W W F basta con le opere inutili e devastanti

Franco Falsetti:
Ci risiamo con le faraoniche e initili opere, vedi mega porto di Campora

È la solita storia, quella dei piccoli che si sentono, a torto o a ragione, schiacciati dai poteri forti. Quelli che non si arrendono di fronte a scelte più grandi di loro, scelte fatte, in “teoria” per il bene di tutta la collettività nel nome del progresso e di un domani diverso, un domani che di diverso non ha nulla – almeno per i normali cittadini. È la solita storia delle grandi opere inutili, o almeno non necessarie e prioritarie di fronte alle reali esigenze di un territorio in ginocchio ed allo stremo.
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     Pochi giorni fa guardavo su internet il masterplan per lo sviluppo della portualità in Calabria, redatto dalla Regione Calabria nel 2011, all’interno di tale documento si evidenzia che da Amantea a Tortora si prevedono nove strutture portuali (non è menzionata Fuscaldo di cui si era parlato però sui giornali), per un totale di 3000 posti barca – in poco più di cento chilometri si prevedono nove porti (dieci se si considera Fuscaldo) mediamente uno ogni dieci chilometri, una distanza veramente troppo breve se si considera gli investimenti necessari per una struttura portuale - per non parlare dell’impatto ambientale, centinaia di ettari di spiaggia e di specchio d’acqua compromessi da milioni di metri cubi di cemento e sottratti – per sempre - alla bellezza del paesaggio calabrese.

     A tutto ciò dobbiamo aggiungere quanto stanziato per interventi a tutela di spiagge erose, a seguito delle quali si prevedono strutture impattanti costruite su indirizzo dei soliti politici, che da quarant’anni “inciuciano” con i solititi progettisti e le solite imprese costruttrici – insomma la solita minestra riscaldata (per esempio 900.000,00 euro per la tutela dai marosi nella frazione Coreca di Amantea). Sarei curioso di conoscere, porto per porto, quante persone hanno trovato un regolare lavoro a tempo indeterminato in queste strutture ed in quale mansione, e poi …….. quanto ci è costato in questi anni, porto per porto, risolvere i problemi di insabbiamento delle varie strutture portuali. Insomma in un’Italia che fa acqua da più parti, dove sono davvero in tanti a non sapere come guardare al domani – soprattutto al domani dei loro figli – in Calabria, dove tutti questi punti di debolezza vengono vissuti elevati all’ennesima potenza, i politici calabresi propongono sempre e solo le solite cattedrali nel deserto.

     Peccato, abbiamo più costa di tutte le regioni italiane, riusciamo ad offrire mare, collina e montagna in poche decine di chilometri ma tutte le statistiche ci indicano tra gli ultimi quando si parla di turismo – forse si è convinti di risolvere la scarsa presenza turistica costruendo porti, piano piano ne costruiremo uno per ogni barca.

     Ritengo che la Calabria debba mirare a valorizzare il suo patrimonio storico, culturale, eno-gastronimico e soprattutto paesaggistico – puntare a ritagliarsi uno scrigno nella nicchia dell’eccellenze in tutti quei campi dove da sempre ci distinguiamo, puntare su ciò che davvero sappiamo fare.

     Come ogni uomo che vuole guardare senza incertezze al futuro e deve superare le insicurezze del tempo che stiamo vivendo, e forse, per questo motivo che mi impongo fiducia nel domani – ma proprio in virtù di questa fiducia chiedo a tutti i calabresi di valutare, riflettere, non tollerare e non tacere nulla – lasciamo al passato ogni forma di omertoso silenzio, altrimenti non saremmo diversi da chi omertosamente ci ha preceduto ed ha sempre taciuto ……….. facciamo si che quella cultura non ci appartenga più.

     Da qualche mese, settimanalmente, un gruppo di Associazioni con il coordinamento del WWF Alto Tirreno, si sta incontrando per discutere di erosione costiera e di portualità sul tirreno cosentino, si sono creati dei gruppi di lavoro su tutti i comuni rivieraschi con lo scopo di confrontarci in un seminario “Erosione Costiera e Portualità Selvaggia” con rappresentanti dell’Università della Calabria e dell’Università di Firenze, nei giorni 14 e 15 Dicembre prossimo. L’auspicio di tutti è che dal seminario esca una proposta unitaria finalizzata ad una seria programmazione per proporre e stabilire quali metodologie di intervento valutare con un progetto organico che guardi a l’intera costa tirrenica cosentina.
Francesco Saverio Falsetti

(Resp.le C.E.A. M. WWF Belmonte Calabro Marina)
10-12-2012

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