Amantea - pescatori, mestieri, attrezzi

marineria-amantea-mestieri-termini Amantea - il mestiere del mare
la vasta terminologia tecnica
le locuzioni usate come metafore di vita

AMANTEA - IL MESTIERE DEL MARE

PREMESSA    di Antonio Cima
E' risaputo che ogni attività umana di gruppo, finalizzata ad un determinato processo produttivo di settore, ha un proprio linguaggio che spesso risulta astruso alle persone estranee al contesto. Questo succede in particolare se l'ambito è ristretto a chi vi opera senza visibilità esterna.
Questa strana terminologia riguarda maggiormente il nome degli strumenti, le operazioni da fare, il linguaggio terminologico, il dialogo funzionale.
In ambito marinaro, pur esistendo una vasta terminologia strumentale, è decisamente più ampia la terminologia funzionale, del fare e del dire, ovvero, verbi e avverbi. Di seguito viene elencata la vasta terminologia che dal lavoro esonda sulla vita quotidiana con diffusa valenza metaforica.

LA TERMINOLOGIA MARINARA USATA ANCHE COME METAFORA DI VITA
(altre con valenza di ampia portata sono contenute in specifiche pagine)


APPARARI 'U LATU - BILANCIARE LA BARCA

Quando si va in barca occorre che vi sia livellamento del natante per evitare inconvenienti di varia natura. Quando la barca s'inclina da un lato occorre apparari 'u latu.
Il termine viene usato frequentemente in modo metaforico nelle situazioni in cui si sia creato uno sbilanciamento a danno di qualcuno e a favore di altri.


ANNETTARI - NETTARE
E' l'operazione di pulizia della barca e delle reti

ASSUCCARI - RISUCCHIARE
Quando si recuperano 'i rizzilli dal fondo può capitare che per effetto della corrente lungo la colonna verticale delle reti, normalente tesa, si possa creare un groviglio; in tali occasioni chi è impegnato a togliere i pesci dalle reti chiede all'altro di assuccari, ovvero recuperare il bando e tesare la verticale.

INTR'I SBUNNATI
- NEL "FOSSATO"
A circa 500 metri al largo degli scogli di Isca e per circa 300 metri, sul fondale c'è una profonda vallata; se capita di pescare in quella zona, gli attrezzi sembra che non tocchino mai il fondo. Chi s'accorge di trovarsi in quella zona generalmente recupera ciò che ha già filato in mare e si sposta in altre  zone. Pescare negli "sbunnati" è inopportuno vista l’eccessiva profondità e il rischio di perdere gli attrezzi di pesca.
Metaforicamente rappresenta il timore o la certezza di un esito indesiderato:
a) si sta facendo qualcosa che appare palesemente a rischio, qualcuno dice: guagliù stamini accorti ca jamu a finiri intr'i sbunnati.
b) E' già successo l'irreparabile, qualcuno dice: simu jutu a finiri intr'i sbunnati, vedi nazionale calcio Brasile 2014.


JIRI ALLA CALA - ANDARE ALLA CALA
Termine collegato alla pesca del pesce azzurro con la lampara. Su tale argomento è prevista una trattazione altrove; viene qui sintetizzata la cala. Nella pesca notturna con la lampara partecipano due barche: una grande con le reti e i pescatori a bordo e una è una più piccola con la lampara e il lampista. Le barche si ancorano, i pescatori sulla barca grande si "jettunu i vasci" a dormire, il lampista sulla barca piccola vigila. In relazione alla presenza di pesci annunciati dalla vissichelle (bollicine) il lampista avverte i pescatori di prepararsi per "andare alla cala", ovvero cingere i pesci e sperare di portali sulla barca.
Questa locuzione viene traslata anche in altri ambiti quando ci si accinge ad iniziare delle attività.
Metaforicamente rappresenta il momento ideale d'intraprendere l'iniziativa prefissata per raggiungere l'obiettivo.



JIRI I CHJATTU
(andare di piatto) -  FINIRE DI  TRAVERSO
Le barche vengono portate a secco sulla spiaggia, scivolando sui legni (falanghe) in direzione trasversale alla linea dell’orizzonte da ovest verso est. Può capitare che una consistente maretta con vento da nord-ovest disponga la barca parallela alla battigia con elevati rischi di danni subendo il martellamento sull’arenile. In tal caso ‘a varca è juta i chjattu. La locuzione è ampiamente traslata in ogni contesto in cui qualcosa non va per il verso giusto. In ambito contadino si dice ‘a vacca è juta intr’i favi.
Metaforicamente rappresenta qualsiasi iniziativa andata a male. Per esempio la nazionale di calcio di Prandelli ai modiali Brasile 2014 è juta 'i chjiattu.


MUNTAMMANU
-  TRATTO DI VECCHIE RETI
'I rizzilli formano sul fondo un muro alto 1,5 metri lungo oltre cinquecento metro. All'estremità sono fissati al fondo da grosse pietre. Le correnti di fondo sballottano tali pietre sulle estremità delle reti rovinando la struttura terminale delle reti. Per evitare ciò alle estremità vengono disposti alcuni metri di vecchie reti; questi spezzoni di reti vengono chiamati muntammanu.
 

PARAMELLA - ASSE DI PRORA
E' un asse di legno fissato verticalmente all'estremità della prora. E' alta 50-60 cm con sezione 3x10 cm; in alto vi è fissata una pallina di legno. Ha una funzione quasi esclusivamente estetica.
 

PRIMU - ASSE DI CHIGLIA
E' un asse di legno duro fissato sul fondo della barca per tutta la lunghezza (sezione 10x20 cm); serve per lo scivolamento della barca sulle falanghe dalla spiaggi in mare o viceversa. Per evitare un rapido consumo sulla parte sottoposta ad attrito viene fissato una striscia metallica.


'NZIVARI 'I FALANGHI - INGRASSARE I LEGNI
Le barche dal mare vengono portate a secco sulla spiaggia con scivolamento su legni chiamati falanghe.
Sono assi lunghi un metro circa con sezione 15x20 o simile. Al centro hanno una incavatura dove poggia e scorre la barca. Per evitare attrito e conseguente usura in tale incavatura viene spalmato 'u sivu (blocchi di grasso animale).
Metaforicamente rappresenta tutte le situazioni della vita ordinaria (e non tanto) in cui si rende opportuno "oliare i meccanismi" per ottenere qualcosa. Si dice ad Amantea :"ci vo sivu alli falanghi", intelligenti pauca.


RITIRAGNA
RISUCCHIO
Si verifica con il mare agitato. Le onde alte si abbattono sulla spiaggia invadendo sempre più arenile; la pendenza dell’arenile fa rientrare l’acqua in mare; questo movimento di rientro si chiama ritiragna. A volte ha una potenza sostenuta che può creare seri pericoli a soggetti non esperti che fanno il bagno nella schiuma dei marosi. La ritiragna è l’ostacolo maggiore per chi si trova in acqua con il mare agitato e deve rientrare sulla spiaggia.
Metaforicamente viene indicato con questo termine un individuo cupidamente accaparratore o qualcuno che esprime un grande fascino che ammalia.


S'HANU TIRATA ASCIUTTA - L'HANNO TIRATA ASCIUTTA
Espressione utilizzata per dire che è stata fatta una uscita di pesca con la lampara, ma che non vi è stata pesca in quanto per mancanza di "vissichelle" non è stata fatta nessun tentativo di calare le reti (‘un se gghiuti alla cala); da ciò ne consegue la persistenza delle reti nello stato di "asciutto" visto che non sono state calate in mare.
Tale espressione è metaforicamente molto usata in ambito marinaro per definire qualsiasi iniziativa che non ha sortito risultato; per esempio:
a) una persona va dal sindaco per chiedere il ripristino di un servizio nel suo quartiere e il sindaco non può assecondare la richiesta;
b) si dice che in un supermercato di altra località svendono merce di qualità a prezzi bassissimi; qualcuno va e ritorna a casa a mani vuote perchè non trova i prodotti.
Metaforicamente identifica una iniziativa programmata, non avviata, non realizzata.

SPISSIARI - AFFRETTARSI
Delle due persone a bordo di una barca quello che si trova a poppa dirige le operazioni e stabilisce i ritmi; se quello che è ai remi infittisce la frequenza delle remate gli viene intimato di rallentare "’un spissiari" ovvero di non rendere "spessa" (consistente) la remata.
Metaforicamente viene usata per intimare a qualcuno di rallentare o diminuire il ritmo: a) dai spissia nu pocu, ovvera accellera, b) 'un spissiari, ovvero calma.

STRAQQUARI - ARENARE
Qualunque cosa che si trovi in mare senza controllo e senza ormeggi, sia galleggiante che immersa, prima o poi, da qualche parte, finisce sulla terra ferma, ovvero viene straqquata.
La valenza Metaforica è multipla:
a) Padre, madre, figlia decidono di uscire. Le donne si preparano, l'uomo sdraiato su divano, la mamma dice lassam'u stari che proprio straqquatu;
b) Parlando di un tizio poco di buono, non affidabile si dice: lass'u stari a su straqquatu;
c) Una mamma rimprovera ad un figlio scompostamente sdraiato: aggiustati nu pocu, pari nu straqquatu.

VULLUAFFOLLAMENTO
Durante la fasi di pesca alla lampara mentre i pescatori sono in stato di riposo accomodati dove e come possono, il lampista vigila il movimento in acqua, la presenza di pesci e decide quando calare le reti.Generalmente le bollicine (vissichelle) che annunciano la presenza di pesce hanno una graduale crescita. Per vari motivi può capitare una improvvisa presenza di tanto pesce; in tal caso il lambista allerta i pescatori a muoversi rapidamente perchè c'è nu vullu 'i pisci. L'assonanza di vullu porta a pensare al verbo bollire (vero metaforicamente) in realtà sta per gande quantità.
Spesso viene traslato metaforicamente nella vita ordinaria, per esempio: Un figlio compie un'azione disdicevole, la mamma dice al papà: "ohi chi brigogna c'è nu vullu intr'a mantia."

LA TERMINOLOGIA TECNICA


ADISCARI
- ADESCARE

Fissare l'esca all'amo


ALLESTARI
- ALLESTIRE

Cosi vengono indicate le operazioni preparatorie degli attrezzi prima di andare a pesca (da non confondere con allestiri)


ALLESTIRI
- ALLESTIRE

Può succedere che 'i rizzilli (tramaglio) vengano investite da alghe e arbusti. Generalmente si fa una essenziale pulizia durante il recupero e vengono portate a riva intrise di elementi da togliere. Con il termine allestiri viene indicata questa funzione di ripulitura dell reti imbrattate (da non condondere con allestari)

 

ANNETTAR'A VARCANETTARE LA BARCA
Riguarda
le operazioni di pulizia che sono: svuotare la barca, spaiolare, levare la leggia, attingere numerosi secchi d’acqua in mare da riversare sulle murate della barca, togliendo alghe ed acqua con la sassola.

APPUNTILLARI - PUNTELLARE
Le barche portate a secco sulla spiaggia poggiano per tutta la lunghezza sui legni chiamati falanghe. Per evitare la rotazione vengono sostenute ai lati con legni di varia natura chiamati zuocchuli (zoccoli) o puntilli (puntelli). In passato erano esclusivamente pezzi di tronchi diametro 10-15 cm altezza 30-35 cm.

 

ARIA, ARIELLA, L'11 IL 14, IL 17, IL 24, ECC.
Sono semplicemente degli scogli situati nei fondali prospicienti il mare di Amantea. Chi va a pesca conosce bene la valenza di tali scogli; in alcuni casi per evitare danni agli attrezzi di pesca, in altri casi per tentare una maggiore pescosità nei dintorni.

ARRUGNE E STENNESI RACCOGLIE E SI ESPANDE
Dicesi del moto ondoso che preannuncia il cattivo tempo. Le piccole onde si scagliano con violenza sulla battigia invadendo progressivamente sempre più spiaggia asciutta (si stenne); poi rapidamente l’acqua ritorna in mare per unirsi alla prossima ondicina (arrugne).

 

ASSERBITIMETTERSI AL SERVIZIO
lo chiede chi guida le operazioni a chi gli sta accanto per affinchè si renda utile nella dinamica delle operazioni.

ASSUCCARI - RISUCCHIARE
La pesca con rizzilli (tramaglio) nella fase di recupero delle reti impegna due persone; una posizionata ad esprema poppa che che assolve al faticoso compito di sollevare le reti dal fondale, e l'altra alle sue spalle per funzioni di sostegno: aiutare a tirare, togliere il pesce dalle reti, avvolgere la rete nei teli di juta a formare 'nu munziellu. In alcuni tratti senza pesci chi sta davanti aumenta il ritimo di recupero che potrebbe causare un bando di rete tra i due. Per evitare ciò chi sta davanti chiede all'altro di assuccari, ovvero risucchiare/recuperare il bando di rete determinado una tensione di tiraggio unica per contribuire alla fatica del sollevare le reti dal fondo. 


AZZIPPARI 'NA RIZZA
- RATTOPPO RETE

Per varie cause una rete può subire danni consistenti; se non si ha il tempo necessario per riparale si fa un superficiale rattoppo.


BAGNAROLA
- BAGNAROLA

Sullo scoglio grande di Isca lato sud c'è un'amia scavatura detta bagnarola


CAMINIATU
- PASTURA

Per alcune pesche con amo si distribuisce la pastura su un tratto di mare per attrarre i pesci.


CAMINU
- PROFONDITA'

Con tale sostantivo viene indicata la profondità in passi (un passo = 1,5 m. circa). Conoscere esattamente la profondità è determinante per l'esito della pesca. E' una espressione che sà di poesia: conoscere il proprio cammino.


CUORDICIU
- CORDAME

La rete dei rizzilli (tramaglio) è formata da tre reti; è alta 1,5 m. circa; sovrapposti i panni e disposti come un muro, la linea superiore e quella inferiore vengo fissati con una lunga cordella dal diametro di 5mm circa.

FORA - LARGO
Normalmente indica un punto a largo lontano dalla spiaggia. In senso generale indica ciò che sta a ovest rispetto a ciò che sta verso est.

FRAGARI - FRANGERE
Quando si dice che un’onda fraghe significa che, prima di abbattersi sulla battigia, la cresta si rivolta e frange. Ciò avviene solo in condizioni di mare agitato.

FRAGARICCIUFRANGERE IN PICCOLO
Può succedere che in condizioni di mare calmo con fortissimo vento si creino delle increspature d’acqua simili al frangere in piccolo. E’ una condizione che rende difficoltose le operazioni in mare.


JETTARI I RIZZI A MARU SDRAJATU
- CALARE LE RETI A MARE SFRUTTATO
Quando si va a calare le reti (tramaglio o rizzilli) occorre valutare attentamente il posto; ciò è quasi sempre determinante per il risultato della pesca. Se capita di calare le reti nello stesso posto in cui altri il giorno prima hanno pescato, è probabile di tornare a casa con pochi pesci.
il termine che definisce un tratto di mare su cui recentemente e frequentemente si è pescato è: MARU SDRAJATO (mare sfruttato) l'esatto contrario è MARU FRISCU (mare fresco). Per completezza d'informazione si aggiunge che un "maru sdrajatu" diventa "maru friscu" dopo una tempesta in conseguenza alla "RIVUTURA" ovvero RIVOLTAMENTO del fondale.
Preme sottolineare l’espressività del termine sdrajatu che umanizza il contesto come persona non attiva, inefficiente, appunto sdrajata.


JETTARI 'I VASCI
- BUTTARSI SOTTO

E' una espressione di ristrettissimo ambito ignota anche a tanti abituali della marineria. Quando si va a pesca di notte trascorrono lunghi tempi d'inattività aspettando le giuste condizioni di pesca. Per tutti esiste la necessità di ripararsi dal freddo. Sotto la prua c'è l'unico spazio che costituisce un parziale riparo. Si verifica una mitigata competizione per chi debba occupare quello spazio. Chi riesce a collocarsi in tale ambito si dice “s’è jettatu ‘i vasciu”; l’espressione è lapalissiana. In realtà non c’è una vera competizione perché le persone più utili alla dinamica della pesca vigilano per poi decidere.

JIRI A PALUORCIU - SPINGERE LA BARCA A PIEDI
Evento rarissimo, oggi pressochè inverificabile.
Se in una barca mossa a remi si spezza un remo, o scivola in mare senza occorgersene, e si resta con uno solo, che si fà?
Se le condizioni del mare lo consentono (decisamente calmo) si dispone la barca in acqua parallelemente alla spiaggia, a pochi centimetri d'acqua, si afferra la barca dalla murata (o dallo scalmo) e si cammina e si spinge finchè non si trova un remo o fino al posto di arenaggio.

JIRI ALL'ARRUMMA - FARSI SPINGERE DALL'ONDA
Significa: fare il bagno con mare agitato e per uscire infilarsi in un'onda e farsi portare sulla spiaggia.
Questo è un concetto che in moltissimi conoscono e che in molti pensano di praticare. In realtà la vera concezione, e attivazione, della "arrumma" è rara (e lo era anche un tempo) e credo che non sia più praticata da nessuno e da tempo . Ma tutto ciò richiede una chiara spiegazione tecnica.
Intanto perchè si possa parlare di vera "arrumma" dobbiamo considerare un mare molto agitato (oltre forza 7) con continuità di onde frangenti (ca fragunu) e con rare onde alte non frangenti. Quando si fa il bagno in una simile tempesta diventa alquanto difficile uscire dall'acqua, perchè? Perchè le onde frangenti (non idonee) bisogna evitarle immergendosi con i piedi sotto e bisogna approfittare di una rara onda non frangente posizionandosi vicinissimo al punto in cui l'onda, o trabocca e frange, o si gonfia si arrotola e si scaglia sul bagnasciuga.
Vi sono tre complicazioni attuative:
a) intuire l'onda non frangente, b) posizionarsi per l'uscita con arrumma, c) restare immerso nell'onda puntellando le braccia sul bagnasciuga.
-Se si punta su un'onda ritenendola non frangente, ma che poi frange, si rischia di essere trascinato nel vortice con conseguenze deleterie.
-Se si sta posizionati verso il largo, spostati dal punto di arrotolamento dell'onda, l'onda solleva la persona ma non la spinge. Se si sta troppo a ridosso del bagnasciuga l'onda già arrotolata si scaglia addosso alla persona sbattendola sulla spiaggia all'inizio del bagnasciuga ove sono collocate grosse pietre.
-Quando si viene trascinati(arrummati) verso riva si è immersi nella massa d'acqua dell'onda con il corpo parallelo al piano della sabbia a distanza di braccia; per restare nell'asse di spinta bisogna irrigidire il corpo e puntare le mani sulla sabbia aiutando la spinta, come fanno gli sciatori con i bastoni.
Non è una cosa propriamente semplice che viene confusa con il banale arrotolamento che si fa con ondicine di poca consistenza.

JIRI ALLA CALA I PRIMA SIRA - ANDARE ALLA CALA DI PRIMA SERA
La pesca con la lampara si effettua prevalentemente in assenza di luna, a notte inoltrata che si avvia verso i "primi arbi" (aurora), verso l'alba e verso il mattino.
In determinati momenti dell'anno, in periodi di elevata pescosità, anche con luna consistente (piena o gibbosa crescente/calante) si va alla lampara; occorre però anticipare il sorgere della luna, ovvero "i prima sira" appena fa buio perché attendere oltre no vi sarebbero più le condizioni.
La cala di prima sera complica la qualità del pesce che portato a riva ancor prima della mezzanotte potrà essere venduto in mattinata ad alterazione strutturale avviata.

LATERALU - LATERALE
La rete dei rizzilli (tramaglio) è formata da tre reti; al centro una con maglia molto stretta detta pannu; ai lati del panno due reti a maglia larga dette laterali.

LEVANTULEVANTE
Il levante indica, ovviamente, est. La costa di Amantea è disposta da NNO a SSE; per leventu viene indicato la direzione che scende.

LIUGGIU - LEGGIA
E' il foro (a volte più d'uno) posto sul fondo della barca per consentire la furiuscita dell'acqua una volta portata in secco. In mare viene tappato con un generico straccio arrotolato e pressato con una pietra piatta.
LIETTU - LETTO
Il mestiere del palanchistru (palamito) ha una struttura essenziale; ad un lunghissimo filo di nailon robusto (liettu) sono attaccati tanti fili di nailon sottili (vrazzuoli) con all'estremità un amo. I vrazzuoli sono distanziati 8-10 metri e sono lunghi 3-4 metri.

MAESTRALATA - MAESTRALATA
Il vento di Maestrale soffia per quasi tutto l’anno sulla costa tirrenica da N-O. E’ normalmente un vento a regime di brezza. In talune situazione soffia con consistenza e si dice c’è ‘na maestralata.

MAR'I FORA - ONDE LUNGHE
Lontano, verso la Sardegna, si crea una bassa pressione(cattivo tempo) con vento e mare mosso; alla nostra longitudine persiste una parziale alta pressione(buon tempo) in estinzione che ostacola la bassa pressione in arrivo; l'effetto della bassa pressione, lontano a ovest, procura delle onde spinte a est dal vento. Tali onde arrivano sulla nostra costa quando vi è ancora parziale buon tempo a causa del persistere dell'alta pressione in estinzione. Le onde, non essendo sottoposte a bassa pressione locale, non essendo sottoposte alla spinta del vento che le ha generate, allungano il loro periodo (intervallo di tempo tra due creste o cavi successivi)  e si stendono sulla superficie del mare.
Il termine "mar'i fora", letteralmente "mare da fuori", sta a significare che la consistenza delle onde "forzate" non si forma sotto costa, ma viene originata al largo.

MAR'I LEVANTUMARE DI LEVANTE
Ricordiamo che per levantu s’intende la parte a sud di Amantea. I moti ondosi prevalenti arrivano da N-O e sono consistenti. Quando la maretta arriva da levantu è sempre leggera, seguita da vento che tende al caldo con probabile vento di scirocco. Sul mare si può osservare una bassa ondulazione trasversale che arriva da S-O. Si dice “vientu 'i levantu, acqua avanti” ovvero il mare di levante è prodotto da vento caldo africano che a seguire si raffredda e procura delle piogge.

MARINARI 'I PILIANU GENT'I PILIANU - PESCATORI DI PILIANO
E' uno spaccato esemplare della cultura marinara che assume valore quasi letterario. si rimanda alla pagina specifica

‘NCARAMATU - IMPIGLIATO
Quando uno strumento di pesca basato su filo di nailon ed amo s'impiglia al fondale (scoglio, pietra, relitti, ecc.)

‘NGRADARI - SOLLEVARE PARZIALMENTE
Quando una barca arriva sulla spiaggia dalla pesca non viene portata immediatamente sulla spiaggia. La necessità di scaricare velocemente il pesce ed avviarlo alla vendita avviene con la barca in acqua; per meglio svolgere le operazioni di scarico la barca viene issata per la parte poppiera sulla sabbia del bagnasciuga   senza falanghe mentre la parte poppiera resta in acqua.

‘NTERRAA TERRA
E’ esattamente il contrario di Fora.

‘NZIVARI ‘U STRUPPU - INGRASSARE LO STROPPO
Fissaggio del remo alla barca: a metà del remo, e per circa 10-15 cm, viene avvolto una suola; intorno a tale suola viene avvolto e annodato con due giri lo stroppo; il remo viene fissato alla barca infilandolo lo scalmo nei giri dello stroppo; per evitare la corrosione di scalmo e remo, per via delle superfici aride, di spalma sullo stroppo una opportuna quantità di grasso, ovvero si ‘NZIVE LLU STRUUPPU.
Metaforicamente può rappresentare tutte le situazioni della vita ordinaria (e non tanto) in cui si rende opportuno "oliare i meccanismi" per ottenere qualcosa.


ORFANIELLI
- ARBUSTI E RADICI

Dopo le grandi e prolungate piogge in montagna torrenti e fiumi portano in mare grandi quantità di tronchi d'albero, arbusti, canne, radici, ecc. Le correnti marine e il vento le spiaggiano su tutto il litorale. Su tale argomento esiste ampia letteratura sulla raccolta e uso domestico che per secoli ha costituito una fonte essenziale per il fuoco delle famiglie dei pescatori. 


PANNU
- PANNO

La rete dei rizzilli (tramaglio) è formata da tre reti; al centro una con maglia molto stretta detta pannu; ai lati del panno due reti a maglia larga dette laterali.


PEDANA DATA (o granna)
- PEDANA ALTA

Sullo scoglio grande di Isca lato est a 6 metri d'altezza una piccola striscia piatta consente di tuffarsi


PEDANA VASCIA (o piccirilla)
- PEDANA BASSA

Sullo scoglio grande di Isca lato est a 3 metri d'altezza una piccola striscia piatta consente di tuffarsi

PONENTUPONENTE
Il ponente indica, ovviamente, ovest. La costa di Amantea è disposta da NNO a SSE; per ponentu viene indicato la direzione che sale.

PPE NU MUNZIELLU MANTENITI ALL'ACQU'I LISCA - PER UN MUCCHIO MANTIENI LA DIREZIONE DI ISCA
Le reti tremaglio sono assemblate in pezzi(poste) da circa 50 metri; vengono raccolti in teli di canovaccio a mucchi(munzielli) da 3-4 poste.
Per il calo delle "rizzilli"(tremaglio) si stabiliscono i percorsi e i fondali in relazione al pescato recente (proprio e degli altri); chi sta a poppa dice a chi sta a prua ai remi di continuare in direzione degli scogli per ancora 150-200 metri tanto quanto è lungo nu munziellu.

REMACORRENTE MARINA
Nel raggio di mare che comprende Amantea vi sono prevalentemente tre correnti, una che spinge e scende da NNO (detta rema ‘i susu) e una che spinge e sale da SSU (detta rema ‘i faru). Una terza corrente spinge dal largo (detta rema ‘i fora). Le correnti si riscontrano sia a livello di superficie che sul fondo. Possono capitare direzioni opposte tra superficie e fondo e ciò richiede accortezza nelle decisioni su come affrontare la pesca. A ciò s’aggiunge la direzione del vento che complica ulteriormente il quadro emergente.

RIFILARI 'U SCUOGLIU  


SASSULA
- SASSOLA

E' un arnese in plastica, semicilindrico con manico, che serve ad asportare l'acqua dal paiolato. E' usato prevalentemente in mare per eliminare l'acqua entrata in barca, ma anche a terra durante le operazioni di pulizia

SDRAJTURA ‘I FORA - RISACCA DAL LARGO
Avvisaglia di maltempo in arrivo. E' una manifestazione climatica di sottile interpretazione che, a dire il vero, pochi pescatori riescono ad individuare; l'ho imparato da mio zio Gaetano Aloe vero e indiscusso guru della storia della marineria di Amantea.
Lontano, verso la Sardegna, si crea una bassa pressione(cattivo tempo); alla nostra longitudine persiste una parziale alta pressione(buon tempo) in estinzione; l'effetto della bassa pressione procura delle correnti subacquee lasciando la superficie prevalentemente piatta; tali correnti procurano uno scorrimento sul fondale che viene a scaricarsi a riva non in forma di onda alta e gonfia, ma in forma di piccola e bassa onda che si scaglia con veemenza sul bagnasciuga e risale sulla spiaggia in modo esagerato rispetto alla dimensione dell'onda. Se si osserva il fenomeno per qualche minuto si vede chiaramente l'infittirsi di tali onde e sempre più spiaggia bagnata. In tali circostanze, per tutela, le barche vengono distanziate dalla battigia portandole nella parte alta della spiaggia.

SCANAGLIARI (o vidiri a chi camini simu) – SCANDAGLIARE
Ormai anche le piccole imbarcazioni sono munite di strumenti elettronici. In passato si faceva con un peso legato all’estremità di una cima. La profondità si misura in passi (circa 1,5 metri pari all’ampiezza delle braccia). Lungo la cima si fissavano alcuni segni per controllare dinamicamente la profondità per sveltire l’osservazione. Lo scandaglio manuale richiede qualche destrezza per via delle correnti di superficie e di fondo che possono disallineare la barca dalla verticale del peso che affonda facendo risultare una profondità maggiore.


SCARMU
- SCALMO
E' un asse di legno tondo lungo circa 30 cm, diametro 3-4 cm; fissato sulla parete della barca; ad esso viene legato il remo con 'u struppu.

SEGGITELLA - SEDIOLINA
E’ un tecnica dei tuffi da dove si tocca il fondo. Due persone incrociano le braccia a formare un fondo di sedia ove sale il tuffatore che viene lanciato in alto.

SGRISSURATAFORTE VENTO
Il vento di Maestrale soffia per quasi tutto l’anno sulla costa tirrenica da N-O. E’ normalmente un vento a regime di brezza. In talune situazione soffia con consistenza e si dice c’è ‘na maestralata.
Se la maestralata è di forte intensità si chiama sgrissurata.

SIARIREMARE
Una barca a motore scorre con avanti la prora e dietro la poppa ove è posizionato il motore. A remi succede il contrario; i rematori sono posizionati a ridosso della prora e spingono la barca con avanti la poppa. Quando ciò avviene si dice che i rematori stanno siando, ovvero remano in avanti.

SIVU - GRASSO
E' il grasso strofinato sulle falanghe per consentire un facile scivolamento della barca. Si tratta in prevalenza di grasso bovino opportunamente pestato formando blocchi simili al sapone per panni.

SPALARI - SPALARE
Chi opera a poppa durante la pesca impartisce le direttive; quando intima di spalare significa che chi rema deve togliere le pale dei remi dall’acqua lasciando il movimento d’abbrivio.

SPAJOLARI - SPAIOLARE
il pavimento di una barca è formato da tavole disposte per tutta la lunghezza della barca. Prendono il nome di tavul’i pajuolu (paiolo). Quando occorre pulire il fondo con acqua occorre prima spajolari. Ricollocare le tavole di side ‘mpajolari.

STRUOPPU - STROPPO O STROPPIO
Trattasi di una cima lunga un metro circa arrotolata intorno alla parte centrale del remo per fissarlo allo scalmo e poter remare.

TIRARI I RIZZI SENZA SMAGLIARI - RECUPERARE LE RETI LASCIANDO I PESCI TRA LE MAGLIE
La pesca con il tramaglio è obbligata a ritmi e orari sincronizzati che devono essere rispettati per non avere ripercussioni nei risultati. La prima decisione, per i pescatori, è stabilire l'ora d'inizio del recupero reti (tirari ‘i rizzi) valutando: distanza dall'approdo, quantità di reti calate, stagione, livello di pescosità del momento. Naturalmente ciò non avviene con carta e penna tirando somme, ovviamente no, è una decisione mossa da un istinto acquisito con la pratica. L'obiettivo primario è quello di rientrare in tempo giusto per consentire alle donne di vendere il pesce tra le case ad ore compatibili con le abitudini delle famiglie clienti.
Nel recuperare le reti vengono smagliati i pesci e posti in una cassetta; le reti vengono raccolte nei sacchi a "munzielli" di 2-3 "poste".
Capita, ogni tanto, d'impattarsi in una eccezionale pesca; in tali situazioni non è possibile smagliare i pesci come vengono perchè si farebbe troppo tardi; si ovvia ammucchiando le reti con tutti i pesci; durante il rientro, mentre un pescatore si "asserbe" al motore (o rema) l'altro provvede a smagliare i pesci. Succede che nella concitazione invece di smagliare si strappano un po di maglie per fare presto.
In tali casi ‘u nachjeru raccomanda di mettere i pesci ‘i fora, ovvero penzoloni ai lati del munziello.
A determinare quanto sopra esposto possono contribuire anche avvisaglie di maltempo in arrivo.


TRIC TRAC TANTU A PARTE

E' una esternazione di rammarico dopo la spartizione di un modesto pescato


VISSICHELLA
- BOLLICINA D'ARIA

Durante la pesca con la lampara i pesci si avvicinano alla luce, si raggruppano sotto la lampara; quando sono ancora in profondità emergono le bollicine emesse dal pesce. in relazione alla dimensione delle bollicine e alla loro quantità il lampista decide se calare le reti.

VRAZZUOLU - BRACCIOLO
Il mestiere del palanchistru (palamito) ha una struttura essenziale; ad un lunghissimo filo di nailon robusto (liettu) sono attaccati tanti fili di nailon sottili (vrazzuoli) con all'estremità un amo. I vrazzuoli sono distanziati 8-10 metri e sono lunghi 3-4 metri.

VUCARIVOGARE
VediSIARE. E’ il remare all’incontrario del siare, i rematori restano nella stessa posizione e invece di spingere in avanti invertono il senso del remare remando all’indietro, ovvero vocunu.

 

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