Alfonso Lorelli: Andrea Notaro, dolore

lorelli-alfonso Alfonso Lorelli
ANDREA…CHE IL DOLORE PER LA TUA MORTE POSSA ILLUMINARE LA NOSTRA MENTE…!!
Amantea 27-05-2013

L’altro giorno stavo insieme ad altri tremila amanteani che, come me, con animo triste e gonfio di dolore ascoltavano le parole del prete che “celebrava” il funerale di Andrea. Sentivo parole rituali ed anche consolatorie che per molti erano compagne di mestizia e di pianto, per altri erano come sassi scagliati in faccia che generano dolore ma anche rabbia frammista ad impotenza.

Ascoltavo e pensavo a parole “altre”, a concetti “altri”, a sermoni “altri” che quell’evento tragico avrebbe potuto(e forse dovuto) generare nella mente di chi celebrava e di chi ascoltava. Ed ho immaginato e ripetuto a me stesso che cosa io, laico incallito ma pieno di dolore e di rabbia, in quei momenti avrei voluto dire e sentir dire ai tremila amanteani stretti l’uno accanto all’altro per rendere l’estremo saluto ad un dolce bambino al quale “Dio onnipotente” ha tolto la vita appena dodici anni dopo avergliela donata, lasciando il papà, la mamma, i fratellini, la nonna, i parenti tutti in un dolore senza confini e senza misura.

Avrei voluto dire …. “ noi non comprendiamo perché un bambino deve morire…lui era ancora un angioletto innocente che aveva tutto il diritto di vivere per poter agire, pensare, fare, forse anche peccare… lui meritava la vita, non la morte…non v’è teologia, non v’è filosofia che possano spiegare e rendere comprensibile la morte di un bambino… ”

Poi è arrivata la voce della ragione: “ No, non puoi impelagarti in una complessa questione teologica senza soluzione…pensa invece alle cause fisiche, naturali, biologiche della morte di Andrea ed a cosa si potrebbe fare per evitare che altre tragedie come questa si ripetano…”

Noi non conosciamo le cause prime che hanno determinato la morte di Andrea ma sappiamo che in questa comunità amanteana la percentuale di morti per tumori si avvicina al 70% del totale.. percentuale verificabile empiricamente che dovrebbe essere confermata da rilevazioni scientifiche, da un registro-tumori che classifica e collega la tipologia del male con le possibili cause che lo producono…

Allora proprio in quel momento ho sentito un desiderio impellente di gridare a tutti gli amanteani “ Svegliamoci dal lungo sonno della ragione! perché non siamo capaci di batterci tutti uniti, per imporre alla Azienda sanitaria provinciale l’istituzione del Registro tumori?; perché l’amministrazione comunale non si interessa del problema e non interviene anche essa, lasciando che il compito venga svolto soltanto da qualche associazione di volontarito?”

Noi non sappiamo, e forse non lo sanno neanche i medici che lo hanno curato, quali sono state le cause scatenanti della malattia di Andrea. Noi sappiamo però di vivere in un territorio che presenta diversi fattori di rischio per l’insorgenza di patologie tumorali.
A) Il cesio 137, gli idrocarburi aromatici,il nichel,il cadmio, il crono, l’arsenico che sono stati trovati sotterrati in grande quantità nel fiume Oliva vengono considerati dalla migliore letteratura scientifica come cause scatenanti dell’insorgenza di diverse patologie tumorali. Perché questa città non si batte come un sol uomo per ottenere la bonifica di quest’area inquinata?
B) I campi elettromagnetici ELF emessi dagli elettrodotti, uno dei quali attraversa tutto il centro cittadino, sia ad Amantea che a Campora, sono fattori di rischio acclarati dalla ricerca scientifica. Perché non imponiamo, con una lotta dura, l’interramento di questo elettrodotto?
C) le polveri sottili ed il biossido di piombo sprigionati dalle migliaia di automobili circolanti in un centro urbano come quello di Amantea, ricompreso tra due promontori e perciò con poca circolazione di aria a bassa quota, sono causa di molte malattie tumorali. Perché non viene monitorato, con apposite centraline, il tasso di inquinamento delle nostre strade? Perché non viene disincentivato l’uso delle auto in città?
D) le coperture in amianto sono ancora molto numerose nella nostra città e tutti sappiamo quanto esse siano pericolose e causa di malattie tumorali all’apparato respiratorio. Perché l’amministrazione comunale fa finta di non saperlo?

Cari concittadini, oggi che siamo qui, tutti insieme, a piangere Andrea incominciamo a pensare che, forse, il modo migliore per onorare la sua memoria è quello di unire le nostre forze, le nostre intelligenze, la nostra volontà, in una lotta senza quartiere contro tutte le cause di inquinamento presenti sul nostro territorio. Smettiamola di mettere la testa sotto la sabbia, di pensare che “tanto a me non capiterà”; . Dopo aver pianto Andrea non ritorniamo nel nostro guscio, nel nostro egoismo, nel nostro individualismo. Ritroviamo un nuovo senso civico ed una nuova collaborazione per risolvere, anche con le lotte, i nostri problemi di vita e di morte. Pregare e piangere non basta.”

Ecco, questo avrei voluto sentir dire, avrei voluto dire a quei tremila amanteani che insieme a me piangevano la morte di un dolce bambino di12 anni.

Ma forse i miei erano pensieri strani di un razionalista eterodosso e poco “illuminato”, perché quando l’animo umano è dominato dal fatalismo e dall’egoismo, e questi disvalori sostanziano anche l’ethos di una comunità, dopo il momento del dolore e della commozione, tutto ritorna come prima. Ognuno ritorna a pensare solo al proprio particolare sperando, e magari pregando, che quell’evento tragico non succeda a lui o ai suoi cari. Non dovrebbe essere così, ma sarà così anche dopo la tua morte, caro Andrea.

                                                                                        Alfonso Lorelli 27-05-2013

 

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