Sant'Eufemia d'Aspromonte, festa patronale

s eufemia aspromonte fuochi Sant'Eufemia d'Aspromonte
La Festa Patronale
Con finale kermesse dei portatori tra i fuochi

Antico rito delle colline aspromontane
 

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Il 16 settembre a Sant’Eufemia d’Aspromonte, in provincia di Reggio Calabria, si celebra la festa della Santa Patrona che è Sant’Eufemia Vergine e Martire.
Tra le tante manifestazioni religiose cittadine la festa patronale è quella maggiormente sentita e partecipata, con la presenza di tanti emigrati che rientrano per l’occasione.
E’ un rito che per la sua specificità richiama tanta gente dalla Piana di Gioia Tauro, dal comprensorio aspromontano e da vari luoghi della Calabria.
La particolarità della festa è la fase finale con i rigogliosi fuochi che coinvolgono portatori e statua in una dinamica di altissima spettacolarità, elemento imprescindibile per il popolo partecipante.
A causa delle complessive regole disposte dalla diocesi lo svolgimento della processione ha subìto ristrettezze nella durata e negli approcci popolari. In passato lungo il percorso si verificavano contenute esternazioni pirotecniche di fedeli. La durata e il tragitto urbano sono stati ridotti per un corteo di circa due ore. Ma l’intensità caleidoscopica finale permane in tutti i sui aspetti.
continua dopo le foto


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Alle ore 19 circa, nella chiesa che prende il nome della Patrona, inizia la Santa Messa preceduta dall’ingresso in chiesa dei portatori per il rito della consegna delle rose ai piedi della statua.
Poco dopo le ore 19,30 inizio la processione; in passato era preceduta da un accenno di fuochi d’artificio. Tanta gente al seguito, il sindaco con la fascia tricolore, autorità militari, la banda, stendardi delle varie associazioni religiose cittadine, non sono presenti confraternite in abito.
Lungo il percorso moltissimi balconi addobbati come si usa fare nei comuni della Calabria “Ultra”. A nord della Regione, quella “Citra”, dai balconi si espongono in prevalenza i damaschi (tumashchi); nella Calabria "Ultra", invece, si apprezzano lenzuola ricamate con sovrapposizione d’ogni forma coreografica di stoffe colorate (fiori, stelle, fiocchi, ecc.), con l’immagine del santo e il nome per esteso.
Dopo l’ampio giro cittadino si arriva intorno alle ore 21,45 in via Belvedere adiacente alla chiesa. I portatori si dispongono per l’attraversamento della breve via tra le girandole pirotecniche.
Ma occorre attendere più di un’ora per la riattivazione del sistema pirotecnico disattivato a causa dei chiarimenti istituzionali sul da farsi.

Arriva il momento dei fuochi, in ritardo ma molto attesi.
La prima fase si svolge nei cento metri di strada che confluisce in piazza V.Emanuele antistante la chiesa.
Ai lati della strada pali di legno sostengono delle girandole pirotecniche che, a partire da quelle sul fondo strada, gradualmente si accendono in progressione verso la chiesa. I portatori scorrono tra le scintille e gli spruzzi di fuochi camminando un po in avanti e un po indietro in sincronia con l’accensione delle girandole. La statua e i portatori vengono avvolti da scintille e fumo. I portatori indossano una giacca di tipo ignifugo, un cappello rosso, alcuni di essi un ampio fazzoletto intorno al collo, altri agitano panni a tutela del volto dei portatori. Questa fase dura circa cinque minuti concludendosi nella piazza di fronte alla chiesa.
Alcuni minuti e inizia la seconda fase: un tumulto.
Sono altri cinque minuti di fuoco, non in senso figurato ma reale. A raccontarlo è difficile trovare le giuste parole se ci sei stato dentro, accanto alla statua, addossato ai portatori, "avvolto" dal fuoco.
Prima di andare, come sempre, mi sono documentato sulla rete. Quanto visto sul web mi ha indotto alla tutela portando una camicia con maniche lunghe, un cappello rosso, un asciugamano da avvolgere tra testa e collo: sono stati determinanti, senza non avrei potuto restare tra le risultanze d’ogni elemento pirotecnico: petardi, bengala, botti, castagnole, mortaretti, razzi, in un frastuono indescrivibile.
Anche in questo tratto i portatori procedono lentamente, un po in avanti un po indietro.
Finisce con una fitta pioggia di piccole forme cartacee, con il tripudio dei portatori che si abbracciano, con la commozione dei presenti, con tanti Viva Sant’Eufemia da parte dei portatori che si alternano nell’esaltazione della Protettrice.
Sono le ore 22,45, in ritardo rispetto all’abituale orario, si rientra in chiesa con grande entusiasmo. Prima di arrivare al baldacchino ai piedi del presbiterio la statua viene fermata in mezzo alla navata (unica) per l’immancabile rito del bacio, dei portatori prima e di tutti i presenti a seguire.
Le immancabili foto di gruppo dei portatori, con sindaco, con parroco, con parenti e amici.
L’evento si chiude con una magnifica interpretazione dell’inno alla Santa da parte del coro cittadino composto da donne.
Sono le ore 23,10, esco dalla chiesa, uno sguardo sulla folla, mi avvio verso l’auto parcheggiata in via Aspromonte attraversando via Petrarca colma di bancarelle e popolo festoso. Mi diparto dal territorio aspromontano, una breve sosta di servizio sull’A3 (ora A2) tra Gioia Tauro e Rosarno, arrivo a casa poco dopo l’una di un nuovo giorno pensando al prossimo evento che, salvo imprevisti, sarà domenica 24 in un luogo della Calabria .
Antonio Cima 18-09-2017


 

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