Inchiesta sui rifiuti tossici

Sostanze tossiche nel fiume Oliva, a giudizio cinque imprenditori

La lunga e complessa storia degli sversamenti di scorie industriali e radioattive nella zona di Amantea - raccontata alla fine del 2009 da il manifesto - per la prima volta ha trovato un fondamentale riscontro giudiziario. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Paola ha accolto in pieno, giovedì scorso, il risultato dell'inchiesta sulla discarica di rifiuti nucleari e industriali del fiume Oliva, condotta dal procuratore Bruno Giordano, rinviando a giudizio cinque imprenditori di Amantea: Cesare Coccimiglio, 76 anni, titolare dell'omonima società specializzata nel trasporto di rifiuti pericolosi; Vincenzo Launi, 57 anni, Antonio Sicoli, 27 anni, e Giuseppina Marinaro, 55 anni, proprietari del terreno dove sono state sversate le scorie; Arcangelo Guzzo, 75 anni, concessionario della zona del fiume Oliva contaminata. Tutti e cinque dovranno ora rispondere di disastro doloso, perché «realizzavano un imponente ed illecito smaltimento di rifiuti industriali - si legge nell'ordinanza - mediante scarichi ripetuti e continuati nel corso di anni, così determinando l'accumulo di svariate decine di migliaia di metri cubi di fanghi (...) e l'accertata presenza in profondità (fino a 6,50 metri) in località Foresta di Serra d' Aiello, del radionuclide, esclusivamente di origine artificiale, Cesio137». Dunque scorie radioattive, con una emissione registrata durante le perizie che raggiunge valori «mai registrati fino ad oggi in provincia di Cosenza». L'imputazione più grave riguarda le conseguenze dello sversamento di sostanze industriali - classificate come cancerogene di prima categoria - e di resti radioattivi, provocando «l'obiettiva ed ulteriore conseguenza che il disastro ambientale determinava un eccesso statisticamente significativo di mortalità per tumori maligni del colon, del retto, del fegato, degli organi genitourinari, della mammella e patologie non tumorali, nonché un eccesso, benché al di sotto del limite di significatività statistica, di tumori maligni della tiroide nell'area del Distretto Sanitario di Amantea (in particolare nelle aree più prossime ai siti di contaminazione), rispetto al restante territorio regionale, nel periodo compreso tra il 1992 e il 2001». Il Gup di Paola ha addebitato - nella fase del giudizio preliminare - almeno un morto a quella devastazione della valle del fiume Oliva avvenuta all'inizio degli anni '90. Si tratta del pescatore Giancarlo Fuoco, deceduto per neoplasia polmonare il 13 ottobre del 2009, ovvero nei giorni del caso Cetraro e della scoperta - della procura di Paola di quello sversatoio di veleni sulle sponde del fiume Oliva, a pochi chilometri dal punto di spiaggiamento della nave Jolly Rosso. Le indagini, durate circa tre anni, non sono riuscite a risalire ai produttori delle scorie industriali e radioattive stoccate lungo gli argini del fiume Oliva. Nell'ordinanza di custodia cautelare il Gip di Paola evidenziava i collegamenti tra l'attività del principale imputato con la vicenda dello spiaggiamento della Jolly Rosso: «Vi è prova della partecipazione dell'indagato alle operazioni che si svolsero attorno alla nave Jolly Rosso, arenatasi nel nel dicembre 1990 sulla spiaggia di Amantea; la nave trasportava rifiuti pericolosi - scrive il Gip nell'ordinanza di custodia cautelare - ed è stata oggetto di smantellamento». Nella zona costiera a valle del fiume Oliva, ricorda il Gip, «sono riemerse parti metalliche di nave Roro, del tipo di quella arenata, sia sulla spiaggia interessata dallo scarico di materiali, sia nel punto di prelevamento dei materiali stessi da parte dell'indagato». La tesi sostenuta dalla procura di Paola e accolta poi dal Gip è che Cesare Coccimiglio, il principale imputato per l'avvelenamento del fiume Oliva, abbia interrato a monte parti della Jolly Rosso, poi scesi a valle nel corso degli anni. Una impressionante coincidenza, che descrive, in ogni caso, un contesto con ancora molti aspetti da spiegare. La zona di Amantea non possiede industrie chimiche e tantomeno nucleari che possano aver prodotto una tale quantità di veleni. Il sarcofago di cemento armato che fungeva da deposito di parte delle scorie, realizzato sotto il livello dell'acqua, implica un'organizzazione di alto livello, che ad oggi rimane sconosciuta, se non nei presunti esecutori finali. Pezzi di verità che forse potranno emergere nel processo davanti alla corte di Assise di Cosenza.
Il Manifesto, 28/10/2012

In Evidenza


AMANTEA, CALABRIA

 Bronzi-di-Riace
Calabria
101 luoghi
151 cose

 Calabria
La Calabria
raccontata con
video storici


 amantea-varette-2008
Amantea
Storia della Pasqua
Testi, video, foto,
commenti, riti, canti
 
 

 amantea matrice 3
 Amantea
Le 101 cose
 

amantea-venerdi-santo-varette-2013-corteo
Amantea
Diario dei Riti
e Usanze Religiose

amantea-chianura
 Borgochianura.it
Story


 amantea-isca
Amantea3.it
Story
 

amantea-Carnevale-2003
 
Amantea 
Il Carnevale

Testi, video, foto
raccolta di 15 anni

amantea raccolta reti
Marineria di Amantea
Mestieri, usi, costumi 

s-antonio-amantea
Rassegna storica
sulla festività di
Sant'Antonio

yt webiamo
34 video sul canale
YT Webiamo

yt antonio cima
83 video sul canale
YT Antoniocima

amantea fiera 2008
Storia della fiera
Testi, video, foto
raccolta di 10 anni

 amantea la ninna natale
Storia del Natale
Testi, video, foto

amantea-anziani
Dialetto Amanteano
500 parole desuete,
o pressochè dimenticate
o sconosciute ai più giovani

amantea chjanura-grotta
Eventi nel Borgo
video, foto, testi

pizzi-cu-ova
Dolci Pasquali

 amantea frittata carnevale
Enogastronomia

collegio-gesuiti
Edifici storici 

temesa logo
I Luoghi di Temesa



© Copyright  "Webiamo.it"  |  E-mail: info@webiamo.it  |  Webmaster: Antonio CIMA