Amantea, dissesto o elezioni?

cima antonio Interrogativi sul futuro di Amantea:
Elezioni subito o dissesto?
La città ha bisogno di un radicale rinnovamento
che, forse, solo un dissesto può generare

di Antonio Cima

 Ovviamente il quesito è chiaramente retorico in quanto la decisione non spetta a nessun altro diverso dagli Organi Prefettizi.
Per le motivazioni che si evidenzieranno a seguire mi accingo a scrivere con la passione juventina e con il dimostrato affetto per la cittadina che mi appartiene, che appartiene a tanti.
Cosa c’entra la Juve con la situazione di Amantea? C’entra, si che c’entra.
Amantea è oggi in un disordine esistenziale come fu la Juve nel periodo finale del trio Moggi-Giraudo-Bettega. Per uscire da quella situazione la società bianconera dovette subire la catarsi epocale della retrocessione in B. Ricominciò in umiltà con altri dirigenti, risalì la china ritornando ad essere quella che da un lustro appare: una consistente realtà manageriale che va ben oltre il calcio.
Amantea oggi è esattamente in quelle condizioni: contorto quadro finanziario, disorientamento sociale, sbandamento civico, disaffezione al territorio, distacco dei frequentatori abituali, capacità di fascinazione zero. In queste condizioni strumenti di rinascita possono essere solo la catarsi del dissesto o una lista esplicitamente innovativa per candidati e finalità; in entrambi i casi non si potrebbe evitare un periodo di obbligato sacrificio finanziario della cittadinanza: pagare i debiti verso il comune.

Al momento l’amministrazione cittadina è condotta dal commissario prefettizio. Sono in corso attività variegate sul quadro complessivo e sull’interpretazione della “fisionomia” del bilancio.
Dalle attività in corso potrebbe emergere una condizione idonea per una consiliatura ordinaria, ovvero elezioni comunali tra qualche mese.
Ma potrebbe determinarsi anche una “Babele” finanziaria da rendere inevitabile il dissesto (pare, però, che tale possibilità si possa difficilmente verificare). In caso di dissesto il quadro si complicherebbe, i tempi per le future elezioni amministrative slitterebbero, nel frattempo scatterebbe la procedura di risanamento con cessione dei crediti e conseguenti terapie di recupero evasione asfissianti, inevitabile aumento dei tributi comunali, possibili ripercussioni sull’organico comunale, probabili alienazioni patrimoniali, un rigoroso piano di estinzione dei debiti verso fornitori. Questo, e tanto altro, comporta in genere un dissesto affidato ad un apposito organo nominato dal Presidente della Repubblica.

Ma cosa conviene ad Amantea?
Elezioni subito, pur nel solco apprensivo della situazione generale che conosciamo, o dissesto?

Secondo i principi della retorica buonista non v’è alcun dubbio ad affermare: mai il dissesto, andiamo avanti con un governo di eletti che si organizzerà per il risanamento, bene (si fa per dire).
Se si va alle elezioni comunali nel panorama attuale potrebbe riperpetuarsi quel passato che in vari lustri ha contribuito a far arretrare Amantea in queste condizioni.
In questo momento, purtroppo, stenta ad emergere la drammatica situazione cittadina; appare addirittura premiante far passare come capro espiatorio di tutti i mali l’ultima sbilenca maggioranza amanteana, che un po di mattonelle le ha scasate, facendo dimenticare che alla devastazione strutturale del pavimento della stanza comunale hanno contribuito varie consiliature del passato.
Il quadro psicologico corrente fa apparire gli uscenti come unici responsabili del caos nel Palazzo.
Se così fosse realmente faremmo bene ad aprire i sarcofagi e far uscire le mummie egizie sperando che Tutankhamon ritorni ad essere faraone longevo, ma così non è.

Paradossalmente, per quanto possa apparire assurdo o addirittura contro natura, palesandosi la necessità impellente di dare alla città un nuovo corso virtuoso, la catarsi purificatrice che si è rivelata tanto utile per la Juventus con la serie B dovrebbe concretizzarsi anche per il comune di Amantea con il dissesto.
Dal pathos cittadino condizionato, a tal punto, dalla partecipazione di tutti alla obbligata e sofferta resurrezione finanziaria, civile e morale, emergerebbero le cause vere del dissesto che arrivano da lontano.
A fronte dell’oneroso coinvolgimento imposto dall’emergenza sarebbe difficile per alcuni riproporsi come risorsa umana di rinascita. Questo potrebbe favorire la composizione di un gruppo innovativo fatto di amanteani ritenuti idonei ad operare nel nuovo contesto di rinascita cittadina.

L’alternativa al dissesto (come sopra accennato) sarebbe una lista virtuosa, che riuscisse a vincere, consapevole di dover amministrare come in regime di dissesto, sovvertendo i criteri antichi basati esclusivamente su permissivismo, concessioni, anarchia urbana.

La sintesi pragmatica dell’assunto filosofico di cui sopra è:
Sarà molto difficile che Amantea possa riprendersi per via ordinaria.
E’ chiaro che una fase di duri sacrifici collettivi sarà comunque necessaria.
Non potranno essere ripetute esperienze fallimentari del passato.
Il dissesto farebbe chiarezze sulle origini dei mali.
Ci sarebbero, a tal punto, le condizioni per un sostanziale rinnovamento con nuove figure cittadine.
Abyssus abyssum invocat.
Antonio Cima 31-01-2017

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Commenti  

 
#5 raggio di sole 2017-02-02 18:29
raggio di sole
gente nuova: non avete capito, ognuno è sempre stato cosi e sara sempre, vuole la poltrona per vedersi i cavoli suoi
Citazione
 
 
#4 Antonio Cima 2017-02-01 15:42
Risposta a Giuseppe Aloe
Tutti i dubbi, proposte, ipotesi del mondo sono leggittimi. Detto ciò bisogna aggiungere che la situazione finanziaria di Amantea può essere risolta esclusivamente riscuotendo le tasse non pagate. A qualcuno toccherà farlo: che sia l'organo di eventuale dissesto, vecchi amministratori rieletti, nuovi della politica. E' chiaro che se andranno a governare ancora una volta quelli che hanno "istituzionaliz zato" l'evasione avranno qualche problema a chiedere ora il pagamento.
Questo è il motivo che fa apparire strano l'accanimento dei vecchi che dovrebbero sapere ciò che hanno di fronte.
Citazione
 
 
#3 Giuseppe Aloe 2017-02-01 15:04
Un piccolissimo problema c'è: Ammesso che si trovino le persone nuove che non hanno mai governato Amantea(ci sono ma conoscendo con chi avranno a che fare non si espongono). Ammesso dunque che a queste persone nuove ci vene "nu mali i capa" si presentano e vengono eletti, poi sono sicuri di poter chiedere duri sacrifici collettivi? Quando magari i soliti noti continueranno a dire "non è successo niente" "pu vidimi"? Il mio amico Franco è ottimista e fa bene, io ho molti dubbi.
Citazione
 
 
#2 amanteano 2017-02-01 09:48
L'esempio della Juve "calza" benissimo. Solo il dissesto potrà rigenerare Amantea. Lascerebbe a casa una classe politica in grado di saper gestire solo con metodi "obsoleti". Uomini preparati e perbene, che vogliono il bene di Amantea, avrebbero quindi lo spazio per mettersi al servizio della città.
Citazione
 
 
#1 FRANCO DANESE 2017-01-31 20:56
Giusta ed accertata l'analisi---ma i colpevoli di questo "casino amanteano" dove stanno?? Hanno forse "la faccia tosta di aspirare nuovamente a qualche posto comunale??".Una volta per sempre, cari paesani, al Comune dovete mandare gente nuova, onesta ed giusta che lavora per il paese e per il popolo....senza colori partitari e nemmeno interessi propri o collettivi.Atte nti.-
Citazione
 

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