La Rainbow Stefano Night 2012 ad Amantea

Lo straordinario successo della Rainbow Stefano Night 2012

Domenica 5 agosto, Amantea ha vissuto (o forse dovrei dire ri-vissuto) una giornata di SPORT come non si vedeva da oltre un ventennio, che ha letteralmente preso possesso del lungomare.

Certo, la formula era diversa perché allora quella manifestazione rappresentava il programma estivo, mentre oggi copre solo un giorno!

La Rainbow Stefano Night è il coronamento di un sogno, da realizzare (e migliorare) in sinergia con altre associazioni ma soprattutto con altri sportivi.. Se si riescono a trovare!

Bello vedere le attività locali esprimersi al pari di quelle provenienti dalla provincia ed oltre, ma la carenza di sportivi locali, ormai è palese e quei pochi rimasti vengono visti come marziani, come gente che se la tira, ma in realtà vivono in un mondo fatto di regole pure, quelle dello SPORT!

Ho visto gioia, euforia e tanto entusiasmo nel seguire le discipline sportive, ma la cultura sportiva è troppo lontana in questa città, ormai disabituata a qualsiasi evento, e la dimostrazione è il fatto che in pochi applaudivano gli atleti che effettuavano la loro prova, o ancora l'attraversamento della strada durante le attività di corsa senza curarsi del pericolo.

Il vero obiettivo è stato raggiunto, perchè lo scopo era quello di mandare un messaggio ai tanti, che esistono tanti sport capaci di coinvolgere i bambini ma anche gli adulti, come è successo con il Tiro con l'Arco, l'Arrampicata sportiva o le attività in piscina e per finire alla enorme richiesta di partecipazione al triathlon, vera attrattiva della serata.

Forti sono stati i commenti della gente sia a caldo che a freddo, Vedere tante discipline in sequenza può far girar la testa, è vero, ma il bello dello sport è proprio questo, sfuggire la monotonia con la propria dinamicità! Ora un attimo di respiro, e poi di nuovo in sella per pensare alla edizione prossima, diversa da questa magari..

Sono contento che l'entusiasmo della gente ha prevalso sulle "critiche" di qualche assessore, (che affermava che certe manifestazioni "un ni dinchianu panza...") ma credo che le opere incompiute non riempiano neanche la tasca culturale dei cittadini e continuino a svuotare quella voglia di "fare" che gli Amanteani hanno.

Ringrazio TUTTI per le belle parole, esternate nei confronti dell'associazione STEFANO MEDAGLIA 78, organizzatrice dell'evento, incitandoci a continuare nel percorrere una strada che porta avanti il pensiero vulcanico di un ragazzo, ritrovandoci insieme; ecco perchè c'è bisogno di tutti, senza che si aspetti di essere contattati, o ci si senta esclusi da un progetto aperto a tutti.

Ognuno di noi può e deve dare il proprio contributo, per far si che giornate come queste non "passino alla storia" (come ho sentito dire...), ma siano la normalità perchè Amantea merita questo e altro.

Unica nota stonata della manifestazione, la pressante insistenza al voler partecipare al triathlon, disciplina difficilissima, ed altamente spettacolare.

In molti praticano ormai ciclismo e running, e in tanti avrebbero voluto (direi quasi preteso) partecipare al triathlon quasi che bastasse essere un buon ciclista o un discreto podista per riuscire in una "impresa" non alla loro portata.

Forse qualcuno pensava che ci si poteva mettere in mostra, senza capire la pericolosità di uno sport che per durata e intensità rasenta l'anaerobico.

Ho ascoltato (origliando in alcuni casi è vero, ma visto che si parlava del sottoscritto ne avevo tutte le ragioni) le delusioni degli esclusi, ma in NESSUNO e ripeto NESSUNO ho trovato convinzione nelle ragioni della loro esclusione, perché le motivazioni adottate sono e restano sacrosante.

Non basta corricchiare per 1 ora al giorno per sentirsi capaci di correre in gara per 2km! E soprattutto non serve un certificato medico agonistico (che da qualche anno a questa parte è divenuto specifico per la disciplina che si pratica e non più generico come in passato; ad esempio il mio prima era rilasciato per "Atletica Leggera" ora riporta la dicitura "Maratona", questo perché non sono abilitato a correre i 100metri..) a giustificare la PRESUNZIONE di poter effettuare una prova così dura, proprio perché breve!

Questo fa parte della cultura sportiva che da anni vado professando, ossia che chi si avvicina allo sport in tarda età, pur correndo il Giro delle Fiandre amatoriale, pensa solo a correre e non a leggere i regolamenti e soprattutto occuparsi di fisiologia.

Sarò di coccio, come qualcuno mi ha definito, ma spero che quel "qualcuno" non applichi le leggi dello stato come applica le leggi dello sport, da vero incosciente e presuntuoso! Lei sarà anche un graduato nel suo campo, ma io sono un tecnico federale di discipline sportive, lo tenga a mente!

Max Ragusa

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