Centro profughi Amantea - interrogazione dell'on. Laratta al Ministro dell'Interno

vedi anche servizio aprile 2012 quando Laratta incontrò i profughi per ascoltare le loro ragioni

Al sig. Ministro degli Interni Interrogazione a risposta scritta da on Franco Laratta

CENTRO PROFUGHI DI AMANTEA (CS): SITUAZIONE ORMAI INSOSTENIBILE. TENSIONE SEMPRE PIU’ AD ALTO RISCHIO. OCCORRE INTERVENIRE SUBITO.

On. Laratta : Sulla pelle dei profughi un vergognoso business! In atto uno vero e proprio sfruttamento da parte di persone senza scrupoli

Premesso che

  • Negli ultimi mesi si sono verificati forti disordini all’interno della struttura di accoglienza “ Ninfa Marina” di Amantea ( scontri, litigi, risse) dovuti alla non facile convivenza tra gruppi etnici e religiosi del continente africano poco compatibili tra loro. Uno degli ultimi litigi è sfociato in un ferimento con arma da taglio.
  • Si sono registrate, da parte dei rifugiati, più occupazioni della sede stradale della statale 18, di cui alcune pacifiche ed una sfociata in danneggiamenti ad arredo urbano ed automobili di cittadini e percosse nei confronti di un rifugiato che si era rifiutato di protestare e partecipare al sit in.
  • Si sono verificare n°3 proteste organizzate presso la sede del Comune di Amantea per richiedere documenti, che hanno richiesto anche l’intervento dei carabinieri e delle forze di polizia.
  • Si è anche registrata la protesta ed occupazione di una strada del centro cittadino sfociata nel sequestro per qualche ora della responsabile della cooperativa che gestisce il centro, che si trovava in autovettura con il proprio figlio.

Da segnalare le difficoltà delle forze dell’ordine che si trovano spesso costrette intervenire con il personale delle stazioni CC del comprensorio, lasciando così scoperto il proprio territorio, compreso il controllo della città di Amantea, dove opera anche la criminalità organizzata (come evidenziato dall’ultima sparatoria in pieno centro, con tentato omicidio).

I disordini sono per lo più dovuti ad un nutrito gruppo di immigrati, ritenuti piuttosto “pericolosi”. Molti dei rifugiati sono delle ottime persone, purtroppo vittime dell’arroganza e della prepotenza di altri. Diversi problemi scaturiscono dall’impossibilità di rilasciare i documenti a chi non è idoneo ed a alla paura di essere rimpatriati.

Il comune di Amantea in una recente nota, ha spiegato quanto è stato fatto fin ora circa la situazione degli immigrati ospitati presso la struttura Ninfa Marina di Amantea.

“Fin dal momento dell’arrivo degli immigrati disposto dalla Protezione Civile e dalla Regione Calabria durante i giorni delle consultazioni elettorali 2011, senza alcun tipo di raccordo con il Sindaco della Città che è il responsabile di ordine pubblico e protezione civile, si è mobilitato presso le istituzioni competenti con missive ed incontri ufficiali. Sicuramente un’azione non volta alla realizzazione di eventi folcloristici di accoglienza, ma azioni amministrative volte a garantire i diritti inderogabili dei rifugiati, le condizioni igienico sanitarie e l’ordine pubblico della Città.
A tal proposito elenchiamo le seguenti attività:
1.Incontri formali con la prima Cooperativa che gestiva la struttura (poi dimissionaria a luglio 2011) dove sono alloggiati gli immigrati, con le Forze dell’Ordine presenti sul territorio e con le Autorità Sanitarie locali per avviare lo screening sanitario.
2.
Visita presso la struttura dell’Autorità di Protezione Civile del Comune nella persona del Vice Sindaco, della Polizia Municipale unitamente al personale della locale A.S.P. per verificare le condizioni igienico sanitarie ed alimentari in seguito alle richieste di una delegazione di immigrati che si erano recati presso la locale caserma dei carabinieri per evidenziare condizioni d’invivibilità. Da evidenziare che all’ufficiale di Governo in esercizio delle proprie funzioni (Sindaco) è stato impedito d’entrare nella struttura dai responsabili dello stesso. Fatto opportunamente comunicato attraverso le successive missive.
3.
Lettera del Sindaco di Amantea prot. 16191 del 8/8/2011 indirizzata al Prefetto e al Dr. Mazzeo – Protezione Civile Regionale nella quale si richiedeva una riduzione delle unità da 170 a 70 visto le capacità della struttura ospitante, al fine di migliorare le condizioni igienico sanitarie degli immigrati e contestualmente aumentare qualitativamente le capacità d’integrazione nella città.
4.
Lettera del Sindaco di Amantea prot. 16228 del 8/8/2011 indirizzata al Prefetto, al Dr. Mazzeo – Protezione Civile Regionale e al Commissario ad acta ASP n°1 dott. Scarpelli, nella quale si richiedeva “l’apertura immediata di un tavolo di concertazione per affrontare la delicata ed urgentissima problematica già esposta ed in via di ulteriore esposizione”.
5.
Prima lettera di sollecito del Sindaco di Amantea prot. 16719 del 22/8/2011 indirizzata al Dr. Mazzeo – Protezione Civile Regionale, nella quale si richiedeva un incontro urgente in riferimento alle precedenti richieste prot. 16228 e prot. 16191.
6.
Seconda lettera di sollecito del Sindaco di Amantea prot. 18087 del 19/9/2011 indirizzata al Dr. Mazzeo – Protezione Civile Regionale ed al Prefetto, nella quale si sollecitava l’apertura immediata di un tavolo di concertazione anche alla luce delle prime proteste sulla SS18 degli immigrati.
7.
Terza lettera di sollecito del Sindaco di Amantea prot. 21210 del 11/11/2011 indirizzata al Presidente della regione Calabria Scopelliti, al sottosegretario alla Presidenza Dr. Torchia, al Dr. Mazzeo – Protezione Civile Regionale ed al Prefetto, nella quale si rinnovava la necessità della riduzione delle unità e un confronto con tutte le autorità preposte alla gestione dell’emergenza profughi visto le molte problematiche all’interno del centro che avevano portato a più liti tra gruppi di diverse etnie sfociate poi in un ferimento da armi da taglio.
8.
Incontro presso Protezione civile regionale del Vice Sindaco e dell’Amministrazione Comunale con Dr. Mazzeo.
9.
Secondo incontro presso Protezione civile regionale del Vice Sindaco e dell’Amministrazione Comunale con Dr. Mazzeo e sottosegretario Torchia.

10.
Prima lettera del Sindaco Francesco Tonnara al Prefetto di Cosenza.

11.Interpellanza degli uffici comunali presso Questura di Cosenza per delucidazioni circa rilascio documenti per immigrati che ancora non hanno conseguito piena regolarità del loro status secondo le direttive del Ministero dell’Interno.

12.
Seconda lettera del Sindaco Francesco Tonnara al Prefetto di Cosenza a seguito della protesta dei migranti del 20 giugno.

13.Incontro del 4/7/2012 del Vice Sindaco con il Prefetto di Cosenza insieme alla città di Cetraro (altra città che ospita immigrati).

L’Amministrazione comunale di Amantea rimane attenta a questa situazione e continuerà ad agire per garantire i diritti inviolabili dell’uomo, per migliorare la condizione dei rifugiati ospiti e la loro integrazione con la città, attraverso gli strumenti a disposizione. Nello stesso tempo sarà svolta un’azione volta a garantire l’ordine pubblico, che non può non passare da una maggiore attenzione della Protezione Civile e della Regione Calabria che sono stati sollecitati più volte in merito”.

La situazione del centro di accoglienza “Ninfa Marina” di Amantea è stata oggetto di una prima visita dello scrivente parlamentare nel mese di agosto 2011, volta ad una verifica della condizioni della struttura, della situazione igienico- sanitaria, dalla quale visita è scaturita l’interrogazione a risposta scritta N°4/15993 rivolta al Ministro degli Interni. Vi è stato in seguito un incontro con il direttore dell’azienda Sanitaria Locale circa l’attività di prevenzione igienico sanitarie, ed un nuovo incontro con i rifugiati il 7 aprile 2012 per ascoltare le loro problematiche dalla quale è scaturita un’azione parlamentare concordata proprio nel centro d’accoglienza di Amantea e rivolta al Ministro degli Interni, nella quale si chiedeva principalmente:

  • “la possibilità di concedere la protezione temporanea in favore di tutti i cittadini stranieri non libici, giunti dalla Libia che tuttavia non hanno ottenuto il riconoscimento della protezione internazionale nè la protezione umanitaria ex art 32 terzo comma del d.lgs 25/2008;
  • se non ritenga essenziale l'adozione di misure volte a facilitare l'avviamento al processo di integrazione per coloro ai quali è stata riconosciuta una forma di protezione internazionale”.

”.

TUTTO CIO’ PREMESSO

SI INTENDE SAPERE

-Se il ministero degli Interni sia a conoscenza di quanto accade al Centro per i rifugiati di Amantea (Cs);

- Se sia a conoscenza dell’altissima tensione al suo interno, ad opera soprattutto di un nutrito gruppo di immigrati;

- se sia a conoscenza delle manifestazioni pubbliche sfociate in disordini, minacce e aggressioni;

- cosa intenda fare per impedire il ripetersi di tali atti violenti e in difesa della stragrande maggioranza pacifica di rifugiati;

-se non ritenga essenziale l'adozione di misure volte a facilitare l'avviamento al processo di integrazione per coloro ai quali è stata riconosciuta una forma di protezione internazionale.

-se non ritenga necessario ridurre drasticamente il numero degli immigrati ospitati nella struttura Ninfa Marina (come richiesto dal Sindaco) visto che la struttura era stata originariamente autorizzata dalla Regione Calabria – Assessorato al Turismo A.T.P. per 36 posti letto, con 16 camere e 16 bagni a fronte delle 143 immigrati presenti al 9/7/2012. Questo al fine di migliorare le condizioni d’accoglienza dei rifugiati e facilitare il processo d’integrazione.

-se sia a conoscenza della denuncia degli immigrati delle strutture di Amantea a Rogliano (CS) che in una lettera datata 11/7/2012, ed indirizzata al portavoce dell’Alto Commissariato dell’ONU Laura Boldrini, affermano: “ siamo stati scaricati nelle mani di persone che da più di un anno ci tengono in ostaggio di meccanismi che non riusciamo a comprendere”; “ Siamo frutto di un’emergenza umanitaria che ha tradotto la nostra fragilità e la nostra paura in business vergognoso in favore di persone senza scrupoli”.

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