Tropea: la Madonna dell'Isola

Tropea madonna mare 2013 I grandi riti religiosi sul mare in Calabria
La Madonna dell’Isola di Tropea il 15 agosto

Particolare giornata di ferragosto, su un peschereccio, nella scia di Maria in visita agli "dei"

Partecipare al suggestivo e coreografico rito religioso sul mare, nel giorno di ferragosto, crea inevitabili intralci di varia natura. Da anni erano segnatati sul mio personale calendario questa data e questo evento. E così il 15 agosto 2013 mi decido, lascio tutto e tutti e vado da solo.
Mi documento prima, come sempre, su luoghi cittadini della manifestazione, sui percorsi e relativi tempi. Valuto conveniente partire alle ore 13,00 per evitare la folla stradale del ferragosto. A quest’ora sono tutti alle prese con forchette e coltelli in casa, sulle spiagge, nei prati, nei ristoranti. In meno di un’ora arrivo a Tropea (mai in così poco tempo).
Dopo Amantea e Praia a Mare è il luogo che amo di più in Calabria; lo conosco nei minimi dettagli per le tante giornate qui trascorse.
continua dopo le foto


Scendo con l’auto giù sulla via lungomare, la percorro tutta vanamente alla ricerca di uno spazio per parcheggiare. Ritorno su in paese trovando posto in un vicolo fuori mano. Dalla scalinata dei Carabinieri raggiungo a piedi la spiaggia piccola dell’isola.
Per giustificata abitudine non mi fido delle informazioni rilevate su Internet nè di ciò che mi dice il primo che incontro: verifico con un vigile, con un bagnino, con un ristoratore.
Fino ad alcuni anni fa la statua scendeva dalla chiesa dell’isola per imbarcasi nella rada della spiaggia piccola a ridosso delle rocce. Ora la chiesetta di S.Maria dell’Isola è inaccessibile con conseguente variazione di programma. La statua è collocata in altra chiesa dalla quale, alle ore 15,30, viene portata con un automezzo al porto ove s’imbarcherà su un natante per la navigazione lungo la costa.

Alle ore 15 arrivo a piedi al porto dopo aver percorro il lungomare sopraelevato alla spiaggia di sabbia bianca considerata tra le dieci più belle del mondo. Di questa spiaggia, a ferragosto, evito il commento rimandando alle foto.
Noto un assembramento che indica con chiarezza il punto di ritrovo. Vedo una barca addobbata con damaschi e ai lati altre in “abito” della festa. Sembra una sposa con a fianco i familiari negli attimi che precedono l’uscita da casa per la chiesa.
All’ombra di un ampio ombrellone tre facce corrose e segnate da sale e dal sole; volti che conosco dalla nascita, che distinguerei in mezzo alla folla de La Mecca nel giorno del pellegrinaggio.
Chiedo ad uno di loro cosa fare per partecipare all’uscita in mare. Mi indica la barca allestita per i turisti. Dopo un po, uno dei tre, che stimo mio coetaneo, mi chiama da parte offrendomi un posto nella sua barca non adornata per i turisti, con le reti a bordo ancora da ripulire dopo la pesca della nottata. Decido di andare con lui, con il figlio e due loro amici.
Nell’attesa delle statue, Francesco, detto ‘U Tedescu per i capelli biondi, comincia spontaneamente a raccontare di se, della famiglia, della moglie che non c’è più, dei suoi 42 anni per mare, dei problemi della pesca.
Sottolinea che da sempre partecipa alla processione sul mare, in passato con la moglie. Lo ascolto fino a quando il ritmo lo sostiene; poi arriva il momento che chiude per qualche istante gli occhi, scuote un po la testa per raccordare i pensieri e deglutisce saliva e aria. Colgo questa pausa per dare continuità al suo racconto evidenziando la mia appartenenza alla marineria e la conoscenza di questo variegato ambito. Avverto in lui un compiacimento che manterrà per tutta la durata della navigazione. Mi da del voi ed io, dal tu iniziale passo al voi; è cosa insolita in ambito marinaro che due della categoria si diano del voi.

Alle 15,36 arriva la statua con un’ape; un folto gruppo provvede a sistemarla sulla barca damascata.
La statua si stacca dalla banchina e nella scia le altre barche con turisti e fedeli. Per mare il corteo si affolla di natanti d’ogni specie. Tante soste farà in prossimità delle spiagge aggregando altre imbarcazioni.
La prima sosta avviene nella spiaggia piccola dell’isola che storicamente ne vedeva imbarco e partenza. E’ impressionante il colpo d’occhio della vasta umanità che avvolge il peschereccio “Madonna dell’Isola” che ha l’onore di trasportare Maria, Giuseppe e il Bambino.
Dopo alcuni minuti tra ludiche nudità poco affini al rito si riprende il mare puntando a nord fino alla punta di Parghelia e quindi a sud fino all’estremità di punta Riaci ai confini con Ricadi.
In questo tratto di costa, tra i più belli del mondo, quello che vedi ha contenuti paesaggistici così elevati che non basterebbero Verne, Hemingway, Cook e Conrad insieme a raccontarli. Non oso il cimento e mi affido alle immagini.
La non consueta processione, con prelati praticamente non officianti, è sostenuta da una voce che si propaga dal megafono della barca turistica; una donna recita preghiere per tutto il tempo invitando i bagnanti ad unirsi alle orazioni. I villeggianti si dispongono in fila, si fanno il segno della croce e applaudiscono. Dalla spiaggia centrale di Parghelia si avvicina al natante con la statua una barchetta con tre persone; uno di essi è il parroco cittadino che dona un mazzo di fiori alla Madonna dell'Isola.
Il corteo marittimo è durato circa tre ore. In passato durava molto di più dovendo navigare per tutta la Costa degli dei da Zambrone a Capo Vaticano. Un’altra caratteristica non più in voga riguarda i botti che venivano esplosi sulle spiagge ad ogni fermata.

La processione pomeridiana sul mare è seguita in serata da una fiaccolata in paese, tra gli incantevoli vicoli, sugli affacci più belli del Mediterraneo, coinvolgendo tanti villeggianti affascinati dal contesto che racconteranno formando la catena del passa parola così utile al turismo.
Sono rientrato a casa alle ore 21, otto ore a rincorrere le radici. Altre 7 ore sono occorse per le attività su video, foto, testo, web, ecc. Chi dedica un paio di minuti a questa pagina ignora cosa occorre prima di un clic.

Riflessione
I riti mariani del mare, ovunque, sono stati istituiti per stabilire un contatto di fede tra la Madre dei credenti delle coste, le popolazioni marinare di villaggi, insenature e anfratti dei litorali.
Tanti anni fa la statua della Madonna dell'Isola veniva accolta da pescatori ed altri del luogo, in piedi sulle spiagge, con fare appropriato alla circostanza.
In tempi in repentina evoluzione hanno cambiato, e molto, forme e circostanze, sovrapponendo le f di fede e folklore...alla via così.

Antonio Cima 17-08-2013


    

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Commenti  

 
#4 turista 2013-08-18 12:00
E'vero. Per forme e circostanze, la f di fede viene sovrapposta alla f di folklore...siam o messi male!!
Citazione
 
 
#3 amanteano 2013-08-18 11:30
le tante piccole azioni che ogni individuo compie con serietà nel suo quotidiano non sono mai vane. Mi associo ai complimenti per questa bellissima pagina del tuo sito.
Citazione
 
 
#2 Marinaio 2013-08-18 10:35
Questa bellissima pagina di Webiamo.it ci da la possibilità di godere di uno spaccato della Calabria!Le foto dal mare sono eccezionali!Ma tutto il servizio intero pone una riflessione: Ma il mare da Mantìa, proprio le acque, quanto sono sfruttate a fini turistici con delle manifestazioni dedicate?Non sarà Tropea ma in piccolo ci sono gli scogli di Isca e Coreca e poi c'è una lunghezza di oltre 10 kilometri.Buone vacanze a tutti
Citazione
 
 
#1 GRAZIE SIG. CIMA 2013-08-18 01:28
Un complimento ed un ringraziamento per questo articolo è doveroso. E' meritevole il lavoro che ci permette di conoscere e di vivere,sia pure a distanza, per immagini e per parole, una così importante manifestazione religiosa.
Citazione
 

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