WWF Calabria la legge pro cacciatori

wwf COMUNICATO STAMPA WWF CALABRIA
LA NUOVA LEGGE E’ SOLO UN REGALO AI CACCIATORI

 

L’approvazione della nuova legge sulla caccia da parte del Consiglio Regionale della Calabria è stata ampiamente spacciata come una norma che intende conciliare la tutela della fauna con l’esercizio venatorio. Niente di più falso. Già in passato, quando qualcuno dei consiglieri regionali-cacciatori aveva preannunciato certi provvedimenti a favore della “categoria degli sportivi”(?), avevamo denunciato il palese tentativo di inserire delle norme ancora più permissive per i cacciatori stessi e di conseguenza più dannose per la fauna selvatica, che continua ad essere considerata né più né meno come un serbatoio a cui attingere a piacimento .

 

A solo titolo di esempio, di fronte allo spauracchio rappresentato dai pareri di un ente scientifico riconosciuto dalla stessa legge quadro nazionale, quale l’ISPRA, e dopo le sonore bocciature di calendari venatori per nulla rispettosi delle indicazioni dello stesso Istituto di Ricerca, con questa legge si cerca di aggirare l’ostacolo affidando ad uno straordinario “Osservatorio faunistico regionale” ( formato da cinque componenti), dei compiti a dir poco miracolistici, come quello di fare censimenti, stabilire la consistenza, la dinamica , l’ inizio delle migrazioni di tutte le specie cacciabili sul territorio calabrese, con un unico, malcelato scopo: far sparare per più tempo, riesumando addirittura un concetto, quale quello dei cosiddetti “nocivi”, cancellato dalla legislazione venatoria sin dal lontano 1977. Davvero encomiabile sembrerebbe il fervore ambientalista del legislatore vista la creazione di “zone umide artificiali” per favorire la sosta degli uccelli acquatici, se non fosse che in esse è vietata sì l’introduzione di specie animali, ma non l’abbattimento degli uccelli che dovessero malauguratamente sostarvi, magari da un bell’appostamento fisso in cui il titolare può invitare a piacimento compagni di doppietta. Un’altra perla a favore della fauna è il previsto anticipo della caccia ad alcune specie , mentre del tutto risibile risulta l’istituzione di un “numero verde antibracconaggio”, sapendo benissimo che il vero problema è quello della carenza assoluta di vigilanza sul territorio che favorisce il diffuso e radicato disprezzo per le norme. A meno che, ma nella legge non ve n’è traccia, non si intenda istituire un nucleo speciale elitrasportato pronto a piombare dall’alto sui malcapitati bracconieri in ogni angolo sperduto della Calabria.

 

E che dire delle motivazioni addotte da taluni circa i benefici economici della nuova legge in termini turistici? Dopo tutto, in una regione sommersa dalla spazzatura e devastata dal cemento, l’arrivo di Toscanacci e vicentini alla ricerca del fringuello proibito non può che completare lo squallido quadro di un territorio sfruttato e massacrato in tutti i modi possibili e immaginabili e offerto al predone di turno.

 

Come si concilierebbero poi le fucilate all’alba con il riposo degli ultimi frequentatori di un agriturismo calabrese, è un mistero che i nostri venatici legislatori dovrebbero chiarire.

 

Ma la prova inconfutabile che la legge è stata ideata ad uso e consumo della categoria, è data dal fatto che viene mantenuto l’assurdo limite massimo del 26% di territorio agroforestale da adibire a zone protette, destinando il rimanente 74% alla soppressione sportiva degli animali .

 

A tale proposito, visto che si straparla di “equilibrio” tra le esigenze di tutela della fauna e l’esercizio della caccia, da parte nostra proponiamo al Consiglio Regionale delle larghe intese filovenatorie un democratico “fifty-fifty”, tre giorni fissi di caccia alla settimana, nessuna apertura “in deroga” e la parità dei rappresentanti tra cacciatori e ambientalisti nelle consulte faunistiche. In caso contrario, avremo l’ulteriore, ma scontata conferma di una classe politica che degli animali se ne infischia altissimamente e a cui non sembra vero di omaggiare gli elettori cacciatori barattando il loro consenso con la vita di migliaia di inermi esseri viventi .

 

A parte, ovviamente, i famelici “nocivi”.

WWF Calabria 

 

 

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