Parere di Pino V. sulle dichiarazioni di venditti sulla Calabria (2)

Il parere di Pino V. sulle dichiarazioni di Venditti 10-10-2009

Carissimo Antonello,

sono un tuo ammiratore da sempre. Pensa, ti seguo da quando hai iniziato la tua fantastica carriera, una quarantina di anni fa. Perciò ho grande stima di Te.

Però, scusami se te lo faccio notare, in occasione del concerto in Sicilia dove hai pronunciato quelle parole sulla Calabria hai esagerato. Capisco che in un concerto, davanti a migliaia di supporter estasiati, col microfono in mano si può dire di tutto. Ci si deve sentire, immagino, potentissimi, col Verbo in tasca ed il mondo in mano.

E capisco persino che sia molto facile parlare negativamente della Calabria. Fenomeni quotidiani di criminalità organizzata, numero spropositato di indagati presenti nel consiglio regionale, slogan fantasiosi tipo il “mare da bere” di Loierana memoria, casi di malasanità ricorrenti messi in relazione ad un deficit fuori dalla norma proprio in materia di sanità regionale. Aggiungiamo bambini uccisi mentre giocano a calcetto; predominio mondiale della ‘ndrangheta nel campo del traffico di stupefacenti; le truffe finanziarie utilizzando la famigerata legge  488; la cosiddetta autostrada Salerno-Reggio Calabria. Mettiamoci infine qualche “nave a perdere”, affondata al largo delle nostre coste, piena di rifiuti tossici. Se misceliamo il tutto, ne esce un minestrone che ucciderebbe un toro.

Parlare male della Calabria è – per usare un paragone fin troppo ovvio - come sparare sulla Croce Rossa. Non si capisce che gusto si possa provare a farlo.

Il punto però, a mio avviso, è un altro. Che non si può fare di tutta l’erba un fascio. Perchè anche in questa sfortunata Regione ci sono delle eccellenze. Basta saperle cercare.

Una di queste eccellenze è la mia Città. Amantea, una volta denominata “perla del Tirreno”. Ora più somigliante ad una nobile decaduta. Per dare un’idea, come la Juventus costretta a giocare in serie B.

Ma l’orgoglio dell’appartenenza, il gusto per la giustizia e l’efficienza, il culto del rispetto delle regole, l’abitudine all’associazionismo, al volontariato, alla partecipazione, il riconoscimento dei diritti di ognuno, il rifiuto categorico della moda di “piangersi addosso”, la capacità di capire la differenza esistente tra cittadino e suddito. Tutte queste caratteristiche, tipiche della nostra gente, fanno sì che la nostra Comunità sia sempre e comunque all’avanguardia.

Certo, attualmente abbiamo qualche problemino supplementare.

L’Amministrazione Comunale è stata sciolta, quattordici mesi fa, per infiltrazione mafiosa. Ma il fatto è da considerarsi un incidente di percorso. Con la nuova legge lo scioglimento non ci sarebbe quasi sicuramente stato. E le analogie con il Comune di Fondi, il cui destino è stato peraltro molto più benevolo del nostro, sono tante. Ma i nostri amministratori erano al di sopra di ogni sospetto. Solo un “qui pro quo”, niente altro.

Possiamo vantare, da decenni, un palazzetto dello sport che è un sogno, davvero. Luogo di ritrovo per manifestazioni, sportive e non, oltre che “casa ospitale” per molti giovani ed associazioni sportive.

Abbiamo una casa della cultura costruita a tempo di record. Piena di migliaia di volumi, polo di attrazione culturale unico ed insostituibile. I giovani cominciano da subito a masticare libri e cultura, regole e rispetto.

C’è la casa dell’anziano. Dove i nostri vecchietti vanno a passare il tempo, ad organizzare le loro giornate, a combattere contro la solitudine, senza rimbambirsi davanti ad un televisore; considerati vivi e vitali, capaci ancora di dare molto alla Comunità.

Abbiamo una casa delle associazioni e del volontariato, messa a disposizione dal Comune, dove trovano accoglienza tutti coloro che meritoriamente vogliono dedicare parte del loro tempo agli altri.

Utilizziamo acqua potabile di prima scelta, abbiamo fogne decenti e funzionali, un sistema di raccolta e scolo delle acque piovane all’avanguardia. Una zona artigianale pulita, organizzata, funzionale.

Un sito internet Comunale aggiornatissimo (alle 24 del giorno prima), dove si trovava (e si trova) di tutto: iniziative dell’amministrazione, bandi, gare, numeri telefonici, uffici, dipendenti, incarichi esterni e consulenze, atti, delibere, rendiconti, bilanci, ecc.

I consigli comunali venivano trasmessi via internet in modo da arrivare nelle case di chiunque. Un giornalino comunale distribuito periodicamente per rendere quanto più trasparente possibile l’attività e le iniziative dell’Amministrazione. Un difensore civico che non ha mai avuto molto da fare, tanto efficiente era la macchina comunale da non richiedere alcuna lamentela da parte dei cittadini.

Un bilancio Comunale illustrato dal Sindaco nei minimi particolari ai cittadini, con riunioni nei singoli quartieri, con diritto di parola concesso ai cittadini medesimi per chiedere chiarimenti, suggerire, proporre, ecc.

Un consiglio Comunale dei ragazzi, dove le giovani generazioni imparano il gusto della partecipazione, della proposta, del confronto democratico, rispettoso delle esigenze altrui e attento alle esigenze di bilancio.

Strade pulite, marciapiedi a norma, barriere architettoniche rimosse, segnaletica perfetta, parcheggi, raccolta differenziata con livelli percentuali da “profondo Nord”; comitati che si prendono cura dei loro quartieri, associazioni e imprese che adottano un monumento, un’aiuola, un albero, se ne curano come fosse “cosa loro”.

Scuole con cortili pieni di alberi, dove i ragazzi apprendono l’amore per l’ambiente, messe in sicurezza all’esterno con dossi, strisce pedonali e quant’altro ritenuto necessario.

L’ultima chiamata a raccolta di un “giovane idealista” mio amico coi capelli bianchi per pulire il centro storico ha raccolto, qualche mese fa, adesioni entusiastiche  di centinaia di persone che in una mattinata hanno messo a nuovo, armati solo di scope e secchi, quel meraviglioso e poetico borgo.

La nostra gente è viva, combattiva, non si arrende e non si fa prendere in giro. Quando viene il tempo delle elezioni, si informa, valuta il passato del candidato, quanti partiti ha cambiato nel corso della sua vita, che significato dà alla parola coerenza, che cosa ha combinato, se ha processi in corso….. insomma, il voto non si regala a nessuno.

Come dice il buon “ringhio” Gattuso in uno slogan pubblicitario, noi “ci mettiamo il cuore”.

La Commissione straordinaria che sta reggendo le sorti del Comune, sta facendo la sua parte. Ovviamente, ha fatto un gran lavoro. Visto che gestire un Comune sciolto per mafia non deve essere granchè facile. In  più ci sta insegnando le regole fondamentali della democrazia.

Non fai in tempo a segnalare un problema che subito corre ai ripari. E se non si può risolvere, per mancanza di risorse o perché le priorità sono altre, ti risponde a stretto giro di posta. Fa sentire il cittadino come tale, non più come suddito. Così tutti sono stimolati a segnalare disfunzioni, ritardi, negligenze. Strisce pedonali, manifestazioni culturali, situazioni legate al traffico, problemi quotidiani, relazioni con le persone: tutto come in un film. Tu segnali, il problema viene affrontato e tu ne hai subito contezza.

Mi sono dilungato, lo so. Ma l’esposizione di tante situazioni mi serviva, caro Antonello.

Penso che tu abbia proprio esagerato con quelle tue parole. Noi cittadini di Amantea facciamo proprio come tu suggerisci in una delle tue belle canzoni: “se questa vita morde, tu mordila di più”.

Concetto, questo, ribadito in un altro accorato e centrato intervento sulle tue parole, fatto nei giorni scorsi da un nostro serio ed attento concittadino, Vincenzo Facchinieri.

Se avessi la possibilità di passare da queste parti, anche solo per bere un caffè, ne sarei felice. Ti convinceresti che non bisogna mai generalizzare, né tantomeno è corretto andar dietro ai luoghi comuni. E scopriresti un tesoro fatto di persone, abitudini, regole di vita, convivenza civile, senso civico che non temono confronti.

 Con immutata stima

 Pino V. 15-10-2009

 

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