Amantea, se non sarà dissesto

cima antonio (in caso di mancato dissesto commissariale) 
Giovedì 15 giugno 2017
Oggi si è insediato il nuovo Consiglio Comunale
Lettera aperta al neo sindaco di Amantea
Caro sindaco ti scrivo
di Antonio Cima 

Siamo al 1° giorno di consiliatura, 15 giugno 2017 dopo le elezioni senza dissesto
Amantea in questo momento sta per entrare nella mitologia dovendo attraversare un mare in tempesta in prossimità dello stretto ove l’attendono i dodici piedi e sei teste di Scilla e gli sputi vorticosi di Cariddi.
Tali mostri hanno un nome e un cognome corrente e si chiamano Entrate ed Uscite del bilancio comunale.
La logica elementare dice che se hai 1000 di debito e 1000 di credito sei teoricamente in regola perché tanto devi e tanto ti devono. Guardando genericamente il totale dei numeri comunali questo sembrerebbe e, se fossimo in una orazione del rosario, potremmo concludere con l’esaustivo così sia. Ma non siamo al serale rosario delle anziane signore nella chiesetta di via Dogana e, quindi, così non è.
Senza dover scendere più di tanto nei particolari del bilancio appare sempre più chiaro che gli elementi della colonna delle entrate sono opere di un museo d’arte fantastica che è un tipo d’arte basata sulla fantasia -appunto- e sull’immaginazione e si affida al simbolismo della mitologia e dell'occultismo.
In realtà non solo le Entrate sono tumultuose come le acque di Cariddi, ma anche nelle Uscite esistono Antlanti misteriosamente inabissati che, prima o poi, riemergeranno a complicare ulteriormente le condizioni del pelago.

Stante tale situazione appariva inevitabile e opportuna la richiesta di dissesto nel periodo di vacatio del primo cittadino. Se ciò fosse avvenuto saremmo ora in una situazione di chiarezza. L’organismo nominato da Mattarella per l'incombenza sarebbe al lavoro per dare soluzione a debiti e crediti pregressi e tu, caro sindaco, avresti il compito di portare avanti una situazione azzerata cominciando un nuovo percorso per la città senza debiti e senza crediti.
In realtà (scusami la franchezza) non saresti tu il sindaco appartenendo alle schiere di amministratori che il dissesto lo hanno determinato, ma sarebbe un volto nuovo affiancato da persone notoriamente serie che potrebbero veramente fare il bene di Amantea.
Siccome il dissesto non c’è stato siamo andati alle elezioni con la logica di sempre, con l’angoscioso fronte dei soliti e dei tanti che, a vario titolo, con te, hanno contribuito alla mala sorte cittadina.
Ora hai la fascia tricolore e ti starai organizzando per attuare il programma: turismo, centro storico, castello, collegio gesuiti, lungomare, commercio, decoro, ecc.
Presto emergerà la vera situazione finanziaria e, preso atto della quale, ti affaccerai dal balcone lato est del municipio, con sguardo sbarrato fisserai l’edicola votiva del Santo Patrono che due giorni fa è stato festeggiato e lo implorerai: “Sant’Antonu miju pensici tu”. Ma Sant’Antonio non potrà far nulla, lo dovrai fare tu.

I primi giorni convocherai dirigenti e funzionari e monterà l’apprensione; poi ti chiuderai nella tua stanza con il responsabile dei conti e comincerai a palpitare. Il malcapitato ragioniere ce la metterà tutta ma non riuscirà pienamente ad illustrare il quadro finanziario.
Intanto la macchina amministrativa cercherà di mettersi in moto.
Per l’estate amanteana in corso (scialapopolo negli ultimi anni) non ci saranno soldi neanche per pulire piazza Emigranti almeno il giorno di ferragosto.
Ci saranno difficoltà anche a sostituire le lampadine fulminate, ad intervenire su qualsiasi emergenza nel territorio.
Di lavori strutturali non se ne parla nemmeno, l’unica cosa che potrai fare è riportare indietro i soldi rimanenti sul mutuo lungomare rimediando alla meno peggio. Gli operai delle cooperative arriveranno ad un anno di credito salariale, gli stipendi dei dipendenti traballeranno. I creditori incalzeranno sempre più e schiere di avvocati ed esattori faranno la fila in corso Umberto. Per pudore tu e gli assessori sospenderete il vostro stipendio.
Non ci vorrà molto e deciderai che altra soluzione non c’è se non il dissesto: sarà l’inizio della fine.
A seguire arriverà la Commissione presidenziale che si farà carico del fagotto finanziario e tu comincerai da zero come le coppie di sposi poveri di un tempo senza nemmeno il corredo di lei nella cassapanca. Questo ti costringerà a ristrettezze che richiederanno capacità ed esperienze organizzative non necessarie in passato quando si governava con i soldi di Pantalone e i mutui trentennali. Ma sarà solo la parte minore dei dolori.
Intanto la Commissione si attiverà per concordare il pagamento dei debiti ai creditori dell’Ente e, soprattutto, per avviare la riscossione lacrime e sangue dei crediti esigibili dagli utenti: famiglie e imprese.
Presto nella popolazione si evidenzierà la consapevolezza del nuovo quadro e molti si rammaricheranno di non aver pagato prima. Su tanti peserà il gravame dei debiti che pensavano di aver "pagato" dando ripetutamente il voto ai soliti compari di merenda ben rappresentati nella neonata maggioranza. Ma il peggio arriverà presto.
Migliaia di utenti morosi, caro sindaco, ti attribuiranno le colpe del dissesto; una parte pagherà senza batter ciglio ma tanti ti cercheranno per avere spiegazioni. Sarai costretto a non rispondere al telefono, forse cambierai numero. Al comune quotidiane file di conferenti impossibilitati a pagare. Dovrai rinunciare alla messa, alle processioni, ai funerali, ai matrimoni, ecc. Poi arriverà giorno che ti sarà impossibile girare per strada, tanti i cittadini in cerca di risposte o rassicurazioni. Il momento decisivo sarà quando per prendere un caffè al bar chiamerai un amico sotto casa e con la sua auto andrete al bar di Domanico e indosserai occhiali scuri ed un cappello da cowboy per non farti riconoscere. Nel tragitto di ritorno, guardandoti allo specchietto retrovisore, sobbalzerai esclamando "cazzo che fine".
Arrivato a casa ne parlerai con tua moglie, ti consiglierai con un paio di amici fidati e il giorno dopo firmerai le dimissioni da sindaco.
Da quel momento Amantea volterà pagina e potrà guardare al suo futuro con ottimismo con persone nuove che, come fece kennedy, diranno alla gente: "non chiedetevi cosa l'amministrazione può fare per voi, ma cosa voi potete fare per Amantea".
Antonio Cima 28-03-2017

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Commenti  

 
#4 francesco provenzano 2017-03-31 13:19
A parte il "sapore" gustoso e la carica di suggestione, lo scritto magistrale di Antonio appare piuttosto realistico!
Citazione
 
 
#3 FRANCO DANESE 2017-03-30 20:08
IL COMMENTO PROFETICO DI ANTONIO CIMA; (scusami se mi permetto fare un paragone per definirti il Nostradamus Amanteano) e' tan giusto e veridico sulla situazione comunale descritta e le dovute conseguenze del nuovo sindaco... E' la pura e vera realta'..Credo e sono convinto che nelle liste formate sempre da giovani sarebbe bene avere tra di loro una perso na como Cima..Chissa'sa rebbe la sorpresa accertata e progressista di Amantea.-E' da pensare,,vero?? ???? Ciao
Citazione
 
 
#2 Fofo 2017-03-29 21:45
Ma da quanto si sente si fa molta fatica a comporre le liste, in tanti hanno capito che la mucca non ha piu latte.
Citazione
 
 
#1 Elcif 2017-03-28 22:06
Nonostante la passione che traspare nel "pezzo scritto" dal "battagliero" Cima, utilizzando la prolessi come ipotetico racconto, nulla di nuovo sotto il sole.
La chiusa della lettera oramai è atavica e logora, non produce più effetti.
L'alba di un nuovo giorno arriverà anche per Amantea, sembrerà una sorpresa, ma non sarà così, perché i cambiamenti si realizzano per mano di altri, noi ci adeguiamo nel bene e nel male.

Risposta di Antonio Cima
Tutto ok, ma se si vuole partecipare ad un dialogo fattivo, incisivo e pertinente, sarà opportuno dichiararsi, con nome e cognome, dal prossimo commento.
Solo per precisare l'argomento dissessto da questo sito è stato trattato per primo subito dopo la caduta della maggioranza Sabatino
Citazione
 

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