Premio letterario V.Camarca - 2ª edizione

premio-camarca-2012 Premio Letterario Vitaliano Camarca 2ª edizione 2012
 
assegnato a Franco Politano, letterato amanteano
Nelle calde giornate agostane di Amantea, all’imbrunire, dopo la magia dello spirò durante il quale il sole s’immerge nelle longitudini che indicano le colonne d’Ercole, anche il maestrale chiude bottega e ci annuncia che il giorno è alla fine. Si determina, da questo momento, e per un breve lasso di tempo, un’atmosfera di fermo respiro; le foglie in stasi temporanea, il mare senza increspature, le bandiere adagiate sulle aste. Quest’atmosfera viene mutata dopo un pò dal soffio del grecale che ruzzolando dalle colline dispensa la giusta dose di fresco alleviando il disagio delle specie viventi, strisciando sul mare di cui ne scurisce un po il manto. Cio percepisci meglio se ti trovi nei pressi della spiaggia
In questo momento di poesia atmosferica della natura, in cui si rinnova il perenne cambio di guardia tra maestrale e grecale, è iniziata la serata della poesia degli umani che l’evento in programma annuncia. continua dopo le foto

 
Ci ritroviamo in buona compagnia, lunedì 13 agosto 2012, sulla terrazza del lido Azzurro a vivere questo spazio di versi e prosa per ricordare Vitaliano Camarca nella 2ª edizione del premio letterario ad egli dedicato.
Come sempre il Coviello, che l’evento patrocina, ha organizzato da par suo il programma della serata coinvolgendo propri attori e attrici nella conduzione, letture e declamazioni.
In questa 2ª edizione è stato premiato Franco Politano figura di spicco della cultura amanteana da molto tempo impegnato in ambito letterario con propri componimenti e traduzioni di libri di autori stranieri. (leggi motivazioni a seguire nella pagina).
Un premio speciale è stato attribuito all’opera e alla figura di Enzo Fera, amanteano antropologo e letterato scomparso da qualche anno; premio ritirato dal cognato Mario Aloe. (leggi motivazioni a fondo pagina).
La serata è stata allietata dal gruppo musicale “Quelli come noi” che ha fatto rivivere i tempi d’oro della Rotonda, che ha ospitato l’evento; alla Rotonda è stato dedicato un video con le foto di trent’anni di storia, dal ’50 al ’70, che ci hanno consegnato un mito difficilmente eguagliabile.
Antonio Cima 21-08-2012

FRANCESCO POLITANO

      Francesco Politano è nato a Lago(CS), ma fin da piccolissimo si è trasferito ad Amantea do vive. Ha insegnato nelle scuole Medie per più di trent’anni.

     Poeta e Saggista, ha ricevuto vari premi letterari e collabora a diverse riviste. Suoi brevi saggi e recensioni, su poeti e narratori contemporanei(Pascoli, Maffia, Luperini, Ruffilli, Fontanella,ecc.ecc.) sono stati pubblicati su riviste letterarie (“Calabria Letteraria”, “La Ballatas”,”L’Ortica”, “Calabria Sconosciuta” ed altre). Ha tradotto libri e singole poesie dei francesi Paul Courget e Philippe Biget, nonché di PradipChoudhuri, poeta indiano, di Calcutta, della Bit Generation, amico di Keruac e Ferlinghetti.

     Sue poesie sono state tradotte soprattutto in francese, spagnolo, inglese, portoghese e giapponese (in una antologia brasiliana le sue opere sono oggetto di studio delle lingue catalana e castillana).

     Importanti sono stati i suoi rapporti con poeti, scrittori e letterati contemporanei e, tra questi, forse, particolari sono stati quelli con la poetessa Maria Luisa SPAZIANI ( Maria Luisa Spaziani compare nella poesia di Eugenio Montale con il nome di “VOLPE”, e rappresenta, per il premio Nobel della Letteratura, l’ultima ispiratrice della sua poesia, dopo la moglie Drusilla Tanzi, che compare col nome di “MOSCA” e Irma Brandeis, la mitica “CLIZIA”) e lo scrittore Fortunato SEMINARA.

     A proposito della Spaziani, in una intervista rilasciata qualche tempo fa, così si esprimeva Francesco Politano:<<I miei rapporti con la Spaziani sono stati esclusivamente epistolari, a partire dall’invio della mia raccolta “In un guizzo di volpe” e la sua positiva risposta (forse la poetessa è rimasta colpita inizialmente dall’illustrazione della copertina, opera del pittore Nando Turrà. Lei stessa era stata ritratta dal poeta Montale come la volpe sia in vari versi sia in un disegno significativo).

     Dovendo scegliere tra la poesia e la famiglia, per un certo periodo, ho preferito quest’ultima, nella consapevolezza che bisogna affrontare insieme, giorno dopo giorno, i problemi e le difficoltà della vita. Sono stato, comunque, socio del “Movimento Poesia” del Centro Internazionale, poi intitolato ad Eugenio Montale (fondato e presieduto dalla stessa Spaziani), fino agli anni Novanta del secolo scorso, partecipando quale giurato alla votazione della Terna dei poeti finalisti del concorso poetico, indetto annualmente dal predetto Movimento. Poi la mia corrispondenza si è diramata perché la mia attenzione poetica si è spostata dall’io agli altri, al mondo circostante, senza però trascurare del tutto la mia iniziale   “vocazione lirica”>>.

     Ha pubblicato 7 raccolte poetiche, tra cui “Il rumore del silenzio” (Rebellato Ed. 1984, premio Spoleto 1985); “Le parole, gli anni”( Periferia Ed., 1994, tradotta in francese da Paul Courget); “Nel bosco deei palazzi”(Ed. Orizzonti Meridionali, 2003, tradotta in spagnolo da Carlos Vitale); e “Nell’atelier del cuore” (Premio G.Gronchi, Pontedera, 2006, tradotta in francese da Philippe Biget).

     In fase di pubblicazione è l’ultima raccolta “Il fruscìo delle cose”(in italiano e spagnolo).

     Di Francesco POLITANO ci piace ricordare il giudizio critico che Giuseppe De Matteis ha dato di lui nel recensire “En el Bosque de edificios”:<<Si tratta di “schegge” poetiche di un’asciuttezza e pregnanza ammirevoli (….) che mi pare riecheggiare la levità e le leganza dell’antica poesia alessandrina, attraverso il faticoso scandaglio della parola giusta, pensata a lungo, prosciugata dai fronzoli e dalle svenevolezze e veicolate in un discorso lirico essenziale, semplice ma di ampio e corale respiro; proprio come sa fare il vero artista che “squarcia, dilania, graffia,/per cercarvi dentro/ l’infinito sereno>>.

     Ed il Poeta Francesco Besaldo, nella prefazione all’ultima raccolta, così dice della poesia del Politano:<<Poetica della gente semplice, degli ultimi, degli esclusi, quella del Politano, ma anche poetica della natura indagata fino alle radici tanto da consentire al poeta l’intuizione del mistero della vita, della morte, della sofferenza, del dolore,maturando un atteggiamento di solidale compromissione sociale e richiamando il non facile ordito della vita nel calore sugli affetti e nel miraggio dell’incauto di fronte alle cose del mondo (…). In vividi e per lo più rapidi flash, ecco un’umanità dolente sì, ma tenace, che si fa largo tra le maglie strette della vita, opponendo l’amore, la speranza e l’altruismo alla sofferenza, alla solitudine e al pessimismo dell’uomo contemporaneo, con occhi attenti alle nuove tecnologie>>.

     A Francesco POLITANO, va, quindi, il Premio di Poesia “Vitaliano Camarca”,Seconda Edizione 2012, con la seguente motivazione:<<La Poesia del Politano si muove inizialmente nel reale, catturando, con estrema destrezza, “le occasioni” ed offrendole con un linguaggio scarno ed asciutto e forte nello stesso tempo. E proprio nella parola e sul suo valore profondo ed incontestabile, che il Politano costruisce le sue immagini poetiche, ripercorrendo con propria identità ed originalità, l’asciuttezza ungarettiana e il “respiro cosmico leopardiano e montaliano”>>

RICORDANDO ENZO FERA

PREMIO LETTERARIO “VITALIANO CAMARCA”
2012- Seconda Edizione

     La novità che caratterizza questa Seconda Edizione del Premio Letterario di Poesia “VITALIANO CAMARCA”, è l’inserimento di un “Premio Speciale”, concepito per dare merito e risalto a chi, pur non occupandosi di poesia, ha cantato in vari modi la nostra Città, contribuendo, da ogni punto di vista, alla sua crescita.

     Per questa Seconda Edizione del Premio, l’Associazione di Promozione Sociale – Piccolo Teatro Popolare “IL COVIELLO”, in perfetta armonia con il proprio programma socio-culturale-artistico, ha inteso assegnare il Premio Speciale 2012, allo scrittore ed antropologo amanteoto, ENZO FERA, purtroppo scomparso prematuramente da alcuni anni.

     Perché ENZO FERA?

   Perché, se il medico Gabriele Turchi è stato il primo storico ad offrire, della nostra Città, uno studio organico, puntuale e scientificamente indiscusso, con il suo libro “Storia di Amantea “, ENZO FERA, a sua volta, con “Amantea, la terra,gli uomini, i saperi”, è stato il primo a farne conoscere, con lo stesso piglio, l’aspetto antropologico, scavando, con perizia d’archeologo, nel tessuto umano, culturale, economico, sociale e morale, percorrendo, con grande competenza e passione, i sentieri del Rolph, del Lombardi Satriani, dello Zanotti Bianco.

     Noi, che l’abbiamo conosciuto, che abbiamo vissuto con lui momenti davvero indimenticabili, percepiamo, con rammarico, il vuoto che ENZO ha lasciato; ma ciò, credeteci, non è una frase fatta o spicciola retorica, ma la reale condizione di chi, in altro tempo, per soddisfare la sete di conoscenza, ha sempre attinto e bevuto a garganella, alla sua freschissima e chiarissima fonte.

     Il suo “raccontare” era alla maniera degli antichi “aedi”; di quei cantori che affabulavano le storie, gli uomini, le cose, in maniera così coinvolgente, che tutto quello che usciva dalla sua bocca, diventava Mito da custodire gelosamente e da trasmettere ai posteri.

     ENZO FERA è, quindi, per noi, la voce che amiamo ascoltare per capire e conoscere meglio la nostra Amantea, la sua storia, la sua gente, le sue radici, la sua cultura, la sua economia, le sue sofferenze, le sue colline, i suoi campi, il suo mare. E tutto ciò, con grande semplicità, ENZO lo trasforma in Mito.

     Noi leggeremo qualche pagina dell’opera pubblicata che di lui ci rimane. E’ prosa che, come il Manzoni dei “Promessi Sposi”, nel descrivere i luoghi in cui si svolgevano le vicende del suo romanzo, si fa, sulle labbra e nell’animo di chi legge, autentica poesia. Se poi, qualcuno, che ha letto la sua opera, è stato anche attento all’appendice fatta dai suoi sponsor, si sarà accorto che tutte le didascalie che accompagnano la promozione di quei prodotti, è un piccolo gioiello di lirismo in prosa, prestato, con maestria, al mondo del commercio, con quel taglio culturale che un tempo caratterizzava il “Carosello” televisivo della nostra infazia.

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