Madonna di Capocolonna

crotone madonna capo colonna Un grande evento di antropologia calabrese
Crotone, la Madonna di Capocolonna

al Capo sabato notte a piedi con fiaccolata 15 km
 ritorno a Crotone via mare domenica al tramonto
una lunga manifestazione di rilevante coinvolgimento

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Da anni sento dire, a proposito dei festeggiamenti della Madonna di Capocolonna, di trattarsi di un evento socio-religioso rilevante. Mi sono documentato compiutamente sul web confermando la straordinaria portata che, pur essendo motivata dalla fede religiosa, somma vari aspetti che richiederebbero approfondimenti di varia natura antropologica. Per quanto mi è dato sapere di questo ambito considero questa ricorrenza -per durata, coinvolgimenti, organizzazione, spazi- la più imponente della Calabria. Un altro tassello che aggiungo al personale convincimento della diversità del modo di accomunarsi nelle province di Crotone, Catanzaro, Vibo, Reggio, rispetto alla provincia di Cosenza ove tutto appare più sfumato e labile. Verrà giorno, spero, che proverò a mettere insieme le variabili di questo ragionamento per sostenere tale assunto.  continua dopo le foto


La Madonna di Capocolonna è cosa complessa, articolata, lunga, dura un mese.
Il clou si racchiude dalla serata di sabato 2 maggio alla nottata di domenica 3.
Nella serata di sabato si svolge un ampio rituale nella cattedrale di Crotone con un corteo di massa che si conclude alla periferia sud presso il cimitero.
All’una e mezza di notte si avvia la fiaccolata con una consistente folla che percorre i circa 15 km che portano al santuario del promontorio lacinio. E’ un privilegio per tanti alternarsi a portare l’icona.
Sul far del giorno la piccola riproduzione del grande quadro della Madonna, racchiusa in una cornice rettangolare dalle dimensioni circa di 80x40 cm, protetta da un cristallo e denominata Quadricello, viene esposta a sinistra dell’altare della chiesetta.
Ogni sette anni, invece della piccola riproduzione, viene portato il quadro originale grande della madonna.
Nella serata di domenica la sacra effige viene riportata via mare a Crotone per la processione e susseguenti festeggiamenti civili.
Nella ricorrenza del settennale (ultima nel 2012) il quadro rientra via terra, posto su un carro tirato da grandi buoi.
Per tutta la giornata di domenica il Santuario rimane aperto per accogliere il flusso continuo dei pellegrini. Nel pomeriggio, nel santuario, inizia una lunghissima funzione religiosa, officiata da più sacerdoti, seguita dai fuochi che si alzano alle spalle della chiesa dai margini delle terreno che sovrasta le rocce che coronano e proteggono la spianata del sito archeologico di Hera Lacinia.

Subito dopo i fuochi un prelato esce dal santuario con l’icona poggiata sul petto, si posiziona poco fuori la scultorea porta alzando il quadricello in un tripudio dei fedeli; quando riabbassa l’icona tutti si accalcano sulla figura per il continuo rito del bacio che caratterizza l’intero evento. Chi bacia la figura sacra, chi l’accarezza, chi la tocca più volte con il palmo prima di portarlo sulla bocca. Tanti genitori e nonni portano in braccio bambini orgogliosi e rassicurati del contatto dei piccoli con la venerata madonna.
Vari minuti occorrono prima che il parroco possa avviarsi verso il punto d’imbarco; deve essere percorso circa mezzo km fino alla passerella allestita ogni anno per tale necessità. L’andamento è lentissimo per via della ineludibile carezza/bacio all’icona dei tanti in attesa lungo la stradina.
Il punto d’imbarco è fissato lungo il tratto di costa che dal santuario va verso ovest continuando a formare il piccolo golfo a nord del promontorio lacinio. Tutta la strada che si eleva sulla scogliera è arginata lato mare da un robusto steccato su cui sono appoggiati migliaia di fedeli che attendono già da un po’ questo momento.
Lungo lo steccato c’è un unico punto d’accesso al mare; da li si diparte un sentiero sterrato di duecento metri che arriva ad una zolla di terra dov’è fissata la passerella. Anche in questo tratto non mancano le propensioni verso il quadro per un bacio, una carezza.

Il religioso che porta il dipinto sale sulla passerella sostenuto da alcuni e si porta all’estremità.
A poche decine di metri a largo dalla scogliera varie imbarcazioni sono disposte per la breve navigazione fino al porto turistico di Crotone. Una è più imponente è sarà quella che porterà la sacra immagine.
Un gommone della Guardia costiera si distacca dal gruppo e si avvicina all’estremità della passerella. Il sacerdote cede l’effige ad un marinaio del gommone e con fare apprensivo scende dalla passerella nell’imbarcazione sballottata dal lieve moto ondoso di fiancata.
Il religioso riprende in mano il quadricello e lo alza mostrandolo al popolo disposto lungo lo steccato per circa un km.
Rischiando un pò mi sono portato su uno scoglio distaccato leggermente verso il mare per meglio osservare, fotografare, riprendere.
Si poneva davanti a me una eccezionale coreografia con alle spalle i natanti in attesa, in lontananza le colline del Marchesato crotonese crestate da nuvole irradiate dal tramonto, davanti in basso una piccola folla sugli scogli che ha accompagnato il sacerdote, in alto la lunghissima colonna di fedeli plaudenti.
Il canotto si distacca dalla scogliera e si dirige verso l’imbarcazione che accoglierà il Quadricello. Il trasbordo avviene rapidamente e la barca punta verso Crotone con al seguito i piccoli natanti sballottati dalle onde originate dall’incedere della grande barca con a bordo la madonna.
A questo punto la gente disposta sulla scogliera prende a salire sulla strada ove un lunghissimo cordone umano procede verso il parcheggio posto ad un km dal piazzale del santuario.
Un interrogativo mi pongo sui calabresi ogni volta in questi frangenti rientrando in macchina: perché solo in queste circostanze mostriamo abilità, capacità, dedizione, spirito di sacrificio che restano inespressi, invece, quando deve risaltare esclusivamente il senso civico e il bene comune.
Non posso non pensare al piazzale invaso da una orribile colata di cemento a mostrare, ove ve ne fosse bisogno, l’innaturale indole di alcuni calabresi di vertice ingrati verso la natura che li ha fatti umani laddove avrebbe dovuti farli bestie.
Antonio Cima 21-05-2015.
Le foto si riferiscono al pomeriggio di domenica 17-05-2015 e all’imbarco del quadricello per Crotone

Significati riscontri documentali
Curiosità e approfondimenti storici sulla ricorrenza
Su Wikipedia
Sintesi dell’intera manifestazione
Video rientro da Capo Colonna con buoi
Le fasi complessive dell’evento 

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Commenti  

 
#3 ntoni 2015-05-23 23:16
Antonio,grazie di cuore per questa tua immane opera educativa e di conoscenza che porti a tutti noi con le documentazioni che riguardano la nostra terra che, certamente,oltr e alla passione che ci mettiti comportano tanti sacrifici. Però mi domando con rabbia :possibile che Amantea e chi la governa non hanno coscienza di quanto tu possa essere prezioso per dare ulteriore lustro a questa terra baciata dalla fortuna se ti venisse data "delega" al turismo ed a tutti gli eventi ad esso collegabili???
Citazione
 
 
#2 filopanto 2015-05-23 19:26
Non ho esperienze di manifestazioni religiose fuori di Amantea,tranne alcune viste quando suonavo nella banda.Mi piace invece "sfumato e labile" coniato dal direttore di Webiamo, da accostare alle manifestazioni religiose del ns paese.I soliti, che per devozione, superstizione e convenzione preparono gli Eventi lo fanno con cura e passione. Poi il giorno della Festa non vedono l'ora di finire alla svelta. Vanificando tutto.
Citazione
 
 
#1 FRANCO DANESE 2015-05-23 02:24
Tantissime grazie per tutte queste notizie veramente importanti. Solo sapevo qualcosa di Capo Colonna e del Santuario della Madonna..tutto il resto e'una novita'per me.Grazie ancora una volta. Felicitazioni per i commenti e le fotografie. Quante eventi straordinari che abbiamo in Calabria...Ciao .-
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