Cammino tra i boschi della Madonna delle Armi

cerchiara s maria armi Cerchiara di Calabria, nel Pollino
Il mitico percorso tra i sentieri montuosi

Con l'icona su pietra della Madonna delle Armi

© Riproduzione riservata - Nessun uso è consentito degli elementi della pagina
Cerchiara di Calabria (CS) - 25 aprile 2017, Madonna delle Armi
Da anni frequento la vasta area del Pollino. Quasi tutte le località del versante calabrese ho avuto modo di visitare, alcune più volte. A Cerchiara sono stato due volte, una per diletto e una per lavoro. Ho avuto modo di apprezzare il paese, il santuario della Madonna delle Armi, le terme della Grotta delle Ninfe di omerica memoria.
Vi ritorno con piacere dopo alcuni anni per partecipare all’evento del 25 aprile più volte programmato e mai assolto. E’ una manifestazione, la ricorrenza della Madonna delle Armi, che associa varie propensioni; chi va per fede, non pochi per voto, chi per finalità ecologico-paesaggistiche, tanti per il diversivo post processione. Personalmente vado perché spinto da un irrefrenabile amore per il territorio calabrese, per tutto ciò che nella regione abbia una valenza sociale, culturale, storica, del fare e del condividere.
Mi documento sul programma e sulle prime opto per partecipare al cammino che si avvia da Cerchiara alle ore 7,30 del mattino arrivando al Santuario tramite le mulattiere in un tempo che va da una a due ore in relazione all’andatura accelerata o meditata. Valutazioni complessive m’inducono ad esser in loco per il corteo religioso delle ore 13,00 fino alla zona chiamata Lacco che è una piccola spianata per campeggio libero con al centro una grande croce metallica.
continua dopo le foto


In considerazione della grande folla che arriva al Santuario conto di arrivare per le ore 9,00 sicchè parto alle ore 7,00. Il bel tempo, le strade sgombre, arrivo a Cerchiara alle 9,10 (incluse alcune rapide soste fotografiche per strada), mi fermo per un caffè. Riparto per il Santuario ove arrivo alle ore 9,25 parcheggiando a circa un km, c’è già tanta gente.
Mi avvio verso la spianata del Santuario affascinato ed incuriosito come se fosse la prima volta. Tutti gli elementi che esistono sulla faccia della terra in questo territorio sono osservabili: monti, prati, boschi, fiumi, cascate, canyon, mare, pianure, mancano solo ghiacciai e deserti.
Uno spettacolo incomparabile, a nord-ovest la catena del Pollino con monte Sellaro addossato, ad sud-est la vasta piana di Sibari e l’orizzonte jonico mitigati dalla foschia ad inizio mattinata, ma poi cambierà.
Occorre ancora tanto tempo per il cammino nei boschi e, come faccio abitualmente, mi disperdo nel territorio per ammirarne ogni particolare, ogni rumore, ogni colore. A volte mi lascio prendere dal contesto spingendomi in eccesso con rientri affrettati. Vago da solo pensando un po ai miei amici e compagni che in questo momento stanno disponendo il necessario per la Festa della Liberazione nella Calavecchia per la serata, spero di rientrare in tempo. Penso anche alla eccessiva e penalizzante stanzialità e sedentarietà di troppi miei concittadini (e corregionali) di cui alcuni diventano amministratori mancando degli opportuni e utili riferimenti comparativi con altri territori. Ripeto continuamente che un luogo lo ami e lo tuteli solo se lo conosci e lo vivi, ergo tanti calabresi non tutelano la regione perché non la conoscono, cioè non la amano.

Sono qui, in questo estremo fazzoletto di Calabria, sentendomi fortunato ad avere ancora tali interessi territoriali ad una età che, in genere, spinge alla poltrona in pantofole, ma a volte l’anagrafe non c’entra, diventa una questione di attitudine personale. C’è ancora tempo per l’uscita tra i boschi, lo ripartisco tra contesto ambientale e struttura del Santuario. Pochi edifici antichi, religiosi o civili, danno la sensazione del tempo che hanno attraversato come invece racconta Santa Maria delle Armi. E’ qui da oltre cinque secoli e li narra tutti per composizione architettonica, iconografie, affreschi, ornamenti, oggettistica.

Intanto ogni zolla intorno viene occupata da una folla sempre crescente. Sono le ore 11,30 mi avvicino alla spianata davanti alla chiesa dov’è in corso la celebrazione della messa. Non sarebbe possibile ospitare così tanta gente nella piccola navata e risulta inevitabile per S.E. Mons. Francesco Savino -Vescovo della Diocesi di Cassano Ionio- officiare la liturgia all’aperto. Tanti in piedi in ogni interstizio comprese autorità civili e militari, molti sindaci del comprensorio, anche un delegato del Presidente della Provincia di Cosenza.
Nell’ambito della messa si evidenziano due donazioni: la prima è un’opera marmorea con l’immagine della Madonna delle Armi donata da un devoto locale, la seconda riguarda una bottiglia d’Olio Santo omaggiato dal sindaco della vicina Civita.

Si conclude la lunghissima celebrazione alle ore 13, il tempo dell’immancabile rito del bacio della icona e inizia il cammino che porterà tra i sentieri ad est del santuario con l’icona della Madonna delle Armi. Si tratta di un’opera segnata su pietra a forma ovoidale e tondeggiante nella parte posteriore, pesa 3400 gr., con altezza di cm.29, larga cm. 15. Dal 1750 è esposta in un reliquiario d’argento di manifattura napoletana.
Inizia il cammino con un suono sciolto di campane a festa e l’applauso degli astanti che danno musicalità al momento. Si forma il lungo corteo che si inoltra nei sentieri che un tempo erano mulattiere. Dura circa un’ora il cammino per arrivare e rientrare dalla zona denominata Lacco.
Arrivati davanti alla porta della chiesa i quattro portatori alzano il reliquario roteando tre volte in senso orario. Nella navata il reliquiario viene posto alla sinistra dell’altare e riprende il rito del bacio per gli ultimi arrivati che non hanno partecipato alla cerimonia.
Arrivano nello spiazzale antistante il santuario due zampognari che suonando entrano in chiesa, si fermano davanti alla Sacra Icona continuando il suono per qualche minuto.

Siamo oltre le ore 14, a tal punto il contesto cambia decisamente verso e, nei prati invasi da una vasta e motivata umanità, inizia l’appagamento dei sensi con cibarie d’ogni tipo e musica del luogo.
Questi momenti bisogna volerli e saperli vivere. Tanti ne ho attraversati e non ho alcun freno a sostenere che solo la gente di montagna sa coniugare mirabilmente gli equilibrati eccessi.
Prendo il mio zaino, vado a sedermi su un masso che facilita la vista sulla piana di Sibari che a quest’ora è ben visibile fino all’estremità costiera di Mirto. Il mio pranzo è costituito da un panino con mortadella preparato ieri sera a casa. Basta a saziare il corpo, la mente, invece, ben altre sostante ha introitato.
Antonio Cima 26-04-2017

Dal sito comunale di Cerchiara
il Santuario di Santa Maria delle Armi (XV-XVI sec.), testimonianza significativa di arte rinascimentale.
Il complesso architettonico, scavato in parte nella roccia, ingloba al suo interno la grotta che custodisce la miracolosa immagine nera della Madonna, conservata in una teca d’argento.
Sorge in un sito già anticamente dedicato al culto, come provano reperti risalenti al X secolo, rinvenuti in grotte rupestri del monte Sellaro.
La sua costruzione – secondo la tradizione locale – cominciò nel 1440 allorché nel medesimo luogo, proprio in una di queste grotte, furono trovate alcune tavolette bizantine, tra le più antiche mai rinvenute, e l’immagine della Beata Vergine delle Armi (dal greco tòn armòn - "della grotta"), da cui il Santuario prende il nome.
Al suo interno custodisce notevoli opere d’arte e argenterie barocche.
Nei pressi del Santuario si trovano i ruderi del monastero di S. Andrea. Di epoca Bizantina, fu edificato intorno al 950. Agli inizi fu retto dal monaco San Pacomio e poi da San Gregorio da Cassano.

Leggi elementi documentali su:
Sito comunale di Cerchiara
Wikipedia
Dailyslow.it
Pagina Facebook
 
 

 

Aggiungi commento

REGOLAMENTO SUI COMMENTI:
1- i commenti sono sottoposti a restrizioni
2- sono consentiti commenti su soggetti e fatti pubblici
3- saranno esclusi commenti e citazioni impropri di persone e ambiti privati
4- saranno escluse citazioni irridenti o non rispettose di commenti altrui
5- saranno esclusi commenti senza rilevanza di tema
6- è ammessa la forma satirica esclusivamente in relazione a contenuti pubblici
7- solo i commenti che la redazione riterrà conformi a quanto sopra saranno pubblicati

Commenti  

 
#1 Turam 2017-04-26 22:18
Grazie Antonio, non smetti mai di stupire.
Citazione
 

Unisciti a noi su Facebook

"Calamenti Spedati"
Libro di A.Cima
su Amazon

amantea-cima-calamenti-spedati-amazon-marineria

In Evidenza


AMANTEA, CALABRIA

 amantea matrice 3
 Amantea
Le 101 cose
 


 Bronzi-di-Riace
Calabria
101 luoghi
151 cose


 Calabria
La Calabria
raccontata con
video storici


 amantea-varette-2008
Amantea
Storia della Pasqua
Testi, video, foto,
commenti, riti, canti
 
 

temesa logo
I Luoghi di Temesa

amantea-venerdi-santo-varette-2013-corteo
Amantea
Diario dei Riti
e Usanze Religiose

amantea-chianura
 Borgochianura.it
Story


 amantea-isca
Amantea3.it
Story
 

amantea-Carnevale-2003
 
Amantea 
Il Carnevale

Testi, video, foto
raccolta di 15 anni

amantea raccolta reti
Marineria di Amantea
Mestieri, usi, costumi 

s-antonio-amantea
Rassegna storica
sulla festività di
Sant'Antonio

yt webiamo
34 video sul canale
YT Webiamo

yt antonio cima
83 video sul canale
YT Antoniocima

amantea fiera 2008
Storia della fiera
Testi, video, foto
raccolta di 10 anni

petilia santa spina
Riti Pasquali

In Calabria


 amantea la ninna natale
Storia del Natale
Testi, video, foto


amantea-anziani
Dialetto Amanteano
500 parole desuete,
o pressochè dimenticate
o sconosciute ai più giovani

amantea chjanura-grotta
Eventi nel Borgo
video, foto, testi

pizzi-cu-ova
Dolci Pasquali

 amantea frittata carnevale
Enogastronomia

collegio-gesuiti
Edifici storici 




© Copyright  "Webiamo.it"  |  E-mail: info@webiamo.it  |  Webmaster: Antonio CIMA