Lungomare addio, così è stato deciso

cima antonio Amantea - Il lungomare può aspettare
questo ha deciso la maggioranza consiliare;
stornato il finanziamento verso opere minori.
Il mancato ammodernamento del lungomare e la complicata situazione del porto impediranno la rinascita che la città attende da anni. Antonio Cima

L’evoluzione tecnologica, volta a migliorare le condizioni di vita dei popoli, muta inevitabilmente il linguaggio che si conforma ai nuovi contesti. E così succede che gemme linguistiche vadano in disuso perdendosi nell’oblio. Fino all’avvento della corrente elettrica la lanterna rappresentava l’elemento principe per illuminare un ambito, un percorso. Mettendosi in cammino in gruppo tale fonte di luce veniva assegnata a persona di maggiore affidabilità visto il ruolo guida che rivestiva. Se l’assegnatario della preziosa lampada si dimostrava non idoneo al compito si diceva “hanu affidatu ‘a lanterna mmanu a nu cecatu”. La metafora ha una validità omnia, in ogni contesto.
Valutando le amministrazioni comunali di Amantea degli ultimi trent’anni mai locuzione fu più appropriata.
L’impressione è che tale espressione vernacolare valga anche per l’amministrazione corrente (è all'inizio) constatando la devoluzione dei fondi dal lungomare verso imprecisate trempe da valorizzare (gulp!). La questione è disarmante e richiede una ineludibile lungaggine.

La cosa è stata decisa nel consiglio comunale del 30 settembre 2014 insieme ad altri punti all’o.d.g., pure importanti (bilancio previsione, tasse comunali, addetto stampa, urbanistica), che evito per scontata inflazione su vari spazi della comunicazione cittadina.

Andiamo con ordine
Nella importante assise cittadina è emerso (ma si sapeva già) che ad Amantea, oltre al porto, anche il lungomare è stato costruito abusivamente, senza alcun consenso degli enti preposti. Per tale aberrazione amministrativa, relativamente al lungomare, il Demanio ha chiesto (per gli anni decorsi) il versamento di oltre 7 milioni di euro da sommare a quelli già chiesti con identica motivazione per il porto.
Pur consapevoli della esistenza fuorilegge del lungomare, tre anni fa dal Comune è stato acceso un mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti di 2.500.000 di euro per il rifacimento del lungomare.
Nel frattempo tale debito è costato 670.000 euro tra interessi e rate versate.
In base all'articolo 56 bis del Decreto del Fare il comune di Amantea ha chiesto al Demanio l’acquisizione alla proprietà civica di alcuni spazi attualmente demaniali, tra cui il tratto su cui trovasi il lungomare.
A tale richiesta risulta essere pervenuta una risposta negativa da parte del Demanio che impedisce al Comune l’acquisizione del lungomare; va evidenziato che la norma in tal caso prevede una possibile ulteriore fase interlocutoria tra i due soggetti.
Una persona in grado di tenere la lanterna in mano si chiede: “se il lungomare è illegalmente costruito su area demaniale e, quindi, non è proprietà del Comune, perché è stato contratto un debito per il rifacimento dell’opera?”. A scanso d’equivoco va detto che si trattava di altra maggioranza (altri cecati con la lanterna in mano).

Procediamo
L’attuale maggioranza si trova con questi soldi in cassa e deve decidere che farne:
a) utilizzarli per il rifacimento del lungomare che insiste abusivamente su zona demaniale?
b) dirottarli verso altre opere?
Ovviamente ne hanno discusso in maggioranza e, presi dalla “paura” d’investire su un’opera a “rischio”, hanno deciso per la soluzione b) frazionando il finanziamento su varie opere urbane in luoghi che, come sostiene l’opposizione, appaiono “senza incidenza di alcun tipo, senza valenza apparente, senza prospettive credibili”, praticamente trempe e canneti fuori mano.
Non mi unisco al coro di quelli che riflettono sulle mappe catastali, sulle progettazioni, sulle realizzazioni delle opere e procedo con un minimo di deduzione.

Per il lungomare, così come appare oggi, esiste già verso il Demanio un rilevante debito pregresso che, inevitabilmente, aumenterà dinamicamente.
La domanda è: “se il lungomare, invece di restare nell’attuale stato di indigenza estetica e funzionale, migliora le sue condizioni divenendo accogliente e produttivo, cambiano i parametri debitori verso il Demanio?”.
L’assessore Tempo ha chiaramente affermato in Consiglio che il lungomare non sarà comunque abbandonato e che iniziative di miglioramento, qua e là ha detto, saranno portate avanti.
Quanto sostenuto dall’assessore Tempo fa ritenere possibili interventi di ammodernamento.
Ma se qualcosa è possibile fare sul lungomare senza ostacoli da parte del Demanio perché allora non fare tutto ciò che era previsto? I latini direbbero cui prodest?

Ma sarebbe opportuno che gli amministratori riflettessero.
(scorcio lungomare Roccella J.)
roccella lungomareProbabilmente sfugge, ai nostri portatori di lanterna, una considerazione basilare che riguarda le località turistiche marine.
Chi è aduso a giramondare queste cose (che sono elementari) le vede, le osserva, le metabolizza.
Un luogo di turismo costiero ha bisogno primario, a volte esclusivo, di tre elementi: un porto funzionale, un lungomare di prestigio, lidi moderni di grande qualità con spazi giovanili. Fanno eccezione quei luoghi di superiore bellezza considerati mete planetarie.
Tutto ciò che si aggiunge (monumenti, chiese, pinete, musei, ecc.) possono solo completare ed accrescere la potenzialità del luogo.
Una località di mare con un grande castello, una meravigliosa cattedrale, una ricca pinacoteca, un ampio teatro, ma senza lungomare di spicco e senza lidi/spiaggia a modo potrebbe essere un ambìito ritrovo culturale di nicchia, ma non sarà mai un luogo turistico di spessore (da non confondere con piccoli borghi medievali).

Diamo una occhiata alla Calabria.
Fino agli anni ’80 il turismo affluiva maggiormente sulla costa tirrenica per via dell’insana spesa pubblica che spendeva e spandeva, della ferrovia, dell’autostrada, della SS18, del grande flusso campano confinante. Si è trattato di turismo selvaggio che ha portato livelli di gusto ed esigenze d’ogni tipo.
Dagli anni ’90 è subentrata una richiesta di maggiore qualità capitalizzata maggiormente sullo Jonio con un adeguamento ai nuovi bisogni. Tante località del levante calabrese sono emerse conquistando ripetuti riconoscimenti per il livello organizzativo dell’accoglienza basata in misura significativa su lungomare, spiagge, lidi (Trebisacce, Villapiana, Soverato, Roccella, Marina di Gioisa,…).
Le località costiere calabresi che in questo momento mostrano maggiore appeal, tra le quali non c’è ahinoi Amantea, con tutto il rispetto, non hanno la valenza complessiva della nostra cittadina. Hanno però saputo intercettare gli orientamenti del turismo offrendo verde, pulizia, servizi, ordine, ma soprattutto lungomari benfatti e polivalenti, lidi soddisfacenti, spiagge ordinate e pulite, e quasi tutte con un porto “normale” nei dintorni.

E invece ad Amantea
I lidi amanteani, con adeguato piano spiaggia, messi in condizioni di operare razionalmente, sono convinto che potrebbero portarsi ai livelli confacenti con i moderni parametri di funzionalità.
Abbiamo strutture aggiuntive, nel loro complesso, come nessun altro luogo della Calabria: borgo antico, passeggio, shopping, grotta, teatro, eventi, monumenti, scogliere, enogastronomia, spazi urbani, alta quantità/qualità di strutture alberghiere.
Ciò che penalizza Amantea è l’assoluta inadeguatezza del lungomare e del porto.
Due strutture costate un occhio (forse due), con "carte" disordinate, e, ove non bastasse, disastrato e costosissimo il porto, assolutamente demotivante il lungomare.
Abbiamo pesanti pendenze economiche nei confronti del Demanio che non si riesce a capire quando e come saranno ripianate.
Perchè questa incomprensibile inaccortezza amministrativa di accendere un mutuo per un’opera abusiva con vincoli di spesa che hanno parcheggiato quei soldi generando in tre anni poste passive per 670.000 euro e interessi attivi per qualche decina?
Considerando la montagna di crediti del Comune sui tributi comunali (che fine faranno?), considerando le rilevantissime anticipazioni di cassa dai commissari in poi, considerando la logica perversa del fare debiti per pagare altri debiti, tutto ciò considerato dove andremo a finire?

Conclusioni
amantea lungomare aIn un simile contesto, somigliante alla zattera della medusa di Théodore Géricault, perchè spurbariari quel finanziamento di 2.500.000 euri in opere oggettivamente inutili alla collettività (tranne quella di Campora per l'attraversamento per il mare diversamente realizzabile)?
Non sarebbe il caso di avviare un dialogo con il Demanio per una sanatoria programmata e ragionevole che porterebbe al patrimonio comunale il lungomare avviandone una progressiva rinascita?
E’ giusto lasciare in eredità, alle future generazioni di cittadini e amministratori, macerie provenienti da egoistiche consiliature draculiane?

Se a ciò non sarà rimediato si rischia un grande affollamento nella prima Cantica sperando che Dante non riprenda a poetare le malebolge 2.0.
Antonio Cima 03-10-2014

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Commenti  

 
#11 osservatore 2014-10-06 21:12
constatata l'inutilità delle opere proposte
é inutile fare "domandine", ci vuole azione ... non come per la TAV..., ma parlando con chi ha orecchie ed, eventualmente , andando oltre i confini paesani.
Purtroppo io posso fare solo l'osservatore
Citazione
 
 
#10 Agli amministratori 2014-10-04 17:57
Oppure creare una strada di collegamento tra la S.S.18 e la sua parallela in zona PIP a Campora, considerato che in caso di maraggiate che minacciano la statale in quella zona non sarebbe possibile l'accesso verso Sud (aeroporto ed autostrada)?
Forse le priorità ognuno le vede a modo suo, ragione per cui in questi casi , prima di prendere decisioni su questioni così importanti, è bene confontarsi così come è stato fatto per la barriera di Coreca.
Citazione
 
 
#9 Agli amministratori 2014-10-04 17:47
Non dico che le opere deliberate non debbano essere fatte, ma c'è un problema di priorità.
Ad esempio, non era più importante intervenire per ripristinare la strada che dal Ponte di Castocastro porta ad Acquicella, considerata che è una via di accesso e di uscita per e da Amantea?
Citazione
 
 
#8 Nino Buffone 2014-10-04 14:40
Riporto dal programma della lista Rosa Arcobaleno:...R ilancio del turismo priorità assoluta,in modo da portare Amantea sullo scenario nazionale e internazionale. ..e tra le cose elencate la Riedificazione del Lungomare!I programmi e la loro realizzazione sono indice di buona politica,di serietà della proposta e coerenza di realizzazione.A ltrimenti la Giunta spieghi di cosa parla quantdo parla di Turismo!
Citazione
 
 
#7 ralf 2014-10-04 09:34
lungomare addio!'c'é rassegnazione in questa espressione. E la rassegnazione giova a chi comanda ; é questo che vogliono, intanto vanno avanti senza che nessuno li ostacoli.Avevam o fatto affidamento sull'opposizion e: che fine ha fatto? Altro che rassegnazione, ci vogliono i forconi ... peccato che non abiti ad Amantea.
Citazione
 
 
#6 giacomo 2014-10-04 09:03
Davanti a una scellerata decisione del genere come dice Alfonso...con le buone ma credo piu' con le cattive bisogna salire in municipio e fare una guerra di protesta.
Altrimenti i nostri amministratori x l^ennesima volta ci credono non capaci di intendere e volere cioe' dopo averli pure votati siamo INTERDETTI MAMMA MIA
Citazione
 
 
#5 Alfonso 2014-10-03 19:03
E comunque la classe dirigente non arriva da Marte o dalla Germania. È locale. È popolo. E l'abbiamo eletta "noi". E allora di cosa ci lamentiamo? Questi siamo (furbetti .. imbroglioni .. evasori ... incivili... ecc.) e questi votiamo. E questi vanno ai "posti di comando": Furbetti ... incapaci ... ecc.
Citazione
 
 
#4 Alfonso 2014-10-03 19:01
Quando albergatori, ristoratori, commercianti, cittadini andranno a prendere per le orecchie gli amministratori e li costringeranno - con le buone o con le cattive - ad occuparsi di turismo e quindi di mare pulito, di spiagge pulite, di servizi, di attrattive, di posti per andare a ballare, di discoteche, di degrado,di centro storico ecc.? Quando non si occuperanno più soltanto del loro piccolo interesse privato senza fare un discorso globale? Quando?
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#3 Poveri noi 2014-10-03 18:21
Da quello che ho appena letto mi viene da confermare che "la lanterna è stata affidata proprio alli cecati".
Che tristezza pensando che li abbiamo votati noi...
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#2 domandine 2014-10-03 11:25
3.accesso a mare dal centro di campora: è pedonale e non carrabile. domanderei alla vicina longobardi quante persone utilizzano quella in legno nei pressi dell'hotel gaudio!
4.via po' e via neto: divenute necessarie allargarle per due motivi.Per il ponte lancia razzi sul s.maria e perché se "qualcuno" deve costruire nei pressi come si fa?!?!
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