I rischi per le donne

cima antonio Amantea - Il convegno Fidapa sulla oncologia femminile
un incontro accolto con gratitudine dalle signore
trattati: prevenzione, chirurgia, ricostruzione
il commento di Antonio Cima

amantea fidapa convegno tumori-16968Ho sufficienti elementi per sostenere che Amantea è una comunità difficilmente superabile da altre in quanto a convegni e sedute similari.
Questo è sintomo di vivacità intellettiva e di propensione alla partecipazione.
Non sto a discriminare i colori e le tonalità, né virgole, né punti; di una parte di tali assise potremmo fare a meno, utili solo alla visibilità e ai posizionamenti, è fisiologico.
Buona parte dei convegni esprimono oggettivi valori, interessanti dal punto di vista culturale, storico, letterario, religioso, scientifico, ecc. In alcuni casi hanno anche una utilità sostanziale, dimensionabile, come i due più recenti: quello del Rotary su Temesa e quello della Fidapa sui tumori delle donne.
Quello di Temesa è già stato trattato, ora sembra pertinente esprimere una valutazione su quello di Fidapa accodandola al comunicato ufficiale dell'associazione stessa.

Alle ore 17,55 arrivo e trovo in sala tanti amici. Sul telo delle proiezioni una immagine fissa che indica il tipo di trattazione a cui parteciperemo.
Pochi minuti e la sala si riempie, i relatori si accomodano, tra loro Anna Magnone presidente della Fidapa. In prima fila tutte le past-president dell’associazione.

amantea fidapa convegno tumori-16975S’inizia con l’Inno Nazionale Italiano, l’Inno Europeo, la canzone delle Fidapine.
Le prime parole di Anna Magnone ricordano due eccellenti amanteani da poco scomparsi e molto vicini a Fidapa: l’Avv. Benito Camarca e l’Avv. Vincenzo Osso. Un breve saluto ai presenti, i ringraziamenti dovuti, la presentazione nominale dei relatori (il curriculum di ognuno prima degli interventi). A presentazione in corso arriva il sindaco che subito dopo interviene per porgere i propri saluti e quelli dell’amministrazione comunale, sottolineando la necessità della prevenzione e uno stile di vita regolare; altri pressanti impegni nella serata la inducono a lasciare subito la sala.

Abbiamo di fronte tre luminari del settore:
il Prof. Gianfranco Filippelli, primario oncologo dell’ospedale di Paola;
il Prof. Sergio Abonante, Direttore Chirurgia Senologia dell’ospedale Annunziata di Cosenza;

il Prof. Vincent Giordano, Direttore Chirurgia Plastica “American Plastic Center) di Rende.

Inizia il prof. Filippelli, noto ai presenti per in suo significativo impegno nel nostro territorio. Il tono di voce rassicurante induce a seguirlo in una argomentazione che generalmente intimorisce.
Fa un iniziale excursus sul sistema sanitario calabrese in tema oncologico che, per quanto non appaia, offre servizi di ragguardevole livello. Si rammarica, comunque, delle improprie spese in ambito della Sanità regionale che dovrebbero elevare il livello generale della qualità.
Concentra la prevalenza dell’intervento sulla prevenzione. Ha indicato le strutture del nostro comprensorio ove esiste una cultura specifica dell’accoglienza tanto necessaria ad assistere persone in forte stato apprensivo.
Non ha nascosto le statistiche regionali che vedono i 2/3 degli ammalati recarsi in strutture sanitarie di altre regioni.
Ha evidenziato, l’esperto relatore, il nuovo ampio orizzonte sia della prevenzione che delle cure pre-post intervento. Ha ulteriormente sottolineato l’ineludibile necessità per le donne, oltre alla specifica prevenzione di tipo sanitario, uno stile di vita che escluda elementi di rischio.

Il microfono passa al prof. Abonante che coglie un uditorio raccolto emotivamente e interessato a continuare il percorso avviato dal collega prof. Filippelli.
Il relatore sostiene il suo dire con numerose slide che mostrano significative immagini attenuate opportunamente negli aspetti più cruenti.
La funzione del chirurgo è mirata ad un contesto di malattia conclamata, diverso da quello dell’oncologo, almeno nella fase di prevenzione.
Il chirurgo deve decidere sulla dimensione dell’intervento al seno cercando di salvaguardare il più possibile l’aspetto estetico. Si cerca sempre, quando ve ne siano le condizioni, di evitare la mastectomia totale per conservare una parte di tessuto per ricostruzioni estetiche.
Il dotto relatore ha sollevato il trend in voga negli USA. Dopo il caso di Angelina Jolie, che per sicurezza ha deciso la mastectomia totale del seno, questa scelta sta divenendo una tendenza ricorrente negli Stati Uniti. Ciò sta incidendo notevolmente sulle spese sanitarie.
Anche dal punto di vista chirurgico le conoscenze avanzano rapidamente e, con un adeguato trattamento farmacologico, si riesce ormai a contenere al minimo il danno strutturale al seno.

L’argomento, per quando scomodo, ha colto pienamente l’attenzione delle donne in sala che ancor più saranno convinte del bisogno di un’attenta prevenzione. Ora si passa ad ascoltare gli aspetti post operatori riguardanti la ricostruzione strutturale.
Il compito tocca al prof. Giordano di cui il nome Vincent conferma quel vago accento inglese dell’esser nato e cresciuto a Kenosha negli U.S.A.
Alla fine di questa relazione sono rimasto personalmente impressionato da quanti aspetti rientrino nella fase post mastectomia. Con esemplari slide il chirurgo estetico ha mostrato l’ampia casistica di soluzioni e di tecniche utilizzabili. Entrano nella decisione le attuali condizioni del seno, il bilanciamento possibile, la rimodulazione strutturale, e, non ultimi, gli aspetti psicologici per ridare ad una donna che esce dalla malattia la legittima aspirazione di “indossare una orgogliosa scollatura” cito testualmente.
E’ stato sottolineato il frequente dialogo che avviene tra chirurgo oncologo e chirurgo estetico per definire un piano appropriato d’intervento.
Anche il prof. Giordano ha accennato al caso di Angelina Jolie, ritenendo
eccessivamente penalizzante la mastectomia totale per fini preventivi laddove non vi siano fondati motivi di recidiva. Ha citato anche il luminare italiano per antonomasia, prof. Veronesi, che si dimostra titubante sul metodo molto in voga negli USA.

Si è conclusa la seduta con le signore maggiormente consapevoli dei rischi; donne grate a questo convegno che ha aperto ulteriori spazi di sensibilizzazione sulla necessità di un’accorta prevenzione.
Rientrando a casa, nel breve tragitto in auto, ho riflettuto sulle presenze in sala. Quando partecipo ai consigli comunali vedo con sollievo gli scranni occupati in prevalenze da dinamiche donne, ben  nove. Di quei gentili volti non ne ho notato nessuno in sala (a parte il saluto del sindaco). E’ chiaro che erano impegnate in altre faccende.
Antonio Cima 26-11-2014

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Commenti  

 
#22 emigrata 2014-11-30 19:03
I problemi sulle liste di attesa,gli screening programmati etc etc non dipendono dai medici di base...per cui i problemi legati alla prevenzione nel concreto non possono essere risolti né da un incontro (utile però x dare informazione) né dai medici di base...e con questo chiudo (senza scendere dal piedistallo)
Citazione
 
 
#21 filopanto 2014-11-30 16:54
E' stato invitato dal proprio medico di base (dove vivo io non siamo nel medio evo)a fare il controllo di routine della prostata giustificato dall'età.Risult ato finale questa era impegnata... nel giro di qualche mese il mio parente è stato operato e non ha più nessun problema. Prevenzione perchè informati, se nessuno ti informa perchè non sa come fare dov'è la prevenzione?
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#20 filopanto 2014-11-30 16:48
Io non mi permetto di dare ad emigrata il consiglio che le ha dato Indignato.. ma quasi quasi. In un suo passaggio l'esimia signora emigrata così si è espressa "oppure vanno dal privato che come un avvoltoio vive su questo...è nel concreto che poi ci si scontra con l'impossibilità di attuare certi percorsi seppur giusti e doverosi".Ecco se il medico di base alze le c... e particpa ai forum poi invece di fare l'impiegato sa come comportarsi con il paziente. Un mio parente arrivato ai 50 anni ,1
Citazione
 
 
#19 emigrata 2014-11-30 09:57
Indignato...pen so che la tua sia solo presunzione...s e é come dici tu allora le persone che hanno partecipato a quell'incontro possono prendere tutte la laurea ad honorem in oncologia....ma per favore!!!!!
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#18 Indignato 2014-11-29 18:28
Scendi dal piedistallo Emigrata, il camice bianco va indossato con umiltà e spirito di servizio altro che snobbare un Forum di oncologi!!! Ma tu addirittura parli di lustro!!! Pensi veramente che un camice bianco che non riesce a distinguere un raffreddore da una polmonite sia in grado di dare lustro?? A chi???
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#17 emigrata 2014-11-28 19:41
Signori...stiam o parlando di medici non di cuochi...ma stiamo scherzando?come se l'incontro poi avesse svelato chissà quali informazioni... scusate ma Amantea non vive nel medioevo e se qualcuno doveva partecipare quelle dovevano essere le donne...é vero che la sanità ha mille lacune ma le prime a curare la nostra salute dobbiamo essere noi
Citazione
 
 
#16 filopanto 2014-11-28 18:58
Io non ho dimestichezza con i medici di base di Amantea, di recente mi sono rapportato per conto di mia madre con un buon medico preparato e disponibile che non è di Amantea. Conoscendo però la cultura e la mentalità di alcune donne - tante purtroppo - del nostro paese che non sanno cos'è la prevenzione, effettivamente se il medico di base non ha una discreta conoscenza su come, quando e perché, cosa può raccomandare al proprio paziente?
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#15 emigrata 2014-11-28 09:19
le mie repliche non sono "di parte"...non sto da nessuna parte, penso semplicemente quello che ho scritto, nè più nè meno: l'incontro seppur utile ed interessante non era un incontro rivolto a colmare eventuali mancanze sui medici di base. O forse il problema è un altro?Magari la presenza di medici avrebbe dato più lustro all'evento?
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#14 anna lorelli 2014-11-28 01:02
Sig.ra Emigrata, le sue repliche così manifestamente "di parte" mi inducono a ritenere che MAI ci potrà essere punto d'incontro fra la mia opinione e la Sua.Per ciò che mi riguarda, resto ferma nel mio pensiero pur nel rispetto di quello altrui. Cordialità :-)
Citazione
 
 
#13 emigrata 2014-11-27 18:44
Per concludere con la sig.ra lorelli dico che non c'è nessun problema né etico né professionale.. .gli argomenti trattati nell'incontro erano più rivolti ai non "addetti ai lavori" secondo me
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