Il Crocefisso Nero di Terranova S.M.

crocifisso-nero-terranova Terranova Sappo Minulio (RC)
Antico rito del Crocefisso Nero
dal 1638
con gli Spinati ex voto al seguito

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Terranova Sappo Minulio (RC) - Crocifisso Nero 3 maggio 2017
La costante ricerca sul web di eventi antropologicamente significativi mi porta continuamente a contatto con un vastissimo teatro regionale che in misura maggiore si estrinseca nelle zone estreme della Calabria, ovvero nel Pollino a nord e nella fascia della provincia di Reggio Calabria confinante con le province di Vibo e Catanzaro. Tra queste in significativa evidenza si pone il rito del Crocefisso Nero con Spinati che si svolge a Terranova Sappo Minulio nei giorni 2 e 3 maggio. In tanti anni ho riscontrato una consistenza maggiore nei luoghi minori spesso sconosciuti.
Quando mi si è posto davanti il rito di cui sopra ne sono rimasto subito attratto per il contenuto implicito nella denominazione e per la località mai sentita, né letta, e in nessun modo conosciuta. Per avere contezza del luogo e del rito mi adopero sulla rete e scopro trattarsi di un minuscolo paesino in quella fascia di Calabria premiante nello svolgimento di particolari eventi sociali. Rifletto sui frequenti accadimenti regionali che mi si pongono innanzi per la prima volta.
Annoto in calendario l’evento anche se nella giornata del 3 maggio tanti si snodano dal Pollino a Spartivento. continua dopo le foto


Come di prassi mi documento, telefono al comune per i ragguagli sui tempi. Ammetto di non fidarmi completamente di quanto mi riferiscono e parto sempre un po prima, soprattutto quando vado in un luogo che non conosco e sono intenzionato a visitarlo.
Il mattino di giorno 3 maggio salgo in macchina alle ore 7,30 arrivando a Terranova alle ore 9,15. Poco prima di entrare in paese mi fermo ad un Calvario con tre edicole, compreso in una piazzola ben curata e circoscritta da un muretto con cancello. Sosto quanto basta per osservare e per foto e riprese di rito.
Poco più avanti noto una segnaletica che indica il luogo del ritrovamento del Crocefisso Nero (avvenne nel 1638 in questa contrada denominata Solì); si tratta di un avvallamento con foltissima vegetazione e con un sentiero in pietre che porta nello spazio di preminenza.
Guardando verso l’abitato notando un tabellone su cui è scritto “Terranova Sappo Minulio, Città del SS. Crocefisso”. I tre elementi mi fanno ritenere un contesto cittadino appropriato in tema di accoglienza e organizzazione del territorio.
Ancora qualche centinaia di metri e sono alle prime case del paese con le immancabili bancarelle della festa già posizionate che si inoltrano per tutta la via centrale. Parcheggio nella periferica via Europa a ridosso di un noto ristorante e mi avvio per il centro da viale III Novembre ove si trova il Santuario del SS. Crocefisso.
Manca poco alle ore 10 ed accedo in chiesa ove siedono poche persone. La Croce Nera è nella parte destra della navata su un palchetto con piccola scala per portare i fedeli a contatto con la Croce.
Si tratta di una scultura lignea di apprezzabile fattura, alta poco più di un metro, che comprende tutti gli aspetti del pathos religioso. Il colore nero del corpo non corrisponde ai tratti somatici che sono quelli abituali del Cristo bianco. Si evince che non si tratta della rappresentazione di un Cristo africano ma di una variazione cromatica della superficie del legno.

E’ ancora presto, ne approfitto per fare un giro per il paese che, considerando la ridotta ampiezza, non richiederà molto tempo. Inizio dalla Torre dell’Orologio e dalla garbata piazzetta che l’accoglie con di fronte l'elegante palazzo comunale. Mi muovo dall’esterno verso l’interno apprezzando vari spazi verdi, panchine, una strana piramide di cemento alta tre metri circa in una vasca senza acqua, una insolita struttura di cemento che scrive il numero 2000 con blocchi alti intorno a due metri. La viabilità è affidata ad alcune strade ampie frammiste a stradine, quasi vicoli, curiosi in un ambito completamente pianeggiante con tanto territorio a disposizione. Su tanti balconi è fissata su teli l’immagine del Cristo Nero in varie composizioni.
Non sono esposte coperte di ricami né damaschi, questa assenza riscontro sovente nei piccoli centri ad urbanizzazione pianeggiante contrariamente a quanto avviene nei borghi arroccati in collina o montagna.
Ciò è dovuto, credo, alle origini di tali piccoli luoghi nati come casali nobiliari e poi divenuti paesi autonomi per privilegi concessi dai dominatori di turno tra ‘700 e ‘800. Le tradizioni religiose risalgono a tempi precedenti.

Vagando arrivo nella zona sud in cui si distingue il palazzo patrizio Pigneri-Ferrari in restauro e la vasta piazza Cesare Battista con ai margini la bella fontana, conosciuta come 'U quattru canali, e all’estremità est la Chiesa Matrice di Maria SS Assunta attualmente chiusa per restauri. Sulla destra della chiesa un giardino e all’angolo una statua di Padre Pio.
Continuo il giro in una zona con tante case di modesta consistenza, non poche abbandonate, la presenza diffusa di verde organizzato, alcuni palazzi moderni, la considerazione conclusiva è un evidente calo demografico per via di tante case chiuse.
Ritorno in chiesa che sono le ore 11, dal giardinetto contiguo alla sacrestia arriva un piccolo corteo di religiosi in abito rituale che entra nella chiesa affollatissima fin oltre la porta.
Nel presbiterio si dispongono i religiosi e due carabinieri in alta uniforme ai lati dell’altare.
Nella parte della navata prossima al presbiterio a sinistra il coro e a destra le autorità civili e militari.
Inizia la messa durante la quale ritorno per strada ad osservare il fare della gente nel giorno di festa.
Durante la celebrazione della liturgia arrivano alcune persone con le cappe di spine che indosseranno gli spinati (quest’anno solo 5 donne) ex voto.
La messa termina alle ore 12.20, in chiesa accedono i portatori con due assi enormi rispetto alla dimensione delle croce, si evidenzia poi un basamento voluminoso e pesante.
Le donne indossano a tal punto la struttura di spine con l’aiuto dei congiunti. Una di esse porta solo la corona sulla testa le altre sono avvolte dalle cappe di spine di ginestra ("spàlassi") protette dalle magliette; gli uomini invece (oggi non ve n’è alcuno) le indossano a torso nudo. Nel corteo, oltre alle donne spinate, anche altre donne camminano con piedi scalzi.

Alle ore 12,30 il Cristo si affaccia al sole in un tumulto di applausi. L’usanza dei continui applausi alla statua è un costume variamente diffuso senza regole inquadrabili; è prevalente nei piccoli centri dell’entroterra, soprattutto montana.
In testa al corteo una piccola croce portata da un bambino, poi tanti fedeli in due file disposte ai lati del tracciato stradale, distanziate dal crocifero le sei donne spinate con ai lati i fedeli, poco dietro un gruppo di chierichetti con camice liturgico, un po distanziati il parroco officiante e i diaconi e dietro ad essi il Crocefisso portato da 12 fedeli con al collo un fazzoletto azzurro con l’icona della Croce; dietro la Croce la banda, chiude la folla dei fedeli.
Non sono presenti confratelli, né alcun gonfalone, né vengono intonati canti ma solo preghiere diffuse in tutto il lungo corteo.
Considerando la dimensione del paese pensavo ad una processione rapida, ma è durata fino a oltre le ore 14 per l’attraversamento di quasi tutte le stradine e vicoletti. Nei piccoli paesi generalmente davanti alle porte attendono il passaggio della statua anziani impediti alla partecipazione. Solo alcuni ne ho visti, e rari dai balconi; ciò si spiega dalla dimensione dell’abitato e dalla facilità di movimento nel territorio.
Arrivati nei pressi del Santuario la fermata d’obbligo per gli immancabili fuochi che, con il sole, mi riportano alla mente un antico proverbio amanteano: quannu un ti po mangiari a carna accuntetiti du brodu.
Al rientro in chiesa la Croce è stata riposizionata sul palchetto ed è iniziato il rito del bacio; moltissimi sono saliti sulla scaletta per toccare, accarezzare, baciare i piedi o le gambe del Crocefisso.
A fine cerimonia si notano oggetti e fogli scritti per fini devozionali nella teca sul basamento; sul panno rosso di raccolta sono spillate varie banconote da 5, 10, 20 euro.

Sul significato del Cristo Nero si accavallano varie interpretazioni tra ipotesi cattoliche e altre pagane; sulla rete, o su altre fonti, ognuno può seguire gli approfondimenti che ritiene utili.

Le ore 14 sono trascorse da un po, mi avvio verso l’auto, mi fermo ad una piazzola verde con panchine metalliche. Qualche minuto per il solito panino con mortadella preso al negozio vicino casa, poi metto in moto, scorre la segnaletica per Scroforio (frazione nota per allevamenti di suini), attraverso Taurianova, il caffè ad Amato, procedo accedendo alla A3 a Gioia Tauro, spengo il motore nel box di casa che son passate le 16.30, e qui finisce il viaggio.

Ma tanto, molto altro tempo occorrerà per le varie operazioni tecniche e narrative che porteranno a questo punto di chiusura.
Mi chiedo se ne valga la pena visto che non interessa quasi a nessuno di come una piccola comunità regionale attraversa uno spazio esistenziale, in tempi soffocati dagli aspetti invasivi di Facebook che costituisce, invece, uno strumento di prodigiose virtù comunicative.
Antonio Cima 05-05-2017
 

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Commenti  

 
#1 Grazie 2017-05-06 15:54
Piu'che fare i complimenti, vale il ringraziamento per il tempo dedicato a partecipare a tutti queste piccole realtà che hanno sapore di conoscenza. Non importa se uno è religioso o meno ma è interessante avere memoria di questi luoghi non noti, di questi eventi che appaiono curiosi, di questa gente che come noi "attraversa il proprio spazio esistenziale".
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