Albi, San Nicola da Tolentino

albi san nicola Albi (CZ), San Nicola da Tolentino
Il Santo in processione casa per casa
Ballata finale dei portatori con la statua sulle spalle

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Vedi anche la pagina con video della Ballata

Per meglio stimare la Pietà Popolare in Calabria, in particolare riti e processioni nel territorio, occorre rifarsi all’antica suddivisione della regione in
Citeriore (zona nord, latina) e Ulteriore (zona centrale e meridionale, greca).
A guardare a fondo la pratica religiosa si nota con chiarezza la differenza tra le due zone. Più precisamente si hanno due tendenze circoscritte a:
1) territorio che comprende la provincia di Cosenza, il nord catanzarese e il nord crotonese;
2) provincia di Reggio, provincia di Vibo, e le zone centro-sud delle province di Catanzaro e Crotone.
Nella parte nord (in prevalenza) riti e processioni hanno uno sviluppo ordinario, senza particolari esternazioni, con banda e confraternite al seguito, preghiere canti e litanie, altarini per soste devozionali per strada, damaschi o ricami ai balconi, fuochi finali.
Nella parte sud è ben altra cosa (un po ovunque), gli animi si accendono, la passione diventa vibrazione e la partecipazione coinvolge la mente e il corpo.
continua dopo le foto


Alla banda si uniscono quasi sempre i tamburinari (a volte solo loro), spesso partecipano i fantocci di cartapesta (giganti), andamento ondulatorio dei portatori, balli itineranti di portatori con statue, balli in itinere dei fedeli, ballate collettive conclusive, corsette finali con la statua, trionfino pirotecnico, tunnel di fuoco, gli spinati (in varie località), la svestizione dei bambini (spogghiatina), durate lunghissime ripartite tra mattino e pomeriggio/sera, fuochi finali fantasmagorici. In particolare in molti comuni della Calabria meridionale, la Domenica di Pasqua, si svolge l’Affruntata (o confrunta, cumprunta, svelata, ‘ncrinata); di tale pratica non si ha riscontro in nessun comune della zona nord ove, però, si svolgono i due riti dei flagellanti a Verbicaro (CS) e Nocera Terinese (CZ).
Il riscontro di quanto sopra richiederebbe ulteriori spazi di riflessione sulla religione, le liturgie, la Pietà Popolare, il folclore, le tradizioni, che si rimanda ad altre occasioni.

La mirata introduzione che precede ci conduce ad Albi nella Sila catanzarese, ove il 10 settembre si svolge la festa patronale di San Nicola da Tolentino. La Sila, complessivamente, ha costumi che rientrano nella tipologia Citeriore, ma eccezioni esistono in piccoli comuni montani (anche del Pollino) che anticamente hanno sviluppato costumi rituali specifici.

Lo spazio rituale di San Nicola si compone di due parti:
-la prima è la lunghissima processione per i vicoli con fermata di bacio della statua davanti ad ogni casa;
-la seconda è la conclusiva ballata dei portatori davanti alla chiesa.
Si comincia alle ore 14 con l’uscita della statua dalla
Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo con una iniziale coreografia dinamica nello spazio antistante. Si va in giro per il paese fino a quasi le ore 16,30 quando, come da consuetudine ricorrente, la statua viene posta su un camioncino su cui salgono alcuni elementi della banda musicale cittadina, portatori e pochi fedeli. Va in una zona periferica del paese ad assolvere motivazioni di fede di quel luogo.
La statua rientra nell’abitato e si avvia un breve corteo tra vicoli e case della parte bassa. Fatto ciò viene posta ai piedi dell’altare della chiesa dei SS Filippo e Giacomo ove resta per una breve preghiera. Subito dopo risale via Garibaldi accedendo alla chiesa di Pietro e Paolo, breve preghiera e inizio processione.
Ciò che si svolge per le vie di Albi è parzialmente riscontrabile in altre località calabresi, ma l’intensità, la capillarità, la minuziosa attenzione ad ogni presenza davanti alle case, è un unicum difficilmente ripetibile. Si va avanti fino alle ore 20,30 fermandosi praticamente davanti alle porte di tutte le case, avvicinando la statua all’uscio per consentire a tutti (in prevalenza anziani) di toccare e baciare la statua.
Il ritmo dell’andare è inevitabilmente sostenuto e la fatica dei portatori impagabile.
Il sindaco attende il corteo davanti alla propria abitazione con i familiari per il rito del bacio, poi si reca davanti al municipio ripetendo il gesto come rappresentante della casa di tutti gli albiesi. Ancora un po e intorno alle ore 20,30 finisce il corteo per dare luogo alla ballata.

Il piccolo spazio davanti alla chiesa di Pietro e Paolo e la piccola salita fino al portone colmi di presenze d’ogni età ed entusiasmo. Sembra il tifo di un derby calcistico e insieme il momento in cui l’idolo nazionale della musica giovanile sale sul palco. Guardando alcuni gruppi degli astanti l’espressione “un tifo da stadio” appare riduttiva, altri aspettano con lo sguardo ammaliato, altri ancora con un sorriso che dice tutto.
Di fronte alla chiesa, sulla gradinata di una abitazione, si dispone la banda che suonerà i ritmati stacchi musicali adeguati alla bisogna.
I portatori in fondo alla piccola discesa hanno le movenze di atleti negli istanti che precedono la gara.
Qualcuno dà il via è inizia la ballata del San Nicola da Tolentino di Albi.
La breve cosa che porta davanti alla chiesa, poi un ghirigori ballando nel piccolo spazio, durante lo spostamento portatori e statua finiscono addosso alla folla che attende questo momento interagendo; ciò dura un paio di minuti e si ridiscende ripetendo il cimento per tre volte. L’ingresso in chiesa di corsa e facendo vibrare la statua; rapida girata della statua ed affacciata sul portone agitando ed elevando il Santo in un tripudio assimilabile ad una trans collettiva.
Subito dopo la statua trova posto sul baldacchino a ridosso del presbiterio ed inizia il finale rito del toccare e baciare il santo. Accanto due cesti con panini benedetti che rapidamente restano vuoti con il rammarico di chi arriva dopo.
Finiscono qui la processione e la ballata che fanno parte dell’ambito religioso.

L’osservatore forestiero riprende la via di casa accresciuto di una nuova esperienza che racconta spazi di una regione che ne ha di cose belle e buone, a volte particolari, volute e sostenute dalla tradizione e dalla volontà popolare, quindi legittime.
A seguire nella giornata albiese, sul palco del centro cittadino, si continuerà con la serata musicale e i fuochi di mezzanotte.
Antonio Cima 11-09-2017
 


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