23-07-2012 Consiglio comunale di Amantea su migranti

Consiglio Comunale di Amantea del 23-07-2012
migranti e rifugiati tema dibattuto con sindaci dei comuni coinvolti e con parlamentari calabresi
Amantea - La delibera approvata nella serata di ieri nel corso del consiglio comunale straordinario, voluto dal sindaco Tonnara e da tutti consiglieri comunali, é un documento che non lascia alibi ad una gestione dell'accoglienza calabrese ritenuta intanto inadeguata ma soprattutto non in linea con l'accordo Stato Regioni Enti Locali del 6 aprile 2011, che prevede tra l'altro il "raccordo con le altre amministrazioni /strutture coinvolte" anche attraverso l'istituzione del sistema di coordinamento regionale per come previsto dal Piano per l'Accoglienza dei Migranti.  continua dopo le foto
 

I lavori ai quali erano presenti, come previsto, il vice segretario nazionale dell'UDC Mario Tassone, il parlamentare del Partito Democratico Franco Laratta, che segue la questione amanteana fin dall'inizio, e le rappresentanze dei civici consessi di Rogliano, Falerna, Acquaformosa e Cetraro, sono stati introdotti dal consigliere Pasquale Ruggiero, che non ha certo nascosto lo stupore per una decisione, quella della Protezione Civile regionale, che ha prodotto il soggiorno in una ex struttura alberghiera, ritenuta per altro inadeguata dal Comune, di 150 immigrati in una città che non ha strutture di supporto per poter far fronte ad un'emergenza di questo tipo (ospedali, presidi delle forze dell'ordine numericamente adeguato e quant'altro). Ma prima ancora il presidente del consiglio comunale, Monica Sabatino, aveva letto in aula una lettera inviata dagli immigrati che soggiornano presso l'ex albergo "Ninfa Marina", in cui gli stessi, nel chiedere scusa "a tutti i cittadini di Amantea per i disturbi che abbiamo dato fino adesso, persone che sono state così accoglienti con noi" descrivono la loro situazione.

"E' più di un anno - scrivono ancora - che siamo in Italia e ancora non abbiamo ricevuto risposte dalla Questura. Noi vogliamo solo la residenza e quando l'avremo andremo via da Amantea perché qui non c'é lavoro. Siamo contro la violenza e non vogliamo usare la forza, ma anche voi dovete fare le cose per bene. Siamo molto confusi perché non abbiamo risposte precise. Siamo fuggiti dalla guerra e vi chiediamo aiuto per vivere anche noi in pace".

Ma sono stati gli interventi successivi a chiarire il complesso quadro della situazione.

"Siamo seduti su una polveriera" ha detto Giovanni Manoccio, primo cittadino di Acquaformosa, uno dei sindaci che in questi giorni sta effettuando lo sciopero della fame proprio per sensibilizzare le istituzioni competenti a sbloccare una situazione ritenuta insostenibile e pericolosa.

"Abbiamo capito fin dall'inizio di questa storia che l'organizzazione calabrese dell'accoglienza non andava. Le ordinanze della Protezione Civile, che doveva gestire 1600 persone, erano orientate con evidenza a "deportare", al più presto, i migranti verso località e alberghi che, tra l'altro, nessuno ha mai capito come siano stati scelti e i sindaci, come Franco Tonnara, si sono ritrovati queste situazioni senza essere nemmeno sstati avvisati".

Sulla questione della mancata erogazione dei fondi ai Comuni e alle cooperative il sindaco Manoccio, poi, é stato chiarissimo: "C'é una Protezione Civile regionale - ha affermato - che ha sbagliato tutte le procedure. La Corte dei Conti - ha spiegato alla questione venuta fuori negli ultimi giorni - é un organo di controllo. Dopo gli scandali degli anni passati che hanno coinvolto i vertici della Protezione Civile, si era stabilito che ogni atto della stessa doveva passare dal quel controllo, cosa che, in questo caso, non é stata fatta. Qualcuno é ora che risponda di queste cose".

Identiche le esperienze raccontate dal sindaco di Falerna, che ospita in un residence 212 migranti, che ha raccontato di aver chiesto, senza alcun riscontro, immediatamente dopo l'arrivo dei primi settanta, un tavolo urgente per comprendere la scelta fatta dalla Protezione Civile, e dal sindaco di Rogliano, Giuseppe Gallo, che, per altro, dopo aver confessato di non essersi mai riuscito a spiegare come mai gli immigrati ospitati nella sua cittadina siano stati affidati ad una cooperativa di Reggio Calabria, ha dichiarato di aver addirittura, dopo l'arrivo dei 150 profughi a sua totale insaputa, il 16 agosto dell'anno passato, chiesto una sospensione del provvedimento. "Ovviamente non é arrivata nessuna risposta".

Molto preoccupati, infine gli interventi dei due parlamentari presenti.

"Bisogna fare chiarezza affinché questa miscela esplosiva eviti di deflagrare - ha affermato Franco Laratta. Abbiamo interessato più volte il Parlamento della questione. Non può esistere che la Protezione civile possa superare ogni regola fino a non far conoscere ad un sindaco cosa accade sul proprio territorio, salvo poi scaricare su di loro e sulle forze dell'ordine gli inevitabili problemi di ordine pubblico. Non so se sia davvero chiaro ai vertici della Regione e della Protezione Civile che qui si rischia la rivolta e se le ASP abbiano contezza dei rischi che potrebbero crearsi sul piano igienico-sanitario. E' chiaro che se verificheremo che la Regione e la Protezione Civile non saranno in grado di onorare gli impegni presi chiederemo la costituzione di una commissione per comprendere quello che sta accadendo, da subito, perché non si può affrontare in questo modo il mese di agosto". Dello stesso tenore l'intervento conclusivo dell'onorevole Tassone.

" In parlamento - ha detto tra l'altro - abbiamo già dovuto lottare con la teoria padana del respingimento. Ora c'é il problema dei poteri della Protezione Civile sul quale forse é necessario ritornare, perché questa stessa deve occuparsi dell'emergenza e non di altro. E nessuna emergenza può prevaricare chi ha la responsabilità del territorio. Proporremo un dibattito in aula su questa situazione e vedremo quali saranno gli interventi necessari per venire fuori da una situazione che non può più essere sopportata"

autore Rino Muoio
pubblicato sul Quotidiano della Calabria del 24-07-2012

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