Vetere, il 25 Aprile sempre

vetere-giuseppe Geppino Vetere
 Il 25 aprile: data storica da non dimenticare!!

Il 25 aprile di ogni anno non posso non pensare ai ragazzi, agli uomini ed alle donne di quel tempo, a quelli rimasti oggi che hanno ormai un'età abbastanza avanzata, che combatterono sui monti e in ogni e dove è stata scritta una delle pagine più coraggiose della nostra storia, correttamente descritta dall'ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi come il ''secondo Risorgimento''.
Al di là dell'enfasi, per carità, però nella mente mi resta sempre vivo il discorso pronunciato da Piero Calamandrei agli studenti milanesi nel lontano 26 gennaio 1955, sulla grandezza e sull'eroismo di quella stagione, non tanto per ciò che essa esprime in sé, che è anche di grande interesse, quanto per ciò che ci ha insegnato e donato, ovvero la nostra Costituzione, la nostra democrazia, la nostra libertà e un'opportunità di liberazione dopo le atrocità del fascismo, della guerra, delle Leggi razziali, degli avversari mandati in carcere o al confino e altre vergogne che troppe volte, negli ultimi anni, sono stati colpevolmente ridotti ad avvenimenti marginali.

E mi sovviene, pure, quanto ebbe a dire un altro personaggio di quella stagione: il partigiano Enzo Biagi, il quale affermava che occorre avere riguardo per tutti i giovani che non hanno avuto un futuro, ma non è ammissibile, aggiungeva, la comparazione fra quanti hanno combattuto dalla parte di Hitler e dei repubblichini di Salò e quanti, invece, lottando, hanno perso la vita per restituire all'Italia i beni indispensabili che le erano stati sottratti con la violenza.
Lo ha ripetuto qualche giorno fa il Presidente della Repubblica Mattarella, nell'Aula di Montecitorio eccezionalmente affollata di partigiani, sovrani nel luogo per cui hanno rischiato la vita, simboli da affidare alle nuove generazioni non sotto forma di immaginette ma di memoria, di esempi e, più che mai, di istruzione, affinché non si rinnovino quei giorni infelici e nefasti.
E qui vorrei citare pure Norberto Bobbio, il quale metteva in dubbio la sicurezza delle conquiste democratiche, asserendo che, particolarmente in un Paese come il nostro, andassero difese, sostenute e rafforzate ogni giorno per poter respingere gli attacchi di un fascismo latente e sempre vivo. Perché è sterile meditare solo su quei lontani giorni di settant'anni fa, tralasciando di ricordare che il momento che stiamo passando non è meno temibile e carico di insidie.
Al riguardo, è bene evidenziare che non risponde al vero che siamo arrivati al massimo livello di agiatezza possibile perché questo non è benessere ma una nuova forma di asservimento, con il lavoro modificato in mercanzia, la Costituzione deturpata, le Istituzioni oltraggiate e mortificate ogni giorno ed i valori stessi della Lotta di Liberazione posti continuamente in forse, fino a prove grossolane di qualche reazionario, mai pentito, di mettere sullo stesso piano partigiani e repubblichini, dando vita a un revisionismo tanto vergognoso quanto lesivo per la compattezza sociale del Paese.
Per quanto, dunque, le commemorazioni debbano essere comprendenti ed indicative di tutte le sensibilità politiche, mi sarei augurato di non vedere partecipare alle sfilate chi elogia i partigiani solo il 25 aprile e ne offende la memoria il resto dell'anno, chi sostiene l'annientamento della Costituzione in atto, chi sta rispondendo, con favore, al desiderio di totalitarismo e fermezza demagogica, tanto gradita ai poteri finanziari internazionali, chi sminuisce e chi sa tutto ma si trincera a non fiatare per comodità e per conservare la poltrona del momento.
Tutte queste persone, sarebbe stato meglio se, nel settantesimo anniversario della Liberazione, fossero andate a fare un picnic coi familiari anziché sfilare per le strade nel momento in cui l'Italia civile, partigiana e fiduciosa di custodire i valori che i ''ragazzi'' di allora ci hanno lasciato in eredità, manifestava in piazza congiuntamente con il Presidente Mattarella, depositario del migliore mondo cattolico democratico e di quei valori resistenziali che hanno contrassegnato l'esistenza e la condotta politica di Giuseppe Dossetti, di Giorgio La Pira, di Aldo Moro, di Benigno Zaccagnini, di Tina Anselmi e di altri maestri e capisaldi dell'attuale Capo dello Stato.
Dnque, come dicevo mi ha fatto un certo effetto nel vedere in tv sfilare, col fazzoletto tricolore intorno al collo, coloro che hanno sorretto e votato lo stravolgimento dello Statuto dei Lavoratori; coloro che stanno modificando la Costituzione a furia di insolenze e andando avanti a colpi di maggioranza nella notte; coloro che non manifestano alcun riguardo verso le opposizioni e le organizzazioni sindacali; coloro che assecondano un disegno padronale della democrazia e chi non reputa indecente stringere intese con gli ex aderenti della loggia massonica P2, creata a suo tempo per bloccare e far affondare il processo di ammodernamento in senso progressista del Paese.
Queste sono le aspirazioni spezzate di più di una generazione, questa è la nostra storia e non si può ridurre alla semplice controversia fra destra e sinistra, antico e moderno, anche perché in questo caso la distinzione è tra chi valuta la democrazia un valore trattabile e limitabile in cambio del totem della governabilità e chi, invece, si batte per tenere alta la bandiera della rappresentanza e del'attenzione di tutte le convinzioni.
W il 25 Aprile, W la Resistenza, W l'Italia Libera e Democratica. Grazie ancora!!!
Geppino Vetere 28-04-2015

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Commenti  

 
#4 bolsce 2015-04-30 08:58
Citazione giuseppe:
Quindi il 25 Aprile non è solo una prerogativa dei partigiani, c'è stata anche parlare del 25 Aprile dobbiamo citare tutti non solo quelli che fanno comodo ad una certa frangia politica. Che è quella che poi voleva consegnare l'Italia ai russi. Ciao Peppino Aloe
invece i "democratici" (ex fascisti cambia casacca) ci hanno consegnato alla mafia e ai democristiani.s aranno contenit quelli che c'hanno mangiato per 70 anni. ancora oggi ne vediamo le conseguenze
Citazione
 
 
#3 FRANCO DANESE 2015-04-29 16:47
Caro Geppino, e' con piacere leggere i tuoi scritti...pero' credo che il commento e'soggettivamen te magnificato
..(politicamente considerato).Pe r me non e' stato "una delle pagine piu' coraggiose della nostra storia".Definir ei quel
periodo una guerra caotica di ideologie avventurate, azioni di vita o morte con tante vittime.Credo che la storia dovrebbe essere piu' giusta ed obbiettiva attraverso il tempo..risaltan do valori,errori e ragioni.Saluti
Citazione
 
 
#2 giuseppe 2015-04-29 10:43
Quindi il 25 Aprile non è solo una prerogativa dei partigiani, c'è stata anche la Brigata Ebraica che mentre sfilava a Milano( è stata fischiata da persone che inneggiavano alla democrazia)che ha combattutto per la liberazione senza parlare dell'apporto più importante quello degli Alleati.Perciò se proprio vogliamo parlare del 25 Aprile dobbiamo citare tutti non solo quelli che fanno comodo ad una certa frangia politica. Che è quella che poi voleva consegnare l'Italia ai russi. Ciao Peppino Aloe
Citazione
 
 
#1 giuseppe 2015-04-29 10:36
L'amico Geppino puntuale come le cartelle delle tasse (anche se sbagliate) del Comune di Amantea, ci dice la sua sul 25 Aprile.Io mi limito a citare solo Aldo Cazzullo editorialista del CdS. > Aggiungo io: di preti uccisi dai rosssi nel triangolo della morte, uno di questi preti è stato beatificato il 5 ottobre 2013,e mi fermo qui. 1
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