Antonio Cima: il mondo dei siti web

cima antonio A Kussy Sym dello spazio: 7° cosmo-dialogo.
Ti racconto
di Internet nel mondo terrestre: Siti web e dintorni con alti e bassi

Caro amico Kussy, mi accingo a scriverti su un aspetto terrestre che sta tracciando il futuro dell'umanità: la comunicazione libera di massa tramite il web (per saperne di più leggi su http://it.wikipedia.org/wiki/World_Wide_Web). Quando avrà raggiunto la totale espansione l'umanità si avvierà verso l'era della compiuta democratizzazione per effetto della elevata trasparenza, della costante vigilanza su tutto e della denuncia immediata di ogni aspetto deviato. Già oggi saremmo strumentalmente in condizioni di farlo, ma l'umanità è in ritardo culturale frenata da bisogni reali e da appetiti innaturali.
Immagino che nel tuo mondo di queste cose sarà scritto in qualche antichissimo ebook sulla preistoria cosmica del tuo sistema. Forse da milioni d'anni avete raggiunto la totale dematerializzazione, la completa tracciabilità esistenziale, l'assoluto equilibrio sociale.
Ritorno sulla Terra e vado avanti sull'argomento per te, e per altri se lo vorranno.

Chi si accinge a leggere è
, ovviamente, persona avvezza al mondo del web ed è a conoscenza dell’argomento trattato. Non saranno affrontati aspetti estremamente tecnici, ma soltanto elementi identificativi dei tipi di siti e degli ambiti.
Chi di ciò ha cognizione compiuta perderebbe tempo a continuare la lettura.
I frequentatori dei siti, in realtà, fanno parte di una platea sconfinata e variegata con conoscenze che vanno dal vastissimo al minimale. Ognuno s’impadronisce degli “attrezzi” sufficienti per potersi muovere negli ambiti di suo interesse.
Si continua esclusivamente a beneficio di chi ritenga utile fare un piccolissimo passo avanti.
Cominciamo dalla terminologia che potrebbe indurre alla diversificazione di cose che fanno parte della stessa entità. Iniziamo col dire che per avere un sito internet si paga un canone annuo obbligatorio che fa diventare titolare di un dominio. I sinonimi di sito web più diffusi e indeterminati sono pagina web e spazio web.
Nel circuito web esistono una infinità di siti. Problemi: molti di essi, generalmente d’informazione locale o di modesta valenza territoriale, dopo l’entusiasmante periodo iniziale, s’inaridiscono divenendo una “zavorra cibernetica”. I siti vivono di dinamicità, di continua evoluzione, di sintonia con il divenire di ciò che trattano. La staticità è il nemico mortale dei siti che li fa diventare degli inutili “residui ancestrali”. Fanno eccezione quei siti che hanno una valenza storico-enciclopedica, seppur cristallizzata, che comunque finiscono in un'orbita di bassissima visibilità utile a piccolissima e occasionale nicchia di cibernauti. Entriamo nella terminologia dei più ricorrenti (per la verità sono molti più).
Portale: è il sito di un ente pubblico
In realtà solo dei grandi enti pubblici ove si trovano esclusivamente elementi informativi e documentali di pertinenza del settore.
Prendiamo ad esempio il sito/portale del Ministero della Pubblica Istruzione.
Contiene l’elenco delle scuole, degli uffici scolatici territoriali, le circolari emesse, le leggi di settore, graduatorie, modulistica varia, bandi, domande, e altre informazioni strettamente utili e pertinenti al mondo della scuola. Si può attingere e si possono comunicare informazioni riguardanti le scuole, il personale, gli studenti.
Blog: sito personale
Si tratta di una pagina web di un singolo (in genere persona famosa).
Vi troviamo, generalmente, informazioni esclusive del soggetto e di tutto ciò che esalta la sua figura. Naturalmente il titolare può decidere a suo piacimento cosa mostrare.
Social network: siti di comunità planetarie.
Sono le realtà web che hanno causato una vera rivoluzione nella comunicazione. Un social network è una immensa area web nella quale ,chiunque abbia un abbonamento ad Internet, può crearsi un proprio spazio, uno specie di sito personale. Gran parte di chi ha contatto con Internet ha un profilo/canale su uno dei tre maggiori: Facebook, Twitter, Youtube.
La semplicità e l’immediatezza sono state recepite dalla politica che ne fa grande uso.

Oltre ai tipi di cui sopra tutti gli altri possono essere definiti genericamente siti. La diversificazione è vastissima, sintetizziamo.
Siti di enti pubblici territoriali (Regioni, Province, Comuni, Scuole,..). Svolgono anche le funzioni implicite dei portali, ma evidenziano pure la realtà del territorio, a volte nei minimi dettagli della quotidianità di esclusivo interesse locale.
Siti aziendali. Dalle più grandi alle più piccole realtà produttive/commerciali/servizi hanno un sito Internet. Qui compaiono le prime smagliature del web. Tante piccole realtà chiedono un dominio, strutturano un sito valutandolo idoneo all’impresa. In moltissimi casi il sito s’inaridisce per mancanza di aggiornamenti causati dai costi ritenuti eccessivi. Un sito aziendale “ossidato” è meglio chiuderlo perché danneggia l’immagine dell’impresa risultando arretrato rispetto al tempo corrente.
Siti associativi. Una vera proliferazione esiste in rete. Sono quei siti che trattano la sfera esistenziale associativa (culturale, religiosa, politica, ludica). Troppo spesso vengono abbandonati per carenza di capacità finanziaria o inaridimento delle motivazioni o incomprensioni associative. A parte i siti delle grandi associazioni nazionali, adeguatamente aggiornati, molti di quelli locali finiscono nell’ingombrante limbo della “ossidazione”.
Siti d’area territoriale. Sono siti promozionali di aree geografiche. Per esempio dell’Altopiano della Sila, del comprensorio Aspromontano, delle Cinque Terre, della Maremma, ecc. Quasi sempre finanziati da risorse pubbliche quindi destinati al sufficiente dinamismo, anche se nel tempo minimale.
Siti d’informazione. E’ il settore più caotico e controverso. Ho avuto modo di esprimere la personale previsione che entro pochi anni le testate cartacee “traslocheranno” totalmente sul web rivoluzionando e razionalizzando questo spazio.
Attualmente, i siti di riferimento delle testate su carta, altri siti di taglio nazionale, regionale, provinciale, vivono prevalentemente di luce propria producendo quasi tutto ciò che pubblicano pur relazionandosi a 360°.
I siti d’informazione che si rivolgono ad un territorio, nominalmente identificati con una località o un ristretto comprensorio, rappresentano “l’anomalia” del sistema.
Sono siti, quasi tutti, sostenuti da una sola persona che si fa in quattro per sostenere il peso di una reale aderenza al territorio. Con il passare del tempo questo “eroe” non riconosciuto deve fare i conti con un affollamento di gravami tecnici, organizzativi, relazionali, di competenze.
In una località significativa, quotidianamente si determinano eventi (di qualsiasi natura, valenza e portata) che rientrano negli interessi della collettività che, potendo, varrebbe la pena seguire e pubblicare. Succede spesso che per mancanza di tempo, carenza strumentale, non sufficiente competenza tecnica, non sia possibile seguire e documentare adeguatamente gli eventi. Subentrano processi di adattamento o sopravvivenza che spingono ad assolvere l'altruistica “missione informativa” con delle escamotage di sistema attingendo alle risorse disponibili sul web.
Si vanno a pescare gli atti deliberativi e le varie comunicazioni dai siti istituzionali (già presenti ovviamente sul web), si spera nelle comunicazioni dei politici e delle associazioni del territorio, si adatta qualche articolo preso sui giornali, ci si “ispira” a servizi di altri siti web, restando nell'ambito della vocazione territoriale dichiarata.
Tutto ciò, in ogni caso, rientra nei meriti di questo “eroe” non riconosciuto che si adopera per mostrare il dinamismo del luogo.

Succede in qualche caso che, lasciandosi affascinare dalla comodità del copia-incolla, ci si lasci trasportare interamente verso tale tecnica attingendo a tutti i siti possibili, mostrando cose diffuse in ogni dove, sull’onda dell’interesse mediatico del momento, che nulla hanno a che fare con la vocazione dichiarata dal sito, che ad altri è costata fatica produrre, prese
senza autorizzazione e fuori dalle regole implicite della condivisione.
Seguire mediaticamente un territorio è cosa ardua, relazionarsi quotidianamente con tanti, essere a conoscenza di tutto ciò che avviene, anche delle piccole cose che appaiono secondarie ma che rappresentano parte del luogo. Conoscere a fondo usi e costumi, i cicli sociali, le categorie produttive, il calendario cittadino, coordinare le cose del passato con il presente. Tra una grande notizia planetaria presente in modo approfondito su continaia di siti e su tutti i giornali nazionali (per es. dimissioni Papa) e una piccola cosa che avviene nel territorio, il buon senso dovrebbe far propendere per la seconda (non citata da nessuno) in sintonia con la vocazione dichiarata dal sito. Ciò richiede diverse ore d'impegno tra rilevare l'evento, strutturarlo, raccontarlo, pubbblicarlo. Ovviamente è molto più comodo spendere qualche minuto invadendo il sito con argomenti d'altrui provenienza che con il luogo che si dichiara di documentare c'entrano (per pertinenza) come i cavoli a merenda. Ciò succede in modo indiscriminato con una moltitudine di siti, ovunque, in ogni latitudine e longitudine. Resta il vantaggio, comunque, di una maggiore veicolazione di notizie che possono essere ignorate o approfondite liberamente dai visitatori.

Si tralasciano tanti altri tipi siti: -di marketing, di copravendita di merci e servizi online (che con le dovute cautele sono quelli che meglio funzionano), quelli di gioco oneroso (i più pericolosi), gli spazi web di relazione cittadini/istituzioni- perchè entreremmo in un ginepraio complesso e fuori dalle premesse dichiarate.

Questo è il quadro più significativo e ricorrente dei siti web, sommariamente descritto, in frenetica evoluzione, governato da norme poco idonee alle tutele, che negli anni a venire troverà l’equilibrio necessario. Ovviamente per tutti gli approfondimenti possibili esiste in rete una vastissima letteratura per qualsiasi forma di interesse in materia.
Antonio Cima 18-02-2013

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