San Vitaliano a Catanzaro

catanzaro s vitaliano 2014 Nel centro di Catanzaro una processione di città
Festa patronale di S.Vitaliano
il 16 luglio
Così diversa dai riti bucolici della contrade

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Le differenze tra cortei religiosi di paese e di città
La passione di osservare i comportamenti sociali e le forme di partecipazione, che continuo a ritenere antropologicamente significative nelle processioni religiose, mi portano quasi sempre nei piccoli centri, vuoi perché sono in netta prevalenza, vuoi perché più vicine al sentimento popolare. Il 16 luglio 2014, giorno della Madonna del Carmelo festeggiata in decine di località calabresi, mi sono recato a Catanzaro ove si è festeggiato San Vitaliano da Capua Patrono della città.
Di riti nelle città ne ho visti pochissimi, stanno in una mano.
Tra una processione di paese-frazione-borgata-rione e una di città la differenza è nettamente percepibile. Eventi apparentemente uguali fanno emergere sensazioni ben diverse che, per contesto, modalità ed espressività, assimilo a due ambiti ordinari ma significativamente diversi. E’ ovviamente una interpretazione personale traslata con spirito metaforico, e così va interpretata. Continua dopo le foto

Una processione di paese è come entrare in una officina meccanica in cui operano padre e due figli. Ognuno è costantemente occupato, a volte da soli altre in collaborazione, con esperienze e attitudini diversificate, attenti al generale andamento delle attività. Qualcuno con la tuta intera e qualcuno con il pantalone e maglia di un marchio d’auto, tutti con addosso il colore del lavoro.
Alle pareti arnesi del mestiere meno usati, su banco quelli maggiormente utilizzati, addossati ai muri strumenti ingombranti, un piccolo box con un tavolo che raccoglie carta sparse e una penna con astuccio corroso e senza cappuccio. Sul vetro del box insieme una foto della Juve di Platinì ed una stampa di Papa Giovanni XXIII offuscata dal tempo e dalla polvere.
Sopra una piccola mensola fissata alla parete un vecchio ventilatore che, girando, insieme all’aria fresca produce il rumore che i tanti anni gli impongono.
Un ambiente che non ti mette soggezione, in cui ogni elemento è vocato al contesto del quale prende forma e odore.
Quando entri in questo ambiente lo fai con rispetto valutando ciò che per i tre esso rappresenta; ne apprezzi la sorridente accoglienza e ne osservi le movenze finalizzate a produrre un risultato necessario per loro e utile per te. Un contesto in cui niente va oltre ciò che serve.

Una processione di città è come entrare nell’ufficio di un burocrate di medio-alto livello.
L’accoglienza distratta e lo sguardo altrove ti arreca il disagio di non sapere come conciare.
Una scrivania di legno buono come le cornici dei vari quadri e di quel mobile con alcuni ripiani che accolgono libri mai sfogliati. La foto del presidente incorniciata con metallo color argento, un mobile basso con faldoni di cartone pregiato rinforzati ai bordi, posti nei ripiani interni. Sulla base lucida del mobile una foto del funzionario con il presidente della regione incorniciata color oro e un’altra con moglie e figlia nel giorno della laurea della ragazza con cornice color bronzo opaco intarsiata con profondi ricami.
La tenda in sintonia con i colori delle pareti, con ricami e arricciatura proporzionata, azionata con telecomando riposto in una scavatura apposita nell’angolo sinistro della scrivania insieme al telecomando del condizionatore che procura aria montata nella calura estiva.
La poltrona ampia, imbottita, con schienale alto e sagomato all’altezza del collo per i momenti di “riflessione”.
Osservi il contesto valutandone la comodità eccessiva, la coordinazione di colori e forme oltre modo, stimando quando di ciò serva per fare e quanto per apparire.

Andando dietro al santo rifletti sul contesto e ascolti i canti nei paesi e il silenzio in città, la livrea composta nel borgo e gli stendardi vellutati nel capoluogo, la massa fluttuante nella contrada e le file allineate tra i grandi palazzi, fai sosta agli altarini nelle frazioni e unico percorso lungo i grandi corsi, ti fermi a degustare tra i sentieri e rimandi gli odori nella metropoli.

In un modo vanno le processioni delle campagne e in tutt’altro modo quelle delle città.
E tutti scorrono dietro al santo con il parroco di campagna o con l'alto prelato, e cantano o zittiscono, e spaziano o si allineano, e mangiano o digiunano, e lo vivono ognuno a modo suo, diversamente.
Antonio Cima 24-07-2014

 

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