Piazza emigranti, ripensarne la gestione

amantea-emigranti Amantea - piazzetta degli emigranti:
quel locale di vetro vuoto e desolante.
Simbolo di un amministrare inadeguato e "distratto"

inaugurata il 6 agosto 2012, ovvero 9 mesi
Da qualche anno ad Amantea sono state create alcune piazzette (o spiazzi), inutili e inutilizzate. Bastava solo un po’ di buon senso per capire che tale esito avrebbero avuto, le mostreremo.
Una, però, è riuscita benissimo, destando ammirazione nei forestieri che vi si trovino a passare, raccogliendo molti giovani che lì amano intrattenersi dal pomeriggio fino a tarda sera.
Se così è si riafferma l’ovvio principio che fare cose utili e belle paga. 
E’ chiaro che stiamo parlando della piazzetta degli emigranti costruita nel centro cittadino lungo via Margherita.
Si dà il caso, però, che a oltre nove mesi dalla inaugurazione (6 agosto 2012) ci si aspettava di veder completata la piazzetta con un confacente arredo per il vano in vetro, misterioso non-finito come la Pietà Rondanini di Michelangelo.
Non che la cosa sia clamorosa vista la spiccata propensione delle amministrazioni nostrane a fermarsi abitualmente per strada nella realizzazione delle opere (in questo caso il più è stato fatto).

Il caso di questo locale specchiato (che di per se è piccola cosa) fa comunque riemergere la solita riflessione sulle attitudini organizzative e creative dell’amministratore tipo di Amantea.
Da vari decenni non è stata necessaria una vera capacità progettuale basata sulle reali esigenze del territorio e sul bisogno di sviluppare conseguenti processi controllandoli dal nascere alla conclusione.
Il principio elementare su cui si è basato l’amministratore tipo amanteano è sempre stato il seguente: -arrivano rimesse dallo Stato o da altri Enti, si fanno confluire nei rivoli delle convenienze, si fa quel che giova al consenso e non quello che la vocazione del territorio suggerirebbe, ci si garantisce i potentati elettorali, e come và và-.
Penso di non sminuire nessuno affermando che nella storia cittadina non v’è stato alcun sindaco che possa essere ricordato come esempio lungimirante di concreta operosità strategica e programmatica..passa ohj ca vene dumani, oppure, china si punge s'arrasse.
Tali comportamenti non hanno consentito l’affermarsi di una cultura della pertinenza, della redditività socio-economica, della strategia progettuale.
In sostanza si è affermato un modus operandi politico che non è nè creativo né propositivo, che, senza le rimesse di Enti superiori, non consente di sviluppare neppure un minimo concetto produttivo coinvolgimento il territorio in un percorso autodeterminato sulle cose alla sua portata.
Ovviamente le grandi opere si realizzano con finanziamenti pubblici, ma avviare un atteggiamento virtuoso del far da se (per le cose possibili) apporta una modificazione culturale che per strada ne lascia di risultati. Lo sò...tra il dire e il fare…ma provarci almeno.

Ritorniamo al box di vetro.
Da mesi mi interrogo, e ne ho parlato con tante persone, sul perché non vengano coinvolti i mobilieri di Amantea chiedendo loro di arredare questo locale, apponendo una targa di citazione e ringraziamento.
Immagino che non si tirerebbero indietro a donare un piccolo mobile (di colore definito).
Altre iniziative tra gli esercenti si potrebbero avviare per il mantenimento del verde, della pulizia e delle piccolissime manutenzioni (piazze: Emigranti, Commercio, Cappuccini, ecc.).

In una situazione di ristrettezze apparirebbe come segno di distinzione e attaccamento alla città.
Sarebbe una vera rivoluzione in netta contrapposizione alla vecchia logica amministrativa del mangia tu ca campu iju. Normalmente l'amministrazione dà qualcosa che diventa una cambiale da pagare alle elezioni; in questo caso l'amministrazione chiederebbe un sostegno "spuntando" le armi del consenso elettorale.

Ma queste cose altrove avvengono stabilendo un dialogo tra Comune e imprenditoria sulle attività minimali relative ad aiuole, giardini, fontane, ecc.

Si dovrebbero, naturalmente, coinvolgere le agenzie di pubblicità in un progetto che le vedrebbe propositive e ripagate.  Allego foto di verde di altri luoghi curato da aziende.

Recita un adagio amanteano "i da casa c'un ti curi, vacci a sira quannu scure" che adeguatamente indica la morale del menefreghista.

Antonio Cima 06-05-2013

Amantea piazza emigranti - il box in vetro completamente spoglio
amantea-emigranti

esempi di cure promozionali del verde
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