Analisi del programma estivo 2014

cima antonio Amantea – Programma estate 2014
Guardiamo dentro
alle logiche che lo determinano
Antonio Cima 20-07-2014

Un programma di eventi estivi non è cosa che si possa allestire su due piedi. Occorre il tempo necessario e le risorse finanziarie adeguate agli obiettivi.
Il cartellone estivo Amantea 2014 è stato realizzato rapidamente da una amministrazione da poco insediata e va dato atto per l’articolazione dei numerosi eventi.
Il programma c’è, ottimo e abbondante come si direbbe in ambito militare, si snoderà giorno dopo giorno fino ai primi di settembre.
Reputo poco profittevole cimentarsi nell’analisi del sangue degli eventi che ricalcano uno standard consolidato tra cose ottime, buone, superflue.
Sorvolo sui tradizionali privilegi di date e giorni esclusivi, ai soliti noti, che appaiono addirittura imbarazzanti.
Noto un innovativo orientamento verso il territorio, le tradizioni, il borgo antico, l’enogastronomia: alleluia, alleluia grida un vetero sostenitore di tali ambiti, come chi scrive, che da un decennio ciò afferma e cerca di adoperarsi per tale percorso.
Noto anche che le porte di Canossa sono rimaste aperte per accogliere soggetti che tali spaccati hanno sempre disdegnato a favore della evanescenza.
Condivido la scelta del pagamento delle sedie, da regolamentare, che, probabilmente, troverà difficoltà a stabilizzarsi.
Una amministrazione deve garantire i servizi primari, dovuti e necessari, non il costante e gratuito divertimento. Quantunque 1 euro non è pagare lo spettacolo, ma contribuire in misura minimale al funzionamento della macchina estiva.

Ma altre cose vanno osservate e discusse.

L’interrogativo sul finanziamento del programma 2014 resta in piedi e forse occorrerà raschiare il fondo del barile; speriamo che tutti gli eventi possano aver luogo.
Per la Notte Bianca qualche possibile mal di pancia se non arriva la lancia di salvataggio della Regione.
Altre pieghe sono ataviche e di tipo strutturale dovute in parte alle esigenze di “vicinanza” ai cittadini e in parte alle duttilità e intuizioni dei delegati e affini da allineare ai tempi.

In realtà il programma estivo non lo fa chi ha la delega al turismo, ma lo "impongono" le associazioni con beneplacito dell'assessore gratificato dallo stare "vicino" agli attivisti, specie se a pochi mesi si terranno elezioni (vedi Regionali novembre 2014).
Fare un programma significa dare un indirizzo strategico, trovare le risorse finanziarie, decidere il percorso e aggregare realtà umane/strutturali in sintonia con gli obiettivi.
Da trent’anni succede che a ridosso dell’estate l’assessore sale sui bastioni del castello e grida “allarmi allarmi i turchi su arrivati alla marina”; il popolo delle associazioni si organizza per far fronte ai saraceni. Ma sulla marina, ahinoi, non ci sono nè ottomani, nè napoletani, nè romani, nè padani, ci sono solo sparuti avventori di tasca stretta.
Il programma estivo è come la benedizione domenicale del Papa in piazza S.Pietro, raggiunge tutti: cristiani e non, buoni e cattivi, egoisti ed altruisti, persone serie e millantatori.
No so quante volte ancora bisognerà sottolineare che il programma estivo dovrebbe distinguere nettamente spazi e tempi per i turisti e quelli per gli amanteani. Un programma estivo non può durare solo 40 giorni tra luglio e agosto con 130 eventi (300 nel comprensorio) sommando zimmiri e crapietti, corchje e favi, ma va spalmato dalla chiusura delle scuole a fine settembre. Il periodo centrale (agosto) deve prevedere quasi esclusivamente eventi orientati ai turisti per consentire a chi di loro lo voglia di conoscere, assaporare, vivere il territorio. Agli amanteani va dedicato il resto dell’estate.
Tutti vogliono una data centrale, un luogo affollato, magari in esclusiva giornaliera.
Mettere ordine in tale ginepraio significherebbe dire dei NO, ma tutto potete chiedere ad un amministratore tipo di Amantea giammai costringerlo a dire NO. E allora finisce che vari spettacoli destinati esclusivamente ad amanteani per la calma settembrina te li trovi nel mezzo del cammin.

Una considerazione a parte merita il tema dei cosiddetti grandi eventi. Non entro nella disquisizione di merito e di classificazione, se si ritiene che siano necessari e utili che si facciano. Un grande evento è cosa complessa che richiede competenze e dedizione, ciò va riconosciuto. Noto solo che comunemente tali eventi non sono collocati nei periodi di grande affollamento, ma un pò prima o un pò dopo.
Il compito di un grande evento è quello di portare gente e interesse ad un luogo nei momenti meno intensi e non quello di utilizzare la gente già presente nei momenti di calca.
Un esempio per tutti: la festa del peperoncino di Diamante (ormai di risalto internazionale) che a metà settembre riempie la cittadina con decine di migliaia di persone accorrenti dalle regioni confinanti e da tanti luoghi nazionali. Si tratta di un evento che porta fiumi di denaro nella località dell’Alto Tirreno cosentino oltre che una continua crescita d’immagine e capacità attrattiva.
Un grande evento nei momenti di punta è come sfidare un bambino a braccio di ferro: si vince sicuro.
Il mese di agosto, in una località turistica marina, è un pranzo luculliano dove aggiungere una ulteriore pietanza, seppur di qualità, è forse superfluo. Una pietanza, anche se di non grande qualità, diventa opportuna e utile sul vuoto desco settembrino. Non credo che occorra essere titolati esperti del settore nè chiamarsi Socrate, Leonardo o Einstein per metabolizzare questo concetto.

Ma la questione turismo ad Amantea riguarda solo parzialmente il programma estivo. Il nostro comprensorio ha il vantaggio di avere tante strutture ricettive ritenute notoriamente di alta qualità. Ciò va considerato un punto di forza da fondere con la vasta gamma di opportunità del territorio.
Necessita una svolta radicale nella interpretazione del settore, da parte delle amministrazioni comunali, con un tavolo al quale devono sedersi tutti i soggetti, pubblici e privati a vario titolo, in grado di orientare il cambio di rotta.
Sono fermamente convinto che proponendo ai turisti quello che siamo, quello che abbiamo, quello che sappiamo fare, dalla via pietrosa in cui siamo, un po alla volta, i sassi possono essere eliminati.
Antonio Cima 20-07-2014

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Commenti  

 
#5 pensieroso 2014-07-26 16:00
Sinceramente speravo in una REALE visione delle cose, come negli anni passati. evidentemente ora gli eventi ci sono (evento= parola grossa), forse perchè si rivede borgochianura. ci fanno pagare le sedie, si parla di una festa alla chianura, chiusa e a pagamento. complimenti per tutto il resto, ma stavolta non mi sei piaciuto.

Risposta di Antonio Cima
La Chianura è un luogo pubblico in cui tutti possono operare.
Borgochianura risponde di ciò ch'essa fa non di quello che fanno gli altri.
Citazione
 
 
#4 Alfonso 2014-07-22 23:54
Antonio se tu fossi una bella ragazza ti farei la corte. Per esempio hai spiegato, in maniera comprensibile anche ad un bimbo, come/quando si organizzano i "grandi eventi". Concordo of course.
Citazione
 
 
#3 teatrax 2014-07-22 22:10
lo possono fare loro lo spettacolo estivo , tanto sono degli esperti di teatrini questi chiamiamoli nuovi amministratori, anzi il 1 in testa è proprio .........
Citazione
 
 
#2 Cardellino 2014-07-22 18:12
Ma scusatemi vi meravigliate se c'è un programma estivo, quando ci sono famiglie che non arrivano alla fine del mese. Purtroppo si vota per comodità e non per il bene del paese. Vediamo se la neo Sindaco provvede prima al lavoro e dopo al divertimento. Se nò è facile amministrare così.
Citazione
 
 
#1 sabatinha 2014-07-22 16:18
nessun programma estivo praticamente non pervenuto vorrei dire ai neo amministratori di vergognarsi
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