Bagnara Calabra, Madonna del Carmelo

bagnara-madonna-carmelo-2017 Al tramonto, tra paesaggi fatati dello Stretto
la processione della Madonna del Carmelo
tra borgo e Marina di Bagnara Calabra
un suberbo esempio di turismo religioso

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Il rito della Madonna del Carmelo si svolge nella maggior parte dei comuni. In prevalenza il 16 luglio, data di prammatica, con eccezioni in varie altre date.
E’ una delle feste religiose di maggiore coinvolgimento, con accentuati ornamenti, con una ritualità della pratica più articolata.
A Bagnara Calabra, sulla costa tirrenica reggina a ridosso nord dello stretto di Messina, si svolge nella data abituale del 16 luglio.
Nell’anno che corre tal giorno è caduto nella terza domenica del mese favorendo tanta partecipazione dei bagnaresi e di fedeli del circondario.
E’ questa una delle più significative feste religiose per il grande trasporto che suscita.
La chiesa del Carmelo, da cui inizia e finisce la processione, è collocata nella parte media del borgo in posizione di estremo vantaggio paesaggistico. Sul fronte ovest del santuario il Tirreno che all’orizzonte accoglie le superbe Isole Eolie; a sud ovest la costa siciliana che va verso lo Stretto, poco a sud la maestosa Scilla di cui si distingue il rione Chianalea.
Dal sagrato si dipartono le stradine che conducono alla zona marina abbracciata ad est dal pendio collinare argilloso e ad ovest da lungomare e spiaggia.
E’ un paesaggio che nel giorno della festa appare ancor più affascinante, ma è li generoso a concedersi ogni giorno e, ancor più, ogni notte.
continua dopo le foto


La processione inizia alle ore 19,30, i portatori -come di prassi- escono a passo svelto dalla chiesa disponendosi su lato sinistro (ovest). La mitica alzata con braccia tese è un momento identitario dell’intera processione.
Intanto gli altri confratelli della congregazione Arciconfraternita Nobile di Maria SS del Carmelo si sono disposti anzitempo in fila sul sagrato. Davanti disposti ai lati della strada molti fedeli incolonnati tra cui tante madri portano per mano i loro bambini in tenuta confraternale. Nel mezzo del corteo la statua con decine di portatori in tenuta che si alternano a portar la statua.
Il momento dell’uscita regala un tramonto mozzafiato con il sole prossimo a tuffarsi tra le Eolie, alcune nuvole ad incorniciare Stromboli, la sagoma della Madonna che in controluce si dipinge di tutte le sfumature del rosso spirò (il tramonto come lo chiamano i pescatori di Amantea).
Il corteo prende a salire nella parte più alta scorrendo al fianco della dismessa villa De Leo che mostra tutta la sua consistenza architettonica; da qui le vedute diventano magiche, sia a nord verso la torre Ruggiero, che a sud verso lo Stretto.
Si ritorna in basso passando sotto l’imponente ponte di Caravilla, affiancando Palazzo Ducale dei Ruffo o Castello Emmarita che dir si voglia.
L’andar sinuoso mostra ogni sfumatura del tramonto cangiante che va scurendosi alle spalle di Stromboli.
Si arriva nella zona marina che è quasi buio; alcune fermate tra chiese, grotte e spazi votivi. Si fiancheggia il lungomare da cui emerge l’arco costiero verso lo Stretto con tante luci urbane, lo Stromboli quasi sopito.
Si continua per il resto dell’abitato con una gran folla al seguito. Alle ore 21,20 lascio sfilare il lungo corteo verso una zona sud periferica e prendo a salire da solo verso la chiesa del Carmelo ove arrivo con leggero affanno.
Mi fermo ancora un po con lo sguardo volto allo Stretto mentre incombe il viaggio di rientro che, visti l’ora e la stanchezza, richiederà poco meno di due ore.
Ma ne vale sempre la pena andar per chiese e madonne, e paesaggi incantati, e scogliere, e torri e castelli e palazzi, e mamme con i pargoli per mano, e donne a cantare con devozione nella lingua del luogo, e portatori nerboruti e orgogliosi all’alzata, e bande musicali con spartiti consunti, e bancarelle con i sapori di quella terra, ed io che guardo gli altri guardar la statua, e guardo la loro commozione e non vedo alcun motivo perché ciò non avvenga.
Antonio Cima 17-07-2017


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Commenti  

 
#1 Giuseppe Barbaro 2017-07-18 20:24
Lei ha descritto in maniera eccellente la tradizione mariana della nostra Arciconfraterni ta.
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