Laino Borgo, Sant'Antonio

LAINO BORGO S ANTONIO 2017 Laino Borgo
Sant'Antonio tra boscaioli e allevatori
Grande partecipazine popolare al seguito delle ntinne trascinate dai buoi; anche tanti bambini protagonisti

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Eventi civili e religiosi con contesti arborei sono diffusi ovunque a livello nazionale, soprattutto nelle zone montuose e collinari, molto meno in quelle costiere.
In Calabria si distinguono le zone montane e pedemontane dell’Aspromonte e soprattutto del Pollino per ineludibile affinità con la confinante Basilicata ove tali manifestazioni hanno antica consistenza.
Tali riti, esistenti dalla notte dei tempi, iniziati per finalità propiziatorie, ludiche, diversive, sono confluite in ambito religioso sommando aspetti propri della fede e dello svago. In taluni casi la parte non propria della confessione cristiana assume aspetti divinatori affini al paganesimo.
continua dopo le foto


Nei contesti arborei emerge una forte propensione alla socialità; tutti si adoperano per un fine comune dando e facendo ciò che risulta essere utile alla collettività. Sono iniziative che coinvolgono una moltitudine di persone che si adoperano per una voglia e un credo identitario di quella comunità.
Un rito arboreo non è cosa di poco conto; comincia ben prima della conclusione rituale in paese. A volte trattasi di un solo albero -vedi Pita di Alessandria del Carretto- (che in Calabria assume in quasi tutti i dialetti il nome di Ntinna (antenna), ma vi sono casi in cui si tratta di tanti alberi -vedi appunto S.Antonio di Laino Borgo- e le cose si complicano non poco.
Il tutto inizia settimane prima nella individuazione della zona e degli alberi da abbattere, la ripulitura del tronco, il trasporto in paese con trattori e buoi.
Poi c’è tutta la parte annessa al rito, il coinvolgimento di molti e la disposizione organizzata nel corteo.

In quasi tutti i luoghi la festa dura due giorni -quasi sempre consecutivi-; il primo giorno i tronchi arrivano in paese con diversificate organizzazioni rituali; il secondo giorno si alza la ntinna per l’immancabile competizione dell’albero della cuccagna con caduta conclusiva della ntinna.
Quasi sempre nell’ambito della manifestazione si svolge l’asta -o incanto- dei tronchi o di cibarie e animali da aia donati da tanti cittadini.
Questa è la sintesi approssimata dell’ambito arboreo con coreografie diversificate nei luoghi come consistenze floreali, balli, canti, coreografie dinamiche, componenti dell’abbigliamento, gestualità simboliche e altro.
Di tale contesto fa parte la Festa di Sant’Antonio di Laino Borgo che si svolge in date variabili sabato e domenica a volte prima altre dopo la ricorrenza del 13 giugno (a tal proposito è bene informarsi prima di andare).

Le foto mostrano, della ricorrenza del 2017, il primo giorno che è stato sabato 10 giugno. Personalmente sono abituato a queste impegnative manifestazioni, ma devo ammettere che in quella di Laino Borgo, ho dovuto maggiorare -e non poco- il dinamismo generalmente sufficiente in altre situazioni.
Tutto è cominciato intorno alle ore 17 davanti alla piccola chiesa del Santo nella parte alta del borgo; mentre la banda cittadina eseguiva il repertorio della festa la statua è stata esposta davanti alla porta; il corteo si è avviato alle ore 17,20 per portarsi nel piazzale periferico d’accoglienza delle travi. Al corteo un numero esiguo di fedeli; tutti gli altri sono andati a posizionarsi nella piazzola dove il Santo arriva e viene collocato sul tavolo ricoperto con un panno ricamato poco dopo le ore 17,30.

Tutta la gente si dispone ai margini dello spiazzo ove dalle ore 17,50 cominciano ad arrivare dalle alture i trattori con le travi. Alla fine si contano più di 20 trattori e circa 30 tronchi. Le Ntinne tagliate e spogliate nei giorni precedenti sono rimaste parcheggiate a qualche km dal paese. Contestualmente all’uscita della statua dalla chiesa è stato avviato il trasporto dei tronchi in paese. Alle ore 18,30 comincia a disporsi il lunghissimo corteo che a posizionamento ultimato occupa quasi tutta la direttrice ovest/est del paese (circa 2 km).

I trattori in testa trascinano gli alberi più grandi depositandoli in uno slargo ai margini est dell’area urbana. Nel piazzale di partenza restano i tronchi minori ognuno del quali trascinato da una coppia di mastodontici buoi. Ho contato circa 10 coppie bovine ciascuna accudita da due persone.
Un aspetto straordinariamente coreografico è costituito dal gruppo di persone correlato ai buoi e alle travi. In relazione alla dimensione e peso del tronco varia l’età dei soggetti. Alcuni gruppi di bambini -guidati da un adulto- governano tronchi di piccola entità mentre gruppi di adulti pensano al resto. Ogni persona è dotata di un’asse di legno utile ad evitare sbandate del tronco durante il trascinamento.

Lo scorrere del legno sul fondo stradale lascia strisce vistosissime, ma senza alcuna scalfittura dell’asfalto o del lastricato.
Ogni tanto i buoi vengono fermati e in tali momenti si esterna la summa della religione e del paganesimo. Grandi e piccini formano un cerchio, alzano e abbassano i cappelli, si chinano verso il centro simultaneamente, uno del gruppo esprime una dedica e tutti gridano insieme “per la gloria di Sant’Antonio”. Ciò viene ripetuto più volte ruotando l’invocatore della dedica. Sono “desideri” semplici tipo “per le persone che ci guardano”, “per i forestieri che son venuti”, “per il bene dei Lainesi”, e cose di questo tipo.

In coda al lungo corteo di tronchi c'è la banda, poi statua davanti alla quale autorità civili, militari, religiose, una portatrice dell’unica cinta, e pochi fedeli. In realtà la gente è tanta ma è distribuita lungo le strade nelle posizioni più confacenti per osservare gli sviluppi della processione, che -a dire il vero- appare più come una kermesse di vitalità, partecipazione, condivisione.
Il lungo e composito cordone trova compimento nella piazzola est ove vengono accatastate le ntinne.
Alcuni gruppi, per tradizione inalienabile, si fermano poco prima del catasto, si dispongono lungo la trave, si concentrano e sollevano il pesante tronco portandolo a spalle fino al mucchio che va sempre più alzandosi.

Dopo l’accatastamento dell’ultima ntinna arriva nello spiazzo la statua con le varie autorità; il prete impartisce la benedizione e dà appuntamento in chiesa tra pochi minuti alla fine della processione ed a seguire per l’incontro di preghiera che vi sarà nella piazza centrale dopo la messa. Domani -11 giugno- vi sarà la seconda giornata di festa con l’asta della legna, l’albero della cuccagna, vari giochi, la processione.
Intanto sono le ore 20,30 e sto vagando per strade e anfratti cittadini da nove ore; più volte sono stato a Laino Borgo (anche al Palio e alle Cappelle) ma mai di notte. Giro a piedi per ancora un’ora; salgo in macchina alle ore 21,30 percorrendo con accortezza il tratto fino all’autostrada accedendo da Mormanno, mentre all’andata sono uscito a Laino Borgo.
Arrivo a casa alle ore 23,30, esattamente 12 ore dalla partenza. Rassetto lo zaino, le solite cose, vado a letto che è già domenica; mi ripassano nella mente i bambini, le travi, i buoi, le urla, il volto compiaciuto del Santo che sembra tollerre gli eccessi “materiali” annessi alla festa religiosa.
Così ogni volta che vivo una giornata da calabrese, faticando molto, senza mai chiedermi se ne valga la pena, perché vale sempre la pena vivere in sintonia con ciò a cui appartieni.
Antonio Cima 11-06-2017
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Commenti  

 
#1 sergio ruggiero 2017-06-12 12:59
La cristianizzazio ne di riti pagani è fatto antico. Mi vengono in mente realtà celtiche di "Adoratori degli alberi". Azzardo un significato: gli alberi, patrimonio di ricchezza per le comunità "arboricole" (legna da ardere, da costruzione... insomma ricchezza), sono donati al santo per omaggio di vicinanza e dimostrazione devozionale. Insomma, noi ti diamo ciò che di prezioso abbiamo, tu dacci protezione. Grazie Antonio per l'ennesimo bel servizio.
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