Inaugurazione Campus Temesa..e dopo?

cima antonio Quel 28-11-2012
Varo del Campus Temesa di Amantea
I TIMORI ESPRESSI IL GIORNO DEL NASTRO

Amantea 28-11-2012 - Buona fortuna, ma…io speriamo che me la cavo…
Pare che la struttura che si appresta a tagliare il nastro, nel grembo materno chiamata Casa delle culture e al parto rinominata Campus Temesa, sia, per dimensione tra quelle pubbliche, la quarta della Calabria dopo i teatri Politeama di Catanzaro, Rendano di Cosenza e Cilea di Reggio Calabria.
Volendo ironizzare si potrebbe dire che da terza in Italia, ‘a Mantiella, regredisce a quarta in Calabria. Ma la cosa è seria e affrontiamola seriamente.
In realtà proprio nella dimensione ricadono tutte le incognite sul suo futuro: piccola per eventi di grande portata e costosa per il fabbisogno del comprensorio.
Mettendo avanti l’orgoglio cittadino potremmo vantare di aver quasi completato una struttura pubblica in una regione in cui spesso ci si ferma ai pilastri e quando va bene si arriva alle travi (vedi palasport).
Se ciò facessimo ignoreremmo che il vero problema, dalle nostre parti, oltre a completarle le opere è: farle funzionare. Si potrebbero citare tanti casi che vanno dal semplice zampillo ad una articolata struttura di servizi.
Domani alle 18,30 la bottiglia di champagne s’infrangerà sulla murata del vascello, ma, come già evidenziato, non si conoscono ancora comandante, equipaggio e rotta.
Da giovedi 29 novembre 2012 cosa si fà? Chi lo fà?
Essendo prossimi al Natale sicuramente avremo modo di assistere a concerti e varie manifestazioni per il periodo delle festività, poi è tutto da decidere.
E’ da decidere il tipo di conduzione: pubblica, privata, mista.
Pubblica - Diventerebbe uno strumento clientelare che costerebbe tanto, con rotazione di personale “amico” e presto degraderebbe da ogni punto di vista.
Privata - La cosa primaria che valuta un imprenditore è la differenza tra costi e ricavi.
Una struttura con 412 posti orientata al teatro e alla convegnistica pone alcuni quesiti.
Le necessità dei convegni fino a 400 presenze sono già coperte da alcune strutture alberghiere con il vantaggio che offrono anche gli altri servizi del soggiorno.
Per quanto riguarda il teatro la cosa si fa ancora più complessa. Viviamo in un luogo che, tranne pochi eletti, non ha alcuna vicinanza con l’arte di Moliere. Ad Amantea in un anno si organizzano non meno di 100 eventi da palcoscenico; la gente arriva, si siede, guarda lo spettacolo, arrivederci e grazie. Quante persone sarebbero disponibili a prender posto con l'oneroso, quanto dovuto, biglietto o con l’abbonamento?
Allora bisognerebbe attrarre, oltre ai pochi amanteani abituali del teatro, appassionati da altri luoghi della Calabria. Ciò vorrebbe dire organizzare eventi con appeal rilevante, ma 400 posti coprirebbero i costi?
Misto – nemmeno a parlarne perchè, come sempre in questi casi, i costi sarebbero pubblici e i ricavi sarebbero privati.

Allora che fare? La risposta deve arrivare da chi questa opera ha voluto stimandola  elemento di spicco cittadino, ma che forse ha lasciato la poltrona alla fine del primo atto e non è più rientrato per vedere il resto dello spettacolo per sapere come finisce.
Ma la struttura c’è, ne dobbiamo lietamente prendere atto, occorre completarla, organizzarsi, renderla utile per le finalità native.
Con un impegno organizzativo appropriato e inusuale si può fare.
Una massima di saggezza marinara recita: - ’a Maru ‘a maru e ‘mmienzu - che tradotto significa “quando sei in mare naviga”.
Visto che (dopo alcune verificate previsioni) Cassandra trovasi a  Micene sottoposta alle ire di Clitemnestra e di Egisto, rinuncio, ovviamente, a pensare che il Campus potrebbe diventare il nuovo auditorium in sostituzione di quello della scuola media.

Continuando con la cultura della gente di mare esprimo il mio personale buon auspicio con altra antica perla del linguaggio dei pescatori “vientu ‘mpuppa e maru vonazzu” (vento in poppa e bonaccia di mare) che è il massimo che si possa augurare a chi s’avvia verso le colonne d’Ercole.
Antonio Cima 27-11-2012

P.S. a qualcuno gioverebbe leggere il 18° Canto dell'inferno
campus-temesa-fronte

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