Dopo 36 anni Vincenzo Fruscio riabbraccia il figlio Antonio

Amantea - Vincenzo Fruscio ritrova il figlio Antonio dopo 36 anni
nato in svizzera dalla prima moglie che, dopo la separazione, va a vivere in Africa portandosi il figlio.

La storia di oggi ricorda moltissimo quelle raccontate da Raffaella Carrà in “Carramba che sorpresa”. Vincenzo Fruscio, amanteano doc, nel lontano '59 gia ventenne, si trasferisce con i genitori in Svizzera. Lavora come falegname e con tanto sacrificio e belle speranze, riesce a realizzare il sogno di una vita migliore. Solo tre anni più tardi si innamora di una ragazza svizzera e nel '65 la sposa dando alla luce il frutto della loro unione, Antonio. Tra loro le cose presto cambiano, il rapporto si incrina e nel '67 i due si separano. Continua dopo le foto
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Antonio cresce, diviso tra il padre e la madre ma, proprio a metà degli anni 70, quando le cose sembrano avere preso il proprio corso, la donna decide di trasferirsi con il nuovo compagno in Costa D'Avorio, lasciando sul tavolo a Vincenzo solo i documenti con l'affidamento a lei del piccolo, non dicendo che lo stesso sarebbe rimasto per un altro anno in custodia dalla nonna prima di partire anch'esso per l'Africa.

Distrutto per quanto accaduto e disperato per la mancanza del figlio, Vincenzo torna in Italia dove nel '79 si risposa con Francesca da cui ha due splendide figlie, Ida e Laura.

Gli anni passano e nella mente di un padre raramente si dissolve il ricordo di un figlio strappato con la forza e allontanato in un paese difficile come la Costa D'Avorio in cui, proprio alla fine degli anni 90 inizia un periodo di pericolosa indeterminazione politica e sociale che nel 2000 costringe Antonio a partire per la Francia, già sposato e padre di un bimbo (Vincenzo come il nonno mai conosciuto) di tre anni.

Nel luglio del 2012, la moglie di un Antonio oramai quarantasettenne, si mette a curiosare su internet e tra una pagina e l'altra scopre che, probabilmente, il marito oltre al padre ha anche due belle sorelline in quella Amantea visitata fino all'età di dieci anni, una delle quali assunta agli onori della stampa per aver sfiorato la possibilità di diventare una soubrette di una nota trasmissione nazionale.

Mille le domande che si pone Antonio sulla possibilità di contattare un padre che non vede e non sente da 36 anni. I tanti dubbi, gli interrogativi sul perché un padre non è riuscito a ritrovarlo in tutto questo tempo, tutti i racconti fatti da una madre che, anche con una buona dose di prepotenza, ha raccontato una versione di parte e distorta delle vicende accadute nel passato.

Solo una buona moglie poteva ed ha potuto infrangere questa barriera di perché, spingendo il marito a scrivere al papà e forse eliminare definitivamente questo velo di mistero.

La lettera non ha nemmeno il tempo di finire nella buca delle lettere di casa Fruscio che già Ida la apre, sapendo dell'esistenza di questo fratello indicato nel mittente; un miscuglio di emozioni la pervadono ma appena letto della splendida notizia, con la giusta lucidità corre dal papà che in un attimo, emozionato come non mai, chiede alle figlie di telefonare al suo caro Antonio.

Solo qualche istante di esitazione, balbettamenti e poi giù come un fiume le lacrime si impadroniscono del volto di Vincenzo che esprime subito il desiderio di incontrarlo.

Detto fatto! L'undici di settembre, nell'aeroporto di Lamezia Terme il primo abbraccio è con la sorella Ida che immediatamente accompagna Antonio ad Amantea dove, appena sceso dall'auto, ricordando il portone dentro al quale giocava da piccino, si precipita su per le scale abbracciando tra le lacrime il suo papà ritrovato dopo una vita.

Una settimana lunghissima quella trascorsa ad Amantea, passata tra una bella serata di benvenuto organizzata dalla signora Francesca, che con infinita dolcezza ha accolto Antonio come un figlio suo, tempestandolo di baci, carezze e attenzioni. Una settimana fatta di pesca nell'azzurro mare di Amantea, incontri con gli amichetti di 36 anni prima come Armando e tante, tante chiacchierate con il papà, a raccontare delle difficoltà di una vita senza un vero padre a presenziare nei momenti importanti del suo cammino, durante il quale non lo ha però mai dimenticato, chiamando orgogliosamente suo figlio, Vincenzo. La storia avrà un seguito e nei prossimi mesi vedrà Antonio tornare dal padre per fargli conoscere moglie e figlio!

Una storia a lieto fine in questa società sempre ricca di episodi negativi in cui è proprio il caso di dire “e vissero felici e contenti”!

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