione della peggiore politica, quello che la gente vuole sentirsi dire, a prescindere.

Tuttavia, anche su questo fronte c’è un segnale positivo. Malgrado l’indubbio rafforzamento di un gruppo che nella passata stagione, dopotutto, raggiunto con largo anticipo l’obbiettivo della salvezza, si è piazzato a ridosso della zona playoff, non si fanno proclami ed il “salto di categoria”per il momento è un tabù. “Vogliamo fare meglio della passata stagione” è l’obbiettivo dichiarato, il che non esclude l’altra opzione, ma testimonia anche la volontà di voler mantenere i piedi per terra.

Si sono sprecati in questi giorni congratulazioni e ringraziamenti per tutti: subentranti e traghettatori, leader e sponsor, ma il merito sicuramente è anche di tanti “portatori d’acqua”, ai quali ci piace ascrivere buona parte di questo successo. Una parola in più, comunque, vogliamo spenderla per Alfonso Caruso, il primo a mettersi in gioco l’anno scorso di questi tempi. “Non mi piace lasciare le cose a metà” la motivazione con cui ha declinato offerte che erano cominciate a giungere dopo il “battesimo” lusinghiero sulla panchina. Sicuramente giocano un ruolo l’attaccamento alla città e alla maglia blucerchiata, oltre che al gruppo con cui si sono messi in gioco reciprocamente,ma in fondo, legittimamente, il mister sa di lavorare anche per sé: ha grinta, carisma,equilibrio con lo spogliatoio e competenze specifiche: questi primi brillanti risultati pre-campionato,sono fieno in cascina anche per lui, se saprà gestirsi come ha fatto nel primo anno. Ad majora! Come ho già avuto modo di dire chi si imbarca su un mezzo che funziona ha i dovere morale e la responsabilità di farlo viaggiare al meglio: oltretutto, nel caso cominciasse a imbarcare acqua la prima associazione negativa si farebbe proprio con gli ultimi arrivati.

Ultima annotazione per la tifoseria, splendida (soprattutto quando le cose vanno a gonfie vele), ma anche incline al vittimismo nei momenti di difficoltà, e talvolta anche a comportamenti da cui la società ha ricevuto più danni che benefici. Ci auguriamo che i sani propositi del nuovo corso possano riflettersi anche su di essa.

Vincenzo Pellegrino 19-07-2016

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