Comitato De Grazia - Percorsi educativi

PERCORSI EDUCATIVI DI COMUNITA’

Premessa

L’ambiente sociale, cioè il complesso delle relazioni di vita con gli altri, è il fattore principale dello sviluppo della personalità; valori, comportamenti, costumi di vita, percepiti dalla realtà esterna diventano fondamento della cultura giovanile intesa come lenta e continua presa di coscienza della realtà.

L’ethos di comunità è fattore educante forse più della famiglia e della scuola.

Il giovane che incomincia a compiere piccole azioni illegali e che, man mano, viene cooptato in un’organizzazione criminale, ha già un suo modo di intendere la realtà e la vita propria e degli altri, ha già assunto un universo di valori che lo portano a pensare ed agire prima ai margini e poi contro la legge.

La forza e la violenza lo esaltano; è molto attratto dai beni di consumo e di lusso che conferiscono status, perciò vuole avere anche con guadagni facili; ha percepito la società dei grandi come un campo di battaglia dove trionfano i furbi ed i corrotti; ha constatato che i comportamenti e le regole predicate dai grandi vengono generalmente disattese per fini personali e senza conseguenze punitive; ha vissuto una qualche esperienza personale di lavoro in nero verificando lo sfruttamento “legale” dei minori come regola accettata dalla società.

     Così, lentamente, penetra nella coscienza degli adolescenti e dei giovani la convinzione che i comportamenti illegali non suscitano molta riprovazione, anzi sono ampiamente diffusi e trovano giustificazione e consenso di massa perché sia i singoli (fors’anche il papà, l’amico di famiglia, ecc.) che le istituzioni, dietro un loro apparire legale nascondono un essere dominato dalle illegalità.

Amantea, come tanti altri centri della nostra Regione, da decenni sta assistendo, impotente ed impaurita, alla diffusione di comportamenti illegali, a volte criminali, tra i giovani della città.          Fin dai lontani anni settanta ed ottanta, durante i quali la vita collettiva della comunità fu tristemente segnata da diversi omicidi di mafia, fino al più recente scioglimento del Consiglio comunale per presunte infiltrazioni mafiose, poi dimostrate non vere, la comunità e le istituzioni hanno solo messo in atto iniziative sporadiche ed occasionali che non hanno inciso sulla cultura mafiosa che si è andata diffondendo tra le nuove generazioni.    

Ad Amantea operano numerose associazioni di volontariato; alcune di esse, in attuazione dei compiti statutari, svolgono attività culturale e sociale con iniziative finalizzate a far crescere la coscienza civile delle giovani generazioni, delle donne, dei soggetti più svantaggiati. In questo momento è quantomai necessario coordinare il lavoro di quelle associazioni che intendono impegnarsi in un progetto educativo di comunità finalizzato a veicolare nei giovani, nei ragazzi, nei genitori, nelle istituzioni, valori e comportamenti nuovi per la costruzione di una coscienza antimafia.

Obiettivi del progetto

Poiché l’educazione non è solitudine ma condivisione di strumenti e di obiettivi tra i diversi fattori educativi (famiglia, scuola, istituzioni, società civile ecc.) la finalità di questa ampia e variegata attività educativa generale è quella di realizzare incontri, sollecitare discussioni, effettuare ricerche ed attività pratiche su temi diversi ma tutti aventi una ricaduta etica sulle giovani generazioni della città, coinvolgendo le associazioni operanti sul territorio che si dichiarano disponibili e che già svolgono una loro funzione culturale.

Mediante approcci di tipo maietico genitori, figli, istituzioni, associazioni si incontrano, si pongono problemi e cercano insieme soluzioni. Dal racconto di casi concreti e dallo scambio di esperienze, con il supporto di studiosi dell’educazione appositamente invitati, genitori e figli, insieme o separatamente, discutono, propongono e praticano percorsi di educazione alla legalità ed itinerari di recupero delle devianze conosciute.

Poiché l’obiettivo principale è quello di far uscire i genitori dalla propria solitudine educativa che crea smarrimento e spesso anche rinuncia a svolgere il ruolo di soggetti educanti, con l’aiuto di esperti nel campo dell’educazione, che svolgeranno anche la funzione di mediatori tra genitori e figli negli incontri comuni, si dovrebbero attivare comportamenti genitoriali aperti, liberi, non più condizionati dalla difesa della famiglia falsamente intesa come monade senza porta né finestra. Mettere in crisi il familismo amorale dominante nella collettività amanteana è fondamentale per invertire rotta alla comunità educante ed avviare una vera educazione antimafia dalla quale i giovani possano essere positivamente condizionati.

Percorsi

Ciascuna associazione di volontariato, per le competenze e le potenzialità possedute, progetta e pratica interventi educativi finalizzati a veicolare valori, comportamenti, modi di vita che contrastano l’educazione mafiosa.Qui di seguito sono riportate alcune possibili tematiche e modalità di intervento.

A-     Uno dei percorsi educativi di comunità potrebbe essere “ Tu, la tua terra, il tuo mare, la tua città”- Deputate a pensarlo, organizzarlo e svolgerlo dovrebbero essere le associazioni ambientaliste operanti nel comprensorio comunale e nell’hinterland.

Se ognuno verifica sul campo il degrado ambientale e gli effetti negativi indotti sulla vita sociale si possono attivare, nei giovani ma in tutti i cittadini, meccanismi mentali ed azioni pratiche dei singoli per un uso diverso del territorio educando ciascuno e tutti al rispetto delle regole di convivenza ed inducendo comportamenti virtuosi.

Nell’ambito di tale percorso educativo si potrebbero organizzare e realizzare sia iniziative rivolte ai ragazzi della scuola dell’obbligo sul come mantenere pulita la propria città e sulle ricadute positive del rispetto delle regole di circolazione stradale, sia iniziative rivolte ai più grandi sui condizionamenti esercitati nei confronti di tutti dalla presenza della mafia in città. Le modalità di comunicazione dei messaggi pedagogici- teorici e pratici- saranno poi pensati e realizzati in relazione allo sviluppo mentale delle diverse fasce di età.

B- Un altro percorso educativo potrebbe essere “ Le donne contro la mafia”. Madri e figlie sono chiamate a discutere liberamente del potere condizionante delle donne sugli uomini attraverso il sentimento dell’amore e dell’eros, della sessualità e delle relazioni di genere. Il progetto per tale percorso porebbe essere di competenza delle associazioni che rivolgono la loro attenzione essenzialmente al mondo femminile.

La donna è portatrice d’amore, crea la vita; la mafia è portatrice di morte, distrugge la vita. Eros contro thanatos. Lisistrata contro la mafia. Le donne, insieme, possono prendere coscienza del loro potere condizionante sugli uomini costruendo un rapporto di eguaglianza tra generi ed imponendo, con il loro comportamento quotidiano, il principio della difesa della vita innanzitutto.

Nell’ambito di questo percorso è necessaria la presenza di una o più “esperte” esterne che agiscano da stimolo teorico e da guida alla discussione di gruppo o collettiva. Potranno tenersi sia seminari separati( madri-figlie) sia dibattiti comuni nei quali occorrerà costruire le condizioni per una espressione libera sia delle une che delle altre.

C- Un terzo itinerario educativo potrebbe essere “ Lo sport come educazione del corpo e della mente”, l’antico brocardo latino “mens sana in corpore sano”. Vivere la pratica sportiva come rapporto di collaborazione, come rispetto delle regole, come bellezza della vita associativa, come necessità di collaborazione per raggiungere risultati, come rifiuto della esasperata ed egoistica ricerca della supremazia sugli altri.

Anche questo percorso potrebbe essere indirizzato, separatamente, sia ai ragazzi della scuola dell’obbligo che ai ragazzi più grandi. Nell’individuazione dei soggetti attuatori bisognerà privilegiare dirigenti ed operatori delle diverse pratiche sportive ( allenatori di calcio o di altre discipline, organizzatori o ex-organizzatori di società sportive ecc.).

Occorrerà mettere in moto un diverso interesse dell’amministrazione comunale per il recupero e l’attrezzatura di piccole aree sportive, come quelle della lottizzazione Colongi-Cavallo che possono essere recuperate con pochi capitali, dandole poi in gestione ad associazioni di giovani.

Sarà utile verificare quali impegni concreti vuole assumere la chiesa locale, sia per riprendere una pratica di politica giovanile già svolta dall’Azione cattolica ed interrotta da decenni, sia per un diverso utilizzo di una struttura pubblica come quella del Convento di S. Bernardino dove potrebbero essere svolte attività rivolte ai giovani ed ai ragazzi amanteani ( mediateca, cineforum , scuola-teatro ecc.).

D- Un quarto itinerario educativo di comunità potrebbe essere “ Un nuovo carro di Tespi”; un teatro educante, proprio come nell’immediato dopoguerra compagnie teatrali ambulanti giravano città e villaggi comunicando attraverso la scena i nuovi valori della libertà e della vita democratica. Le associazioni teatrali della città dovrebbero costruire o ricostruire testi che hanno un alto contenuto educativo, che veicolano messaggi contro l’uso della forza e della violenza e che esaltano la positività del rispetto delle leggi, dell’ambiente, della vita di ognuno e di tutti.

Ecc. Ecc. ( Altre proposte…)

Per ognuno di questi itinerari vanno individuate le associazioni che si fanno carico della realizzazione dell’intervento educativo, discusso collettivamente e coordinato con gli altri interventi educativi mediante incontri prestabiliti. Ciascuna associazione o due associazioni insieme elaborano il programma dell’intervento che intendono realizzare e ne propongono modalità, tempi e fini agli incontri che le associazioni, mediante propri rappresentanti, terranno in fase iniziale ed in itinere. Per tutti i progetti spicifici è necessario coinvolgere le scuole facendo parttecipare insegnanti e studenti anche alla fase progettuale.

Modalità di attuazione

Per far stare insieme genitori aventi diversa cultura, diverse esperienze, diverse condizioni sociali occorre garantire non solo l’assoluta libertà di adesione alle diverse attività svolte ma anche un coinvolgimento delle istituzioni scolastiche che potrebbero garantire la presenza di docenti particolarmente sensibili o che abbiano esperienze teorico-pratiche sui diversi percorsi educativi messi in atto.

Le scuole interessate potranno redigere un loro progetto che verrà collocato all’interno del progetto generale e coordinato con le associazioni che realizzeranno loro attività progettuali.

Le scuole che sono dotate di locali idonei potrebbero metterli a disposizione dopo aver concordato con le associazioni che organizzano il percorso educativo i tempi e le modalità organizzative della logistica.

Ciascun percorso pedagogico ha bisogno di uno o più stimolatori esterni per avviare e favorire gli incontri e le iniziative educative pratiche, nonché di uno o più responsabili organizzativi scelti dall’associazione che realizza il percorso educativo.

Uno stesso percorso educativo può essere organizzato anche da due associazioni che intendono colllaborare tra di loro.

Tempi di attuazione

Il progetto è di lunga durata perché deve interagire con l’intera comunità educante e deve ricevere da essa tutti gli imput e le collaborazioni, anche istituzionali, che possono consentire un dispiegarsi degli effetti positivi sulle coscienze singole e sui comportamenti collettivi. La durata potrebbe essere di un anno, con attività mensili o bimestrali di ciascun soggetto attuatore e con incontri trimestrali dei soggetti attuatori per la valutazione collettiva delle attività svolte.

Ciascun soggetto attuatore scandisce i tempi di attuazione del percorso prescelto ma coordinandoli con quelli degli altri percorsi, nel quadro generale del progetto, al fine di verificare, a tempi dati ed insieme, gli obiettivi raggiunti, quelli da raggiungere, le difficoltà incontrate, le modifiche in itinere da apportare ecc.

Ipotizzando per l’intero progetto una durata annuale, si possono prevedere incontri bimestrali o trimestrali tra tutti i soggetti attuatori dei singoli percorsi.

Esperti esterni

Ciascuna associazione/ istituzione scolastica che organizza il singolo percorso educativo valuterà se è necessario l’intervento di esperti esterni, fisserà le modalità di tali interventi ed i tempi. Ci si potrà rivolgere sia a docenti delle nostre Università o di altri istituti educativi operanti in regione ( Anna Salvo, Piero Fantozzi, Adriana Musella, don Panizza ecc.), sia a soggetti esterni e di fama nazionale (Umberto Galimberti, Anna Oliverio Ferraris, Rita Borsellino, ecc.)

Poiché per ciascun esperto esterno bisognerà affrontare delle spese, sarà necessario un impegno finanziario minimo dell’amministrazione comunale la quale potrebbe utilizzare fondi regionali o europei nell’ambito dei Por sulla legalità.

Il coordinamento delle Associazioni si impegna a mettere a disposizione dell’amministrazione comunale un progetto esecutivo dettagliato da presentare alla Regione Calabria ed all’U.E. per chiedere detti finanziamenti.

 Amantea 22-10-2012

 

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