Dante Perri - Parere sulla foto di fine '800

perri-d DANTE PERRI: PARERE sulla FOTO DI FINE '800
"PROCESSIONE DI SANT'ANTONIO"
di A. Cima

Nell’articolo “Foto di fine '800 - una processione di S.Antonio”, pubblicato oggi, viene riportato il proverbio delle nostre contrade: L’acqua sant’antantonina leve lu panu, l’uäglio e lu vinu, certamente diffuso nella Calabria di fine ottocento in cui gli addetti all’agricoltura erano quasi la totalità della popolazione.

La versione moranese dello stesso proverbio (pubblicato su www.contrade.eu) è per esempio:Acqua santantonina ti fa pperdri ógghiu, pani e binu La pioggia di Sant'Antonio, cioè di Giugno, è dannosissima al raccolto. Questa idea è ripetuta, sempre a Morano, nel proverbio:

Quannu chiòvi u misi 'i giugnu, ti manni allu pirfunnu;
quannu chiòvi nta giugnèttu, ti fa batti i petri 'mpèttu;
quannu chiòvi u misi 'agustu, ógghiu, meli, manna e mmustu.

(Quando piove di giugno, ti manda alla rovina;
quando piove di luglio, ti manda il cuore in subbuglio;
quando piove di agosto, olio, miele, manna e mosto).

Non dimentichiamo che già all’inizio della primavera le nostre popolazioni terminavano le già magre scorte di grano dell’anno precedente e l’attesa della mietitura/trebbiatura (a cavallo della settimana della festa di Sant’Antonio) diventava trepidazione per il raccolto. Parliamo di pane non di prosciutto! Quel pane, in mancanza del quale, il popolo di Parigi poteva sostituire con le brioches, secondo Maria Antonietta che salì il patibolo nell’ottobre del 1783

Rassicuriamo Antonio che quell’anno, perlomeno, non vi fu pericolo per il pane, l’olio ed il vino, infatti la presenza di alcuni ombrelli nella straordinaria foto pubblicata, non ci deve trarre in inganno, perché la bellissima tarda mattinata di sole di metà giugno di un anno imprecisato di fine ‘800 è testimoniata dall’ombra delle case del lato destro di Corso Vittorio Emanuele II°, proiettata sulla strada polverosa dell’estate (non esisteva ancora l’asfalto!).

image002 image004
Cartamodello pubblicitario della macchina da cucire SINGER
(fine ottocento).
Gruppo familiare benestante
(fine ottocento)

La moda dell’epoca imponeva infatti alle donne del ceto borghese e nobile l’uso dell’ombrello, per mantenere la pelle del volto più bianca possibile (l’abbronzatura era bandita!) e per difendersi dalla calura estiva (d’altronde l’abbigliamento a più strati anche d’estate e senza poter scoprire neanche un lembo di pelle provocava un insopportabile surriscaldamento del corpo).

Il discorso era diverso per le donne del popolo, avvezze al sole della quotidiana fatica dei campi, dei viaggi a piedi nelle remote contrade dei paesi vicini, per barattare il pesce, dato come paga ai loro mariti dai proprietari delle barche, al sole che picchiava sulle loro teste quando battevano i panni sulle pietre del torrente Catocastro per poterli lavare col poco sapone di cui disponevano (le lavatrici sarebbero arrivate dopo 70 anni ed anche il Dixan!).

Mentre le giovinette del popolo (si vede anche nella foto di Cima) andavano a capo scoperto, le donne anziane indossavano dei fazzoletti scuri quando non il tibet nero per lutti perenni. Addirittura è presente qualche esemplare di costume tipico femminile, oggi ormai scomparso, indossato dalla donna a sinistra dell’ombrello in primo piano, con copricapo bianco ricamato e corpetto scuro.

Inoltre i costosi ombrelli femminili, provenienti dalla capitale (Napoli, anche se non più di fatto! Roma e Milano erano ancora anni luce, benché fosse stata costruita la ferrovia proprio in quegli anni), non erano alla loro portata economica (roba da signori!). Dico Napoli, anche perché era il terminal della speranza. Dal porto di quella città infatti erano emigrati ed emigravano nelle Americhe centinaia di nostri concittadini assieme a milioni di meridionali

Per gli uomini le cose andavano peggio. Ricchi e poveri dovevano indossare copricapi d’estate e d’inverno. Bene d’inverno! Male d’estate se la coppola di lana era l’unico accessorio del popolano!

Il ricco, più fortunato poteva possedere dei cappelli di due stagionalità, ma in linea di massima fino alla fine dell’800 anche d’estate veniva usato il feltro, anche se più leggero.

Tra la fine dell'800 e l'inizio del '900, uscì di moda per il ceto borghese la paglietta, indossata a partire dal mese di maggio (da qui anche il nome di "magiostrina") e dismesso tassativamente alla prima vendemmia e che annoverava fra i suoi "indossatori" più celebri Maurice Chevalier, Odoardo Spadaro, Nino Taranto e Gabriele D'Annunzio.

 

image006 image008 image010

Nella foto di Cima si vede un signore in paglietta sulla sinistra di Sant’Antonio.

L’abbigliamento dei ricchi poi, prevedeva cravatte, giacche, panciotti ecc. (roba da schiattare!). I poveri perlomeno non erano affogati da cravatte ed avevano il vantaggio di indossare camicie popolari in cui il collo era corto e verticale (pistagna, noto oggi anche come colletto alla coreana), quel tanto che bastava per cucirvi sopra i bottoni che poi, nel caso dei borghesi, fermavano il colletto.

Dante Perri

05-03-2012

Aggiungi commento

REGOLAMENTO SUI COMMENTI:
1- i commenti sono sottoposti a restrizioni
2- sono consentiti commenti su soggetti e fatti pubblici
3- saranno esclusi commenti e citazioni impropri di persone e ambiti privati
4- saranno escluse citazioni irridenti o non rispettose di commenti altrui
5- saranno esclusi commenti senza rilevanza di tema
6- è ammessa la forma satirica esclusivamente in relazione a contenuti pubblici
7- solo i commenti che la redazione riterrà conformi a quanto sopra saranno pubblicati

In Evidenza


AMANTEA, CALABRIA

 amantea matrice 3
 Amantea
Le 101 cose
 


 Bronzi-di-Riace
Calabria
101 luoghi
151 cose


 Calabria
La Calabria
raccontata con
video storici


 amantea-varette-2008
Amantea
Storia della Pasqua
Testi, video, foto,
commenti, riti, canti
 
 

temesa logo
I Luoghi di Temesa

amantea-venerdi-santo-varette-2013-corteo
Amantea
Diario dei Riti
e Usanze Religiose

amantea-chianura
 Borgochianura.it
Story


 amantea-isca
Amantea3.it
Story
 

amantea-Carnevale-2003
 
Amantea 
Il Carnevale

Testi, video, foto
raccolta di 15 anni

amantea raccolta reti
Marineria di Amantea
Mestieri, usi, costumi 

s-antonio-amantea
Rassegna storica
sulla festività di
Sant'Antonio

yt webiamo
34 video sul canale
YT Webiamo

yt antonio cima
83 video sul canale
YT Antoniocima

amantea fiera 2008
Storia della fiera
Testi, video, foto
raccolta di 10 anni

petilia santa spina
Riti Pasquali

In Calabria


 amantea la ninna natale
Storia del Natale
Testi, video, foto


amantea-anziani
Dialetto Amanteano
500 parole desuete,
o pressochè dimenticate
o sconosciute ai più giovani

amantea chjanura-grotta
Eventi nel Borgo
video, foto, testi

pizzi-cu-ova
Dolci Pasquali

 amantea frittata carnevale
Enogastronomia

collegio-gesuiti
Edifici storici 




© Copyright  "Webiamo.it"  |  E-mail: info@webiamo.it  |  Webmaster: Antonio CIMA